23/10/2019
La setta di quelle con le mani libere
Oggi ho letto una frase spiacevole circa la "setta di quelle che portano in fascia" e mi è venuta una gran voglia di replicare, argomentando il mio disappunto.
Da ostetrica, ritengo che tutto ciò che non è dannoso e può semplificare la vita, vada accolto con favore, e la fascia fa esattamente questo: Aiuta e non fa danni.
Mi è capitato davvero spesso, nell'ultimo anno, di consigliare l'uso della fascia a donne che abitano ai piani alti senza ascensore, oppure con ascensori troppo piccoli per accogliere la struttura del trio, o ancora a mamme di bambini estremamente richiedenti, con un bisogno di contatto tale da trascorrere l'intera passeggiata tra le braccia di mamma oppure piangendo (meglio in fascia, no?!)
Ecco, la fascia ha reso tante situazioni difficili e frustranti, facili e soddisfacenti.
Riuscire a calmare in poco tempo il proprio bambino, riuscire a fare una lunga passeggiata in serenità, riuscire ad avere le mani libere per un po'di tempo, senza togliere questo tempo al bambino, ecco cosa si può fare con la fascia.
Nessuna teoria newage, nessun discorso astratto, si tratta di esempi pratici.
Da mamma, il mio idillio col babywearing (letteralmente "indossare i bambini") risale a 14 anni fa, quando vidi per la prima volta una madre indossare il proprio minuscolo bambino e mi fiondai a comprare un supporto (orrido, per dirla tutta) per portare la mia di bimba.
Il supporto era, per l'appunto, orrido, ma mi ha permesso passeggiate in autonomia, pur avendo 17 anni e muovendomi con i mezzi.
Il mio "portare", così come il portare in generale, si è evoluto e così arriviamo ad oggi, dove io, mia figlia e le mie fasce siamo praticamente un'unica entità.
Eh sì, perché al quarto figlio ho provato per la prima volta l'ebbrezza di ogni sorta e genere di difficoltà di adattamento.
Quindi ringrazio di far parte della setta di quelle che portano in fascia, sennò in questi tre mesi non avrei giocato con i miei figli, non avrei mosso un passo fuori da casa, né consumato un pasto con due mani.
Che poi diciamolo, non siamo altro che la setta di quelle con le mani libere.
Valeria