Associazione Metas

Associazione Metas METAS lo sguardo pedagogico è offerto in ogni passaggio della nostra proposta formativa, creata ad

La vision di Metas è rivolta alla possibilità di connettere sguardi plurali, per esplorare e raccontare le tematiche educative da diverse prospettive, capaci di offrire prospettive più complessa e integrata.

Fa caldo.ovunque noi siamo, ovunque voi leggiate questa mail, sentirete caldo. Tra le effettive temperature e la preoccu...
30/07/2026

Fa caldo.
ovunque noi siamo, ovunque voi leggiate questa mail, sentirete caldo. Tra le effettive temperature e la preoccupazione per il meteo il nostro pensiero rischia di sfuocarsi. Il caldo rallenta i nostri corpi, il nostro pensiero si fa meno nitido.
Succede anche a voi?
C'è una mail che vi aspetta e puoi leggerla qui sotto. Non dimenticarti di abbonarti alla nostra newsletter (estemporanea, poco invadente e speriamo sempre interessante) ;-)



Nelle pratiche quotidiane nelle moltitudini di forme che prende il lavoro educativo c’è un punto particolare, una posizione in cui, quando vi si pone lo sguardo pare un’incantesimo.

24/07/2026

I sottotitoli che mancavano😊

INCANTESIMI centrare il pedagogico è in partenza a settembre con la seconda edizione.

9 incontri online che accompagnano lungo tutto il prossimo anno scolastico i professionisti dei servizi educativi e delle scuole nel leggere contesti, vincoli, azioni come strutture portanti del lavoro educativo e la riflessività come timone per continuare ad imparare dalle oratiche professionali in un moto di ricerca continua e generativa.

Info e link in bio - ti aspettiamo!

Ah, pensiero per ringraziarvi. Per i vostri insegnamenti, la vostra competenza appunto è stata una una grande opportunit...
10/07/2026

Ah, pensiero per ringraziarvi. Per i vostri insegnamenti, la vostra competenza appunto è stata una una grande opportunità per nutrire il mio sguardo pedagogico.

Queste sono le parole di Greta nel salutarci a conclusione del suo percorso di tirocinio per il corso di laurea di scienze pedagogiche. Non è per nulla semplice fare tirocinio con noi. Serve macinare chilometri. Incontrare utenze molto diversificate. Entrare in servizi gestiti da organizzazioni diverse. Avere a che fare con supervisori differenti.

Accogliere un tirocinante e per noi è sempre dare la possibilità Di imparare a guardare i contesti, e chi conduce il percorso restituendo il proprio sguardo.

Con curiosità. Fermamente convinte che serva L'accompagnamento per intrecciare teoria e pratica, crediamo che le supervisioni siano un'ottima occasione di tirocinio per chi decide di investire il proprio tempo per crescere.

Le parole di Greta ci dicono che stiamo andando nella giusta direzione🤩



Vi raccontiamo alcuni elementi che caratterizzano il nostro lavoro, e il nostro essere gruppo di professioniste e profes...
10/07/2026

Vi raccontiamo alcuni elementi che caratterizzano il nostro lavoro, e il nostro essere gruppo di professioniste e professionisti che si dedicano alla supervisione.
Si tratta di un'altra parte del nostro lavoro, quella che forse si vede meno.
Il gruppo di lavoro, la formazione, la pluralità, la ricerca, l'interrogarci, e "il come"accompagniamo e come ci facciamo accompagnare.
Una scelta di cura del nostro lavoro.

Vi raccontiamo alcuni elementi che caratterizzano il nostro lavoro,...

Accompagniamo i professionisti di servizi educativi e della scuola con percorsi di Supervisione Pedagogica. Nell'anno sc...
07/07/2026

Accompagniamo i professionisti di servizi educativi e della scuola con percorsi di Supervisione Pedagogica. Nell'anno scolastico 25/26 abbiamo incontrato mensilmente 153 educatori, insegnanti, coordinatori di dieci organizzazioni che operano con utenze differenti tra le provincie di Milano, Monza e Brianza, Bergamo spiegato nel video qui sotto.

https://youtu.be/IYktn2sP3t4?si=ziC_ATuGOfqEriQy






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Il 21 settembre parte un nuovo anno di INCANTESIMI, centrare il pedagogico, un percorso lungo un anno scolastico con un ...
30/06/2026

Il 21 settembre parte un nuovo anno di INCANTESIMI, centrare il pedagogico, un percorso lungo un anno scolastico con un appuntamento mensile di 2 ore, online.

