Segheria della musica aps

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Associazione di promozione sociale e culturale - Scuola di Musica -

24/03/2026

Arrivederci Maestro.. ♥️

06/02/2026

Pensi che per iniziare a suonare il pianoforte servano anni di teoria, lettura e scale infinite?

È uno dei blocchi più comuni… ed è proprio questo che spesso impedisce di partire.
Il punto giusto da cui cominciare non è la teoria.

È l’ascolto.
Anche una sola nota, se la ascolti davvero, vale più di cento esercizi fatti di fretta.

Il pianoforte non è solo una sequenza di tasti da premere, ma un’esperienza che passa dall’orecchio, dal corpo e dalle emozioni.
Invece di cercare subito di “fare musica”, prova a lasciare che la musica accada sotto le tue dita.

Un gesto alla volta.

Una nota alla volta.

Un’emozione alla volta.
Quando inizi così, tutto il resto arriva in modo naturale: la tecnica, la teoria, la consapevolezza.

Perché imparare a suonare il pianoforte non significa fare le note giuste…

ma sentirle davvero.
👉 Tu da dove pensi si dovrebbe iniziare a suonare il pianoforte: dalla testa o dall’ascolto?

03/02/2026

Ti è mai successo di sentire il metronomo e pensare: “Non ce la faccio a stare sul tempo”?

Non è il metronomo il problema.

È il modo in cui lo stai affrontando: ancora lo insegui, invece di ascoltarlo.
Il basso non serve a “stare sul tempo”. Il basso serve a far sentire il tempo.

Prova a suonare meno note, ma più consapevoli: ogni colpo deve pesare come un respiro.

Lascia spazio tra le note, ascolta il groove e senti il ritmo dentro di te.

Quando impari a percepire il battito prima ancora di toccare le corde, il basso smette di inseguire la musica… e diventa il suo cuore.

E tu, come fai a sentire il groove nel tuo basso? Scrivilo nei commenti!

30/01/2026

Il violino sembra uno degli strumenti più difficili da affrontare da principiante.
E spesso non è solo una sensazione.

La difficoltà, nella maggior parte dei casi, non nasce dal talento o dalla “predisposizione”,

ma dall’assenza di un metodo chiaro e progressivo.

Postura incerta, tensione nell’arco, gestione confusa delle corde sono errori comuni che rallentano tutto e trasformano lo studio in frustrazione.

Quando non sai perché stai facendo un esercizio, è facile sentirsi bloccati.

Ma quando ogni movimento ha uno scopo preciso, il corpo inizia a rispondere meglio e il suono diventa più stabile, più sicuro, più tuo.

Allenarsi con esercizi strutturati, semplici ma mirati, permette di costruire basi solide.

Non serve fare di più: serve fare meglio.

È così che la precisione cresce e la fiducia prende spazio.
Il miglioramento diventa reale quando ogni passo ha una direzione chiara.

👉 Qual è la cosa che ti mette più in difficoltà quando inizi a studiare violino?





27/01/2026

🎶 È ufficiale: si aprono le iscrizioni ai corsi di fisarmonica! 🎶

Se hai sempre sognato di suonare la fisarmonica, questo è il momento perfetto per iniziare. Che tu sia un bambino curioso o un adulto appassionato, i nostri corsi sono pensati per accompagnarti passo dopo passo, con un approccio coinvolgente e su misura.

📍 Posti limitati
🎁 Prima lezione gratuita
📩 Scrivici nei messaggi per ricevere tutte le info e prenotare il tuo posto!

La musica ti aspetta. E noi anche.
La Segheria della Musica Aps– dove ogni nota è un’emozione.




26/01/2026

Sulla batteria, improvvisare non significa riempire ogni spazio con colpi e fill.

Questo è il mito più comune.

La realtà è che l’improvvisazione nasce dall’ascolto… anche quando non stai suonando.

Se ti accorgi che fai sempre gli stessi fill, non è mancanza di fantasia.

È il corpo che va dove si sente al sicuro, non dove la musica sta andando.
Improvvisare davvero vuol dire togliere, non aggiungere.

Lasciare spazio al groove.

Permettere al tempo di respirare.

Quando smetti di pensare a cosa suonare e inizi ad ascoltare cosa sta succedendo, le idee arrivano da sole.

Ogni colpo ha un senso.

Ogni pausa diventa parte del discorso.

La batteria non è rumore.

È dialogo.

Ed è lì, in quello spazio tra un colpo e l’altro, che nasce la tua voce.

👉 Quando improvvisi, senti più il bisogno di riempire o di lasciare spazio?





23/01/2026

Ti è mai capitato di essere pronto a cantare… e sentire la voce tremare ancora prima di emettere la prima nota?

Non è il palco a fare paura.

