14/10/2015
(segue)... Il tempo passa e la soddisfazione aumenta, così come la mia presenza alle serate. Non ho più difficoltà a ballare nei locali ed inizio a sentirmi un po' più sicuro in quello che faccio. Mi prendo anche la dovuta soddisfazione sulle "Miss. xché te balli?" (eh oh l'arroganza non l'ho mai digerita!). In realtà inizio a sentirmi "ganzo) ma non sono consapevole del fatto che ci sia molto molto ma molto di più oltre l'apparenza, oltre quel che riesco a vedere! Comunque sia la vita va avanti ed arriva anche Patrizia, la nuova fiamma. Con lei condivido per anni la stessa passione per il ballo. Ci iscriviamo alla scuola Cubanissima e sotto la direzione del Maestro Stefano andiamo avanti per tre anni imparando cose nuove, acquisendo una nuova consapevolezza di quel che si deve fare, incrementando la passione grazie anche alla scoperta del Son, della Rumba, del Danzòn, dei primo saggi e del primo Maremma Que Salsa, durante il quale avviene la magia del primo contatto con i Maestri cubani e con il folclore Afrocubano. Esattamente come avvenne per la prima lezione di ballo, durante le prime due lezioni di Afro tenute rispettivamente da Alexander Carbò y Yunaisy Ferrer e da Roly Maden , che ricordo ancora come se fosse oggi, riuscii a malapena a muovere qualche arto a casaccio, cassa toracica completamente ingessata, posizione afrocubana inesistente!! OVVIO! Anche stavolta il non riuscire a fare, mi fece impuntare talmente tanto, che la voglia di imparare cresceva ancora. Soprattutto iniziavo a capire che riuscire a muovere in maniera perfettamente distinta sciolta e coordinata in quel modo, era la chiave del "ce l'hanno nel sangue".
Sempre sotto la guida di Stefano ho avuto modo di frequentare una lezione con il Maestro cubano Lenier Leon a Prato e li di nuovo entrai in contatto con l'Afrocubano, riuscendo però a capire almeno che se non ti pieghi non ti puoi distendere!! (sembra scontato ma non lo è!!!). Intanto la curiosità e la voglia di imparare cresceva, poiché sentivo che le mie lacune erano C O L O S S A L I, ma ancora non potevo vedere quanto... Del resto Roma non è stata fatta in un giorno e nemmeno in tre anni!!!
Una sera a cena a casa di Stefano con tutto il resto degli amici della scuola avvenne la svolta che avrebbe fatto cambiare nel bene o nel male la mia vita. Quella sera era invitato un certo percussionista Valerio Perla, il quale dopo la cena avrebbe dovuto suonare nel locale dove solitamente andavamo a ballare: Il New Line di Orbetello. Un uomo dal capello brizzolato, lungo, sciolto e scapigliato, dall'aspetto simpatico grazie al sorriso sempre presente, loquace come il sottoscritto... Sarà forse che siamo nati lui il 25 ed io il 26 di luglio, sarà che ad un certo punto lui si è scoperto affermandosi appassionato di pesca in apnea, ma credo che da li sia nata la nostra amicizia. Nel corso della serata, parlando del più e del meno ci scambiamo il contatto Facebook e poi ciao ciao a tutti, fine del ballo, bonacisi.
Nei giorni successivi avviene il primo contatto sul social e dopo poco tempo, una volta appresa la mia voglia di imparare di più, mi invita ad un evento chiamato Nonsoloritmica, che si sarebbe svolto a Poggibonsi, nel quale si parlava di storia della musica cubana, di ritmica ecc ecc ecc. Il docente era ovviamente Valerio ed il vero e proprio corso si sarebbe svolto in più eventi.
Raccolti baracca e burattini con Patrizia, si prende e si parte alla volta di Poggibonsi. Alla fine dell'evento ero estasiato e potevo percepire che non sapevo una mazza di niente e che non riuscivo nemmeno (ed era davvero così!) a ba***re le mani a tempo!!!
Di li a poco il corso si trasferì a Prato (sempre più vicino a Grosseto eh? Cosa non ci fa fare la passione!!!), dove conobbi il Maestro Alessandro Bonamici.
Nel nostro pellegrinare a Prato, eravamo talmente incoscienti da rimanere anche a cena (spesso) e a ballare a Firenze presso "La Perla Dancing", tornando a casa ad ore improponibili e spesso fermandoci a dormire un po' nelle piazzole dei distributori... Che vita! Ma l'ho fatto volentieri, ne valeva la pena.
Mentre a Prato andavamo progredendo con gli insegnamenti di Valerio, a Grosseto iniziavo a sentire la mancanza di un corso di danza molto più approfondito. Problema fondamentale: CIO' CHE RICHIEDE IMPEGNO, FATICA E LUNGHI TEMPI DI APPRENDIMENTO NON FA COMMERCIO CON LA MASSA DELLE PERSONE MA CON L'ELITE.
Sicché, inutile nascondersi dietro il dito, a Grosseto non c'era un corso in grado di darmi quel che volevo e non si progrediva più.
Chiesto aiuto e consiglio a Valerio su dove potessi trovare un corso adatto anche alle mie capacità (scarse, molto scarse e senza basi di danza, ma con grande voglia di progredire!), mi disse che di li a breve si sarebbe trasferita in Toscana, per la precisione a Livorno, l'insegnante cubana che faceva al caso (disperato) mio.
Ebbi così il primo contatto telefonico con la Maestra Indira Pacheco Santamaria. (continua nel prossimo racconto: "INDIRA PACHECO")