Nel corso dell'annualità appena conclusa, il gruppo di educatori, pedagogisti e insegnanti partecipanti ha fatto un lavoro di riscrittura del proprio sguardo sulle scene che ha incrociato nelle reciproche narrazioni portate e ha anche guardato se stesso.

La domanda "cosa hanno imparato loro?" che come conduttori avevamo in testa, si è trasformata in "cosa abbiamo imparato noi?", e infine in "cosa ci portiamo via?". La risposta non è una lista di contenuti, ma un modo di stare: desti, feriti, responsabili. Tutti insieme, formatori e formandi perché l'educazione è una ricerca continua.

Il primo incontro è gratuito così puoi conoscerci; tutte le info le trovi nell'evento.
Ti aspettiamo!




Come per magia è finito il primo anno del corso INCANTESIMI, centrare il pedagogico.È stato un percorso intenso pieno di...
18/06/2026

Come per magia è finito il primo anno del corso INCANTESIMI, centrare il pedagogico.
È stato un percorso intenso pieno di saperi che si chiariscono nell'incontro con l'altro, che da teoria abbracciano la pratica di ciascuno.

14 studenti, una classe digitale composta da persone che lavorano in contesti eterogenei.
4 docenti, alternati in incontri online.
"E stato un percorso faticosissimo e affascinante (...)che ci costringe a restare svegli perchè credo che il lavoro educativo ci chiede di tenere gli occhi aperti per far si che la coscienza umana non venga dimenticata"

Ora stiamo concludendo con incontri individuali anticipandovi che a settembre 2026 parte un nuovo primo anno.




Seguiamo una dozzina di organizzazioni del terzo settore, ne conosciamo almeno un’altra ventina e quello che spiazza è o...
24/04/2026

Seguiamo una dozzina di organizzazioni del terzo settore, ne conosciamo almeno un’altra ventina e quello che spiazza è osservare la trasversalità della perdita di capacità di dare senso al proprio lavoro anche quando il senso è li a portata di mano. una persona con disabilità, un minore senza famiglia, un bambino che ha bisogno di altri adulti attorno a sè dovrebbero essere sufficientemente visibili come generatori di senso. Eppure no, non è così. Gli educatori sono sempre meno, sempre più stanchi e tirati. Il turnover altissimo.

Tra le tante, crediamo ci siano due dimensioni di cui sarebbe interessante parlare:

Da una parte, come diceva pochi giorni fa Chiara Scardicchio, c’è la moneta del narcisismo come più volte già letto in altri post e condiviso, che fa percepire i colleghi o talmente certi di sé stessi (tanto da faticare a incontrare l’Altro in quanto soggetto autodeterminante) o incerti su tutto (guidare un mezzo con tre utenti sembra una prova difficilissima da affrontare da soli ). L'educazione professionale come tutte le pratiche di cura, si occupa dell’Altro ma necessariamente, mette in gioco anche il sé del professionista. E se sono tanto fragile e così poco curioso da guardarmi e conoscermi, da crescermi pensandomi, posso, riesco ad occuparmi dell'Altro? questo lavoro è possibile?

Dall’altra parte c’è una narrazione inesistente dell’oggetto del lavoro e sociale tanto che la formazione universitaria è distante dalla realtà in cui gli educatori si trovano ad operare, nonostante la ricerca e lo studio stiano producendo saperi particolareggiati, approfonditi. Una formazione al pensiero che rischia di diventare inutile perché eccessivamente scollata rischia di insegnare che il pensare non serve nelle pratiche di cura. Lo sparire della riflessività rende una pratica delicata come l’educazione professionale, un compito come ben dicevano in un post di Tlon di qualche giorno fa. Volendo ci sarebbe da approfondire come stanno evolvendo le strutture lavorative per comprendere che la questione del senso è trasversale a tanti altri lavori: è una questione generazionale su cui, volendo, le organizzazioni e i servizi alla persona hanno un vantaggio rispetto a tanti lavori.

