06/09/2026
Memorie di una Chiesa particolare
Anno 1708 – 1715 Sede Vacante
Dopo la morte di mons. Luigi Capuano avvenuta il 13 settembre 1708 tra il duca Filippo Bernualdo Orsini e la Chiesa di Gravina ci furono degli scontri e per questo motivo la Sede episcopale era “vacante”.
Furono proposti dei nominativi come il sacerdote don Carlo Marulli di nobile famiglia di Barletta; Domenico Gironda dei Padri Celestini dell’Ordine di San Benedetto; Domenico Agherotti parroco di Lecce, dotto e zelante e molto conosciuti dai Gesuiti e da vescovi salentini; don Angelo Maria Guardati della città di Sorrento, frate benedettino; don Angelo Maria Muscettola dell’Ordine Teatino, esaminatore sinodale in Roma.
Altri proposero di traslare a Gravina mons. Nicolò Cerbino Vescovo di Lavello.
Anche il cardinale Vincenzo Maria Orsini nonostante i molteplici impegni a Benevento il cardinale Orsini è preoccupato per la Diocesi della sua città natale, vacante da alcuni anni.
Mentre è impegnato a visitare i Seminari delle Diocesi vicine, alla ricerca di qualche buon sacerdote che potesse dirigere quello di Benevento, nel Seminario di Aversa è attratto dai modi e dalle capacità organizzative di un giovane frate da poco alla guida dell’Istituto, Francesco Marra di Sant’Antimo. Il cardinale resta talmente colpito dal quel frate, che subito pensa di proporlo per la nomina a vescovo di Gravina. Tuttavia le volontà del cardinale non riescono a esaudirsi, poiché Marra muore prematuramente nel 1710.
Ma i vani tentativi portarono il papa ad inviare a Gravina proprio il card. Vincenzo Maria Orsini in qualità di Visitatore Apostolico.
Quale aiutante dell'Orsini nella Diocesi di Benevento quel tempo c'era il padre domenicano Cesare Francesco Lucini che nel frattempo aveva ricevuto l’incarico dal suo Generale di “visitare” la Congregazione domenicana di San Marco di Cava, per verificarne l’osservanza della “Regola” e il livello degli studi.
Sempre in qualità di “Visitatore” fra Cesare sostituisce il cardinale Orsini in alcune missioni a Bovino, Volturara. Nel 1713, a febbraio, ancora una volta per conto del cardinale Orsini, “visita” la Chiesa di Tuscolo.
Per la sua passione e per la tenacia, padre Cesare è promosso Priore del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Tuttavia il cardinale Orsini, che non vuole lasciarsi sfuggire un così grande uomo, lo propone all’elevazione del vescovato, affinché sia destinato alla Sede della sua città natale, Gravina.
Per il cardinale non restava che privarsi del suo valido collaboratore nella Diocesi di Benevento; Probabilmente a qualcuno dei cardinali non piacque questa scelta tanto da scrivere al Papa di destinare padre Lucini alla Diocesi di Cremona ma non fu presa considerazione tale richiesta.
Cesare Francesco Lucini venne consacrato vescovo di Gravina il 15 maggio 1718 a Roma, nella chiesa di San Marcello al Corso, per imposizione delle mani di Antonio Felice Zondadari, cardinale prete del Titolo di Santa Balbina.
Cesare Francesco nasce a Milano il 13 febbraio 1661. Trascorre la sua adolescenza a Milano, quindi s’iscrive nell’Ordine domenicano, dove è istruito in tutte le scienze.
Nel 1686 è inviato nel Collegio San Tommaso D’Aquino a Napoli, per insegnare Filosofia. Nel 1689 gli è riconfermato per altri tre anni questo incarico.
Nel 1692 si laurea in Magister nella sua Provincia di appartenenza, a Como.
Da questa città è chiamato a Benevento dal card. Orsini, dal quale è insignito del titolo di suo teologo, diventando anche esaminatore sinodale, commissario della cause del Santo Uffizio, Visitatore generale dell’archidiocesi di Benevento (nella quale visse per circa tredici anni).
Dal 1694 al 1696 occupa la cattedra di Teologia morale. Le sue lezioni sono molto frequentate.
L’anno dopo è trasferito al Convento di Gesù e Maria, sempre a Napoli, per l’insegnamento della Lettura primaria teologica. Dopo un iniziale biennio, è riconfermato per altri tre anni d’insegnamento, questa volta in Teologia scolastica a religiosi e sacerdoti secolari.
Nel 1702 è nuovamente trasferito presso il convento di Santa Caterina al Formiello, dove vive altri due anni nella preghiera, studio e vita monastica comunitaria secondo la Regola del suo Ordine.
In seguito, nello stesso convento, ha l’incarico nell’insegnamento di Teologia e Filosofia. Nel 1707 il card. Arcivescovo di Benevento Vincenzo Maria Orsini gli affida l’incarico di Visitatore della sua arcidiocesi.
La permanenza di fra Cesare Francesco nel Regno di Napoli è così lunga che lo si inizia a considerare più napoletano che milanese e, quindi, a meritarsi la cittadinanza onoraria.
Stesso titolo riceve dalla città di Muro, in Basilicata, per i servigi che il padre aveva reso a quella comunità.
Nella foto: spilla fermo piviale dono del vescovo di Gravina Lucini; Museo Diocesano sezione di Gravina.