29/08/2026
POST POLEMICO‼️
Dopo una settimana in un villaggio turistico a osservare bambini seduti sui seggiolini e incollati ai dispositivi a colazione, pranzo e cena, mi viene da chiedermi:
“Quando abbiamo smesso di guardare i bambini? O meglio, li abbiamo mai guardati realmente nel rispetto dei loro tempi, ritmi e necessità?”
È diventata una pratica normalizzata posizionare un bambino davanti a uno schermo per:
❌ Mangiare in fretta
❌ Farlo stare fermo e zitto per permettere all’adulto di consumare il proprio pasto. Per vivere il proprio momento.
Il paradosso è definire la vacanza in villaggio un’opportunità per la FAMIGLIA!
E allora, non sarebbe più utile sostituire il dispositivo con un’attività differente e meno “annullante”, che possa aprire a momenti di scambio e dialogo?
Fermo restando che l’attività a tavola serve esclusivamente per gestire i tempi d’attesa troppo lunghi, non per facilitare l’atto del mangiare in sé.
Un bambino che a tavola resta presente avrà sicuramente la possibilità di vivere il momento, assaporare, saper scegliere e prendere consapevolezza di forme e colori.
Entrerà nei ritmi della famiglia, comprenderà il limite imposto dal genitore e imparerà a fare silenzio quando è realmente necessario. Potrà raccontare.
🌟LA FAMIGLIA SAPRÀ FINALMENTE RELAZIONARSI!
La tecnologia è comoda, ma la presenza richiede intenzione. Un foglio e quattro matite colorate bastano per trasformare un’attesa passiva in un momento di pura connessione.
👉La mia provocazione di oggi è questa:
siamo ancora capaci di stare nella complessità di crescere i figli senza premere il tasto “mute”?
✅Chi accetta la sfida di spegnere i tablet al prossimo pranzo?