Non apriamo volutamente il capitolo della retribuzione che fa dell’educazione professionale la professione con il divario maggiore tra la formazione necessaria per praticarla e gli stipendi, che in chiave politica, su media e lunga distanza produrrà l’abbassamento vertigginoso della qualità e l’assenza protratta dei professionisti, il motivo per il quale si sta abbassando la richiesta formativa in ingresso nonostante l’innalzamento della complessità da gestire… (no non l’ho neanche aperto il capitolo!)

Cosa ce ne facciamo di tutto ciò?

Crediamo che sia necessario trovarsi e parlarne.

Non solo della mancanza degli educatori ma della necessità di praticare spazi di riflessione. Spazi che debbono essere concepiti come strutturali nei servizi e retribuiti dalle organizzazioni che i servizi li gestiscono. Ideale sarebbero anche spazi fuori dai servizi tra colleghi che promuovano la possibilità di guardare la complessità e di sentirsi dentro un’orizzonte di senso comune: l’aiuto, il sostegno, la cura, l’accompagnamento come forme di un’educazione all’umano che c’è dentro ognuno di noi.

La cooperativa sociale Koinè del milanese ha organizzato una campagna comunicativa interessante. Si chiama Specie Rare: immagini di colleghi come animali in via d’estinzione. Un'ottima provocazione, una denuncia pubblica a cui devono seguire pratiche, azioni intenzionali.

Per pensar a pratiche educative come cura degli operatori, oltre a quelle degli utenti, servono menti aperte, curiose che sviluppino pensiero e ricerca su ciò che fanno e su quali risposte possibili dare ai bisogni emergenti. E questi spazi di riflessione si chiamano supervisione e una supervisione che indaghi e sostenga la ricerca di un professionista della cura attorno al senso del proprio intervento, si chiama supervisione pedagogica.

Esiste già, non è fantascienza: serve che diventi pratica diffusa.











ph. L'Arte di Educare, mail art - opera n.10 di Sara Ventura

Alla a settimana blu di Alessandria ci siamo anche noi 🙃
25/02/2026

Alla a settimana blu di Alessandria ci siamo anche noi 🙃

Abbiamo praticamente finito di mettere a punto un super programma per la seconda edizione della !!!!

Insieme a noi, tante persone che da mesi stanno lavorando con grande dedizione ... e soprattutto stanno sognando✨️
Non vediamo l'ora di dirvi tutto!💙


AIAS sez di Alessandria APS
Associazione Cultura e Sviluppo Alessandria
Luminas APS
ANGSA Casale Monferrato APS
Associazione Metas
DLF Alessandria
Città di Alessandria

24 gennaio 2026Che cos’è la Giornata internazionale dell’educazione (e perché nasce)La ricorrenza è stata istituita dall...
24/01/2026

24 gennaio 2026

Che cos’è la Giornata internazionale dell’educazione (e perché nasce)

La ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 73/25 (adottata il 3 dicembre 2018), che proclama il 24 gennaio “International Day of Education” e invita Stati e organizzazioni a celebrarla per rafforzare l’impegno verso l’istruzione.

Il senso è esplicito: l’educazione non è un “settore” fra gli altri, ma una leva decisiva per pace e sviluppo, un diritto umano e una responsabilità pubblica. UNESCO, che ne coordina la celebrazione, collega la giornata all’orizzonte dell’Agenda 2030 e in particolare all’Obiettivo di sviluppo sostenibile 4 (SDG 4): istruzione inclusiva, equa e di qualità e opportunità di apprendimento per tutti.

Detto in modo semplice: questa giornata nasce per ricordarci che senza educazione, di base e permanente, le società diventano più fragili: più disuguaglianza, meno mobilità sociale, più vulnerabilità (anche digitale), meno partecipazione democratica.

Indirizzo

Via Besana, 65
Inzago
20065

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