Priorità alla Scuola IMOLA

Priorità alla Scuola IMOLA Comitato Priorità alla Scuola di IMOLA.

16/12/2022

Il ministro Valditara insiste: il problema della Scuola è il merito. Molti docenti esultano: finalmente la Scuola torna ad essere cosa seria? Può darsi. Certo è, tuttavia, che la parola “merito”, secondo il ministro (in linea su questo con tutti i governi precedenti degli ultimi trent’anni)...

09/08/2022

di Giovanna Lo Presti -- L’ultimo (si spera) regalo per la scuola del Governo Draghi è il “docente esperto”. Cosa farà questo nuovo severo docente non è dato conoscere. Per ora sappiamo solo che sarà uno ogni cento colleghi, che dovrà aver superato tre percorsi formativi non sovrapponibil...

08/08/2022

Dopo decenni di "riforme" catastrofiche che hanno distrutto la scuola pubblica, adesso la politica ascolti gli insegnanti.

03/07/2022

Ci sono mezzi tecnologici moderni per areare le aule e limitare l'uso delle mascherine per i ragazzi

 Oggi si vota. E' una questione di civiltà.
29/06/2022



Oggi si vota.
E' una questione di civiltà.

25/06/2022

Da san Giovanni a san Piero. Che sia l’ultimo rinvio di una elementare misura di civiltà

San Giovanni non fa inganni. Mah, mica sempre vero. Il 24 giugno sarebbe dovuta andare in discussione in parlamento la legge sul cosiddetto “ius scholae”: è con questo calendario in mente che, gli ultimi giorni di scuola, avevamo lanciato la campagna “È ora di cittadinanza: tutti diritti a scuola”. Invece l’appuntamento è slittato ancora una volta, dopo un’ennesima pantomima messa in scena da qualche forza politica in una commissione. Tra le cose più gravi c’è il fatto che questa notizia sia stata di fatto ignorata da tutti i media; a noi risulta una sola eccezione: Radio Popolare, che nei suoi notiziari ha più volte sottolineato il rinvio, mentre in tutte le altre sedi è sembrata una cosa normale, nemmeno degna di essere menzionata.
Così il giorno di san Giovanni (patroni avvisati, Torino e Firenze in prima fila) è stato buono giusto perché Action Aid presentasse al presidente della Repubblica un sondaggio commissionato a Youtrend/Quorum. I risultati sono interessanti, ne citiamo qualcuno. Primo, il 60% degli italiani e delle italiane non sa che cos’è lo “ius scholae” né come fanno a ottenere la cittadinanza i bambini nati in Italia da genitori non italiani. Secondo, più importante ancora, il 59% degli italiani e delle italiane si dichiara favorevole alla riforma della cittadinanza che si realizzerebbe attraverso lo “ius scholae”. “Ed ecco la sorpresa – si legge ancora nell’articolo di Alessandra Ziniti pubblicato su ‘Repubblica’ il 24 giugno –: a dire di sì non sono solo gli elettori dei partiti che in Parlamento sostengono il ddl, ma anche il 48% di coloro che si dichiarano elettori della Lega e il 35% di chi si definisce elettore di Fratelli d’Italia. Di più. Dopo aver chiarito agli intervistati qual è il numero reale degli studenti figli di stranieri che frequentano le nostre scuole [ovvero quasi 900mila, un decimo della popolazione scolastica], la crepa nell’elettorato di destra si fa ancora più profonda”.
Risultati analoghi mostra uno studio di due ricercatori dell’Istituto Universitario Europeo, Maarten Vink e Victoria Donnaloja, citato da Costanza Margiotta e Filippo Benfante per Priorità alla Scuola in un articolo uscito, sempre ieri 24 giugno, sulla rivista “Left”. I dati dei due ricercatori dimostrano che “la maggioranza degli intervistati, compresi quelli che dichiarano di votare forze politiche di desta, sostiene almeno lo ius soli ‘condizionato’. Insomma, i risultati di questa ricerca indicano che una riforma ‘moderata’ come quella rappresentata dal cosiddetto ius scholae, sarebbe meno controversa di quanto i parlamentari e i partiti politici ritengano”. I portavoce di Priorità alla Scuola fanno notare tra le altre cose: “Senza giri di parole, lo ius scholae è una misura modesta: una riforma davvero corposa dovrebbe basarsi su condizioni meno severe di ius soli e dovrebbe permettere, non solo a chi è scolarizzato, un percorso più semplice verso la cittadinanza […] è necessario anche ripensare lo ius domicilii, che in Italia prevede dieci anni consecutivi di residenza oltre a un reddito regolare prima di poter fare domanda di cittadinanza. […] Ma intanto concedere la cittadinanza ai nati, cresciuti e formati in Italia, ben prima del compimento del diciottesimo anna di età, sarebbe una elementare misura di civiltà”.
Di nuovo la parola al sondaggio commissionato da Action Aid, così come ne riferisce “Repubblica”: “a conferma di quanto, su questi temi, a essere divisivo sia il dibattito politico e non la sostanza dei fatti, arrivano le risposte al quesito sullo ius soli puro […]: basta non utilizzare questo termine, che richiama appunto il braccio di ferro tra i partiti, ma chiedere semplicemente ai cittadini: ‘I bambini nati in Italia dovrebbero avere sempre la cittadinanza italiana?’ ed ecco che i sì salgono al 62,9%, e quasi un elettore su due di Lega (49%) e Fratelli d’Italia (47%) si dice d’accordo. Perché alla fine, al 64% di questo movimento trasversale di cittadini sembra grave che i ragazzi possano non sentirsi riconosciuti dal Paese in cui hanno vissuto fin da bambini, al 38% che non possano accedere ai concorsi pubblici, al 33% che non possano votare a 18 anni, al 31% che non possano rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive o debbano rinunciare a gite scolastiche e viaggi all’estero”.
“Parlano piano al sole le ombre stanche / di rumorose rabbie e infinite menzogne”. Siamo sempre più ombre, sempre più stanche, in questo simulacro di democrazia.
Altra notizia di san Giovanni: è in arrivo la cittadinanza per Khaby Lame, presentato sui media come “la star di Tik Tok”. Ventidue anni, nato in Senegal, in Italia da quando aveva un anno: ci rallegriamo con lui, che finalmente – insomma, a breve, è una promessa – otterrà la cittadinanza, l’unica – unica – condizione giuridica che permette il pieno godimento dei diritti. Ci rammarica che notizie di questo genere vengano presentate sempre come eccezioni e come concessioni: non diritti, ma privilegi. “È ora di cittadinanza: tutti diritti a scuola”, c’è poco da aggiungere allo slogan che abbiamo scelto.
La discussione della legge sullo “ius scholae” è stata messa in calendario per il 29 giugno: san Piero dirà il vero? Vogliamo ben sperare, anche se sappiamo bene di essere avvolti in “cupe vampe”, incendi sempre più alti e feroci divampano in tutto il mondo.
I tempi di guerra non sono mai favorevoli ai diritti e alla democrazia. La san Giovanni – quattro mesi precisi precisi di battaglie in Ucraina – ci ha portato anche la sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti che mina il diritto di abortire nel Paese; anche in questo caso: a fronte di una popolazione ad ampia maggioranza favorevole alla tutela di questo diritto e una piccola minoranza che lo nega in tutti i casi. Nel 1918, mentre era in corso la Prima guerra mondiale, l’intellettuale statunitense Randolph S. Bourne scrisse un articolo dal titolo “La guerra mantiene lo Stato in buona salute”, che cominciava così “La guerra mantiene lo Stato in buona salute. Essa mette automaticamente in moto nell’intera società irrefrenabili forze che spingono al conformismo e a una calorosa cooperazione con il governo nel costringere all’obbedienza le minoranze e gli individui che non intendono entrare nel branco”. Si può ben dire che oggi anche le maggioranze vengono irreggimentate e messe al passo (con buona pace di chi si stupisce dei tassi di astensione elettorale, a ogni giro un record). Chi fa parte di una certa generazione ricorda bene il 2003, quando un enorme movimento pacifista mondiale, forse senza precedenti, – l’effimera “terza potenza mondiale” proclamata dal “New York Times” – fu spazzato via dalla guerra in Iraq.
E dunque “così vanno le cose / così devono andare”? Per quanto ci riguarda no, continueremo a segnalare l’incendio e a fare di tutto per spegnerlo: Priorità alla Scuola per l’istruzione, i diritti universali, la pace. “Quietami i pensieri e il canto / E in questa veglia pacificami il cuore”