È la sensazione di essere visti, davvero.
Quando canti non puoi nasconderti:

la voce porta fuori tutto, anche ciò che cerchi di controllare o tenere sotto controllo.

Ed è proprio lì che nasce il blocco.
Molti provano a “comandare” la voce, a tenerla ferma, stabile, perfetta.

Ma la voce non funziona così.

Più la controlli, più si chiude.
Il tremore non è un nemico: è energia.

Se lo respingi, diventa tensione.

Se lo accogli, diventa suono.
Respira, lascia che quella vibrazione esista, permettile di passare.

È in quel punto fragile tra esposizione e coraggio che la voce smette di difendersi e inizia a essere vera.

👉 Quando canti davanti agli altri, senti più paura o più voglia di esprimerti?




20/01/2026

Tutti vorremmo suonare subito la nostra canzone preferita.

La metti in cuffia, la senti mille volte… e poi, quando prendi la chitarra, qualcosa non torna.

Il ritmo scappa, ti perdi, ti fermi. E arriva la frustrazione.

La verità è che non è un problema di talento o di “essere portati”.

Spesso stai semplicemente chiedendo al tuo corpo di correre prima ancora di aver imparato a camminare.

Il ritmo non si costruisce andando veloci, ma rallentando.

Spezzare il brano in parti piccole, anche solo poche battute, e suonarle a metà velocità permette al corpo di interiorizzare il tempo, invece di inseguirlo con la testa.

Non serve arrivare alla fine del pezzo oggi.

Serve che ogni parte funzioni davvero, che sia solida, stabile, tua.

Quando il corpo inizia a sentire il tempo, succede una cosa importante:

la mente smette di controllare tutto… e il ritmo inizia a vivere da solo.

👉 Ti capita più spesso di perdere il tempo o di accelerare senza accorgertene?





17/01/2026

Se l’idea di esibirti davanti agli altri ti mette agitazione, sappi che è molto più normale di quanto pensi.

La timidezza non dice nulla sul tuo valore è solo il punto da cui parti, non quello in cui devi restare.

Alla Segheria della Musica non ti lanciamo mai sul palco da solo.

Si costruisce tutto piano piano, iniziando in piccoli gruppi, dove puoi sperimentare senza sentirti giudicato.

Ogni passaggio è pensato per farti sentire sempre più sicuro, senza fretta e senza pressione.

Quando arrivi davanti a un pubblico amico ti accorgi che suonare non è un test, ma un gioco.

E in quel momento succede una cosa bella la paura si fa da parte e lascia spazio all’orgoglio di essere lì, con la tua musica.

La verità è che non devi “essere coraggioso” per salire sul palco.

Il coraggio arriva strada facendo, un passo dopo l’altro, mentre scopri che puoi farcela davvero.

Tu come ti senti all’idea di esibirti davanti agli altri?

13/01/2026

Molti pianisti si paralizzano quando devono leggere spartiti veloci.

Non è un problema di talento, né di “lentezza naturale”.

È semplicemente il cervello che non ha ancora abbastanza allenamento mirato per riconoscere note e ritmi con rapidità.

Il modo migliore per sbloccarsi è ridurre la quantità di informazioni.

Lavora una battuta alla volta, lentamente, senza pretendere di leggere tutto insieme.

Più dai tempo al cervello di riconoscere ciò che vede, più la lettura diventa stabile.

Quando quella singola sezione è chiara, puoi iniziare ad aumentare gradualmente la velocità con il metronomo.

È un passaggio fondamentale, perché trasforma la lettura da “sforzo consapevole” a gesto automatico.

Non servono ore di studio bastano pochi minuti al giorno, purché siano costanti.

La velocità arriva dalla ripetizione, non dall’ansia di finire il pezzo tutto d’un fiato.
Leggere velocemente non è un dono innato.

È una skill che si costruisce passo dopo passo, proprio come la tecnica delle mani.

Tu come affronti gli spartiti complessi? Parti anche tu da sezioni più piccole?

09/01/2026

Molti bassisti pensano di non avere un “ritmo naturale”, come se fosse qualcosa che o ce l’hai o niente.

In realtà il senso del tempo è un’abilità allenabile, proprio come la tecnica delle mani.

Un buon modo per iniziare è suonare insieme a un metronomo, ma senza correre.

Parti lento, concentrati su ogni nota e ascolta se cade davvero sul click.

Non è una gara di velocità: è un esercizio di precisione, e più vai piano più impari a controllare.

Un trucco potente è registrarti mentre suoni.

Quando ti riascolti e confronti il tuo groove con il metronomo, capisci subito dove stai spingendo o rallentando.

È un confronto onesto, che ti fa crescere senza giudicarti.

Può aiutare anche allenