Cefris Gioia Tauro

Cefris Gioia Tauro La formazione manageriale per potere svolgere al meglio la sua funzione, deve essere sostenuta da una significativa attività di ricerca.

La costituzione del CEFRIS è stata avviata partendo dal presupposto che gli effetti economici del porto e dello sviluppo dell’area industriale di Gioia Tauro e più in generale della Calabria non scaturiscono automaticamente dalla realizzazione infrastrutturale, ma sono in grande misura condizionati dalla adozione tempestiva di adeguate politiche di accompagnamento. La realizzazione del CEFRIS, gen

erata da una lodevole iniziativa del Comune di Gioia Tauro, è stata sicuramente un’azione importante e dirompente, per due motivi:
per l’idea che stava e sta alla base, realizzare un centro dove si sviluppasse attività di ricerca tecnologica applicata e d’Alta Formazione in sinergia con le Università, gli Enti Locali ed il Sistema produttivo al fine di creare un “polo d’attrazione” che favorisse lo sviluppo di attività di servizio ed instaurasse una rete di comunicazione tra le Istituzioni;
per il valore simbolico e sociale, rendere stabile il centro di ricerca e formazione ubicandolo fisicamente presso l’ex “Euromotel”, struttura confiscata alle organizzazioni mafiose e acquisita ai beni comunali e finalizzata ad attività sociali per la crescita socioeconomica del territorio. E’ proprio dalla convinzione che rimane ancora un obiettivo non raggiunto, l’istituzione di un Centro di Alta Formazione o meglio di una Scuola di management per la creazione di figure professionali adeguate per il supporto delle attività imprenditoriali che il neo eletto Consiglio di Amministrazione del CEFRIS lancia la proposta di ripensare, o meglio, sviluppare un progetto globale di sviluppo che punti fondamentalmente alla creazione di un’offerta formativa che sia frutto di un preciso intento di sviluppo di Risorse Umane legato ai fabbisogni delle imprese ed inoltre un’azione di Ricerca scientifica e Tecnologica che possa avere ricadute dirette sulle imprese e sul tessuto socio-economico. In una Regione come la Calabria dove la cultura manageriale non è stata mai attivata se non tramite iniziative mediocri sostenute da forme burocratiche di finanziamento, al riparo da ogni verifica di mercato e da riscontri sulla loro reale efficacia, si vuole mettere insieme un sistema complessivamente capace di ascoltare le imprese private ed anche le organizzazioni pubbliche, al fine di razionalizzarne le esperienze, di iniettarvi cultura, di riprodurne e sviluppare le competenze, di irrobustirne le pratiche operative. L’istituzione della scuola di management inserita in un network di Università, Enti pubblici e privati dovrà promuovere un’alta qualificazione ed un’offerta formativa commisurata al fabbisogno delle istituzioni pubbliche e private operanti nel bacino di utenza ed offrendo servizi formativi allineati agli standard internazionali in termini di qualità e di tecniche didattiche.

20/08/2026
Gioia Tauro nel 2025 ha totalizzato 4,49 milioni di teu, con una crescita del 14%, confermandosi primo porto container i...
17/08/2026

Gioia Tauro nel 2025 ha totalizzato 4,49 milioni di teu, con una crescita del 14%, confermandosi primo porto container italiano di trasbordo. Pur essendo, nel Mediterraneo, un terminal di transhipment molto competitivo, si registra che una quota, molto elevata, di container non entra nell’economia italiana; il retroporto industriale è notevolmente sottodimensionato, per non dire quasi inesistente; il traffico genera meno valore urbano rispetto a Valencia, Genova o Trieste; la dipendenza da Msc e dalle strategie di rete del gruppo, poi, rappresenta contemporaneamente una forza e un rischio di concentrazione.
https://www.ilsole24ore.com/art/porti-tanger-med-primato-mediterraneo-chi-sale-e-chi-scende-i-concorrenti-AJZV8nh?utm_term=Autofeed&utm_medium=FBSole24Ore&utm_source=Facebook&fbclid=IwZnRzaATs3yNwZG9mAWZkaWQWUMgAw239nUZn5fMhCs20xxggXzuyLWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkCjY2Mjg1NjgzNzkAAR79_Io5zjBcXZXokDDEPjoby3fYcM2QX8fS0QUzhyCMdAQfyupwN9MkCqa4kw_aem_UieffA2Pg_oDuq8WLGOk7Q

30/07/2026
24/07/2026
12/07/2026
16/05/2026

Costruito per fare acciaio, non ne ha prodotto un grammo.