👉 https://left.it/2022/06/24/istruzione-non-puo-fare-rima-con-discriminazione/
Dalla Parte Giusta della Storia Left

16/06/2022

La lettera inviata anche al Ministro

09/06/2022

“È ora di cittadinanza, tutti diritti a scuola!”

Genitori, student* e docenti e la società civile tutta si mobilitano affinché gli 877mila minori, nati e/o cresciuti e formati in Italia, ottengano la cittadinanza ben prima del diciottesimo anno di età.
Antonella Bundu Dalla Parte Giusta della Storia

👉👉 https://ilmanifesto.it/lettere/e-ora-di-cittadinanza-tutti-diritti-a-scuola

📩📩 continuateci a inviare le vostre foto!

30/05/2022

La recente relazione della Corte dei Conti sul controllo della gestione finanziaria dell’Istituto INVALSI, ripresa solo da il Fatto, è un documento di grande interesse. Sintetizza efficacemente struttura organizzativa, gestionale e procedure di INVALSI, evidenziandone i costi. La Corte dei Conti ...

30/05/2022

Lunedì 30 maggio è della .

Una giornata di mobilitazione nazionale indetta da tutte le sigle sindacali, confederali e di base, per rimettere al centro la scuola e l'istruzione, a partire dalla rivendicazione di maggiori investimenti non più rimandabili.

Anche Priorità alla Scuola aderisce e partecipa alla giornata.

Contro:
-La "riforma" del reclutamento per decreto che gerarchizza il corpo docente e aziendalizza ulteriormente la scuola
-Il taglio dello 0,5% del PIL all'istruzione in favore delle spese militari
-Il lavoro gratuito di studenti e studentesse in PCTO e Stage.

Per:
- il rinnovo contrattuale del CCNL scuola scaduto da 3 anni
- il potenziamento degli organici sia docente che ata e il superamento del precariato nella scuola
- investimenti in edilizia scolastica
- la riduzione del numero di alunni per classe per superare una volta per tutte le classi pollaio
- investimenti strutturali per la scuola pubblica di ogni ordine e grado

Indirizzo

Via
Imola
40026

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