17/05/2021
L'IMPORTANZA DEL MESSAGGIO
"Non mi ascolta mai... fa solo quello che vuole lui!"
Questa frase accomuna molti di noi genitori e viene sovente accompagnata da un clima di nervosismo, rabbia e frustrazione che non fanno altro che aumentare il livello di stress delle nostre giornate.
Spesso ci sembra che i nostri bambini non ci ascoltino mai, ma ci siamo mai chiesti se siamo i primi noi a dare importanza ai messaggi che mandiamo loro. Qual'è il nostro modo di comunicare?
Se devono lavarsi le mani prima di pranzo, come glielo comunichiamo? Magari lo urliamo dalla cucina mentre scoliamo la pasta, oppure gli chiediamo di mettere a posto le scarpe e intanto controlliamo i messaggi sul telefono.
In questo modo, i bambini, anche piccoli, come fanno a capire che quel che gli stiamo dicendo è importante per noi e per loro?
Siamo i primi a non dare valore e importanza a ciò che stiamo dicendo, per cui per quale motivo dovrebbero essere loro ad ascoltare e a fare ciò che gli stiamo chiedendo?
Innanzitutto è importante agganciare lo sguardo del bambino, soprattutto se è piccolo.
Invece di dire "ascoltami" che è una richiesta pura, suona quasi come un ordine, meglio dire "ho una cosa importante da dirti", guardandolo negli occhi e ponendoci0 alla sua altezza.
A cosa serve quello che sto per dire al mio bambino? È davvero utile o necessario? Perché a volte i bambini smettono di ascoltare perché le richieste sono troppe o al di là delle loro possibilità o arrivare in momenti in cui il bambino sta facendo altro, in maniera inaspettata.
La mia richiesta è sensata in base alle capacità e all'età di mio figlio?
Ad esempio, per un bambino di due o tre anni, la richiesta generica "metti in ordine i tuoi giochi" potrebbe essere complicata da gestire, per un immaturità congenita delle funzioni esecutive, che si sviluppa crescendo. In soldoni significa che a fronte di richieste generiche, non sanno cosa fare.
Meglio dargli un compito specifico, ad esempio :"metti le macchinine nella scatola" oppure "metti i libri sullo scaffale", e cercare di limitare il numero di richieste consecutive che facciamo loro.
Questo perché la loro capacità di attenzione è ancora limitata. I bambini vivono il qui ed ora. Se stanno facendo un attività interessante è difficile per loro abbandonarla per fare altro. Soprattutto se l'altra cosa è di scarso interesse.
Inoltre è utile farsi domande sul nostro rapporto con loro. Quando parliamo con loro, lo facciamo per conoscerli e per coltivare la relazione o lo facciamo per dare loro una serie di indicazioni da seguire e basta? Questo tipo di comunicazione, induce il bambino ad un ascolto selettivo, perché è il primo ad accorgersi che la conversazione, anche se ricca di parole, è povera di contenuti.