Eppure nel 2008 era il primo porto container del Mediterraneo, con 3,47 milioni di container movimentati in un anno — senza una sola fabbrica alle spalle.

La storia inizia il 25 aprile 1975. Giulio Andreotti posa la prima pietra davanti alle telecamere, sulla Piana di Gioia Tauro, in Calabria. Il progetto si chiama V centro siderurgico d'Italia: il più grande impianto di acciaio del Mezzogiorno, pensato per industrializzare il Sud e creare lavoro su larga scala. La banchina è enorme. Le aspettative anche.

Poi arriva la crisi dell'acciaio degli anni '80. La domanda internazionale crolla. I costi salgono. Gli impianti integrati di nuova costruzione non reggono il mercato. Il progetto viene progressivamente abbandonato — incompiuto, inutilizzato, nel mezzo di niente.

Per quasi vent'anni, quel porto resta lì.

Nel 1994 un imprenditore genovese di nome Angelo Ravano, al vertice di Contship Italia, guarda una mappa e nota qualcosa che tutti avevano ignorato: Gioia Tauro si trova nel punto esatto in cui le rotte tra il Canale di Suez e lo Stretto di Gibilterra si incrociano. Ogni nave cargo di grandi dimensioni che attraversa il Mediterraneo passa a pochi chilometri da quella banchina. E quella banchina è enorme, profonda, già costruita per reggere carichi industriali pesanti.

L'idea è semplice: non serve produrre niente. Basta smistare.

Nel 1995 il porto di Gioia Tauro diventa operativo come hub di transshipment — un punto di trasbordo dove le grandi navi madri scaricano i container, che vengono poi redistribuiti su navi più piccole verso i porti del Mediterraneo. Niente industria. Niente acciaio. Solo logistica pura.

La crescita è verticale. Nel 2008 — tredici anni dopo la prima operazione container — Gioia Tauro movimenta 3,47 milioni di TEU in dodici mesi. Primo porto container dell'intero Mediterraneo. Un numero che Valencia, Port Said e Algeciras inseguono senza raggiungerlo.

Andreotti aveva posato la prima pietra di un porto siderurgico.

Quella pietra reggeva, senza saperlo, il più grande hub container del Mediterraneo.

In breve:
1975: Andreotti posa la prima pietra del V centro siderurgico a Gioia Tauro
Anni '80: la crisi dell'acciaio ferma tutto — il porto resta incompiuto per quasi 20 anni
1994-2008: l'idea di Angelo Ravano trasforma la banchina in un hub container — primo del Mediterraneo con 3,47 milioni di TEU

07/05/2026

🚀 Si è conclusa con grande entusiasmo la prima giornata dell’hackathon finale di “Calabria in Sviluppo – Il Roadshow” nella Sala Consiliare del Comune di San Ferdinando.

Oltre 60 giovani talenti provenienti dalle scuole della Calabria meridionale si sono messi alla prova su sfide reali lanciate dalle aziende partner, lavorando in team tra innovazione, intelligenza artificiale, comunicazione e sviluppo del territorio.

Una giornata intensa di idee, confronto e visione condivisa, che ha visto insieme studenti, imprese, istituzioni e mondo della formazione con un obiettivo comune: costruire opportunità concrete per il futuro dei giovani calabresi.

Grazie a tutti i partner, ai coach, alle aziende coinvolte e soprattutto ai ragazzi, protagonisti di questa straordinaria esperienza di crescita e innovazione. 💡

Domani si continua con la presentazione dei progetti e la premiazione finale.

Per approfondire link nel primo commento 💬

Indirizzo

Strada Statale 111, N° 358
Gioia Tauro
89013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+390966447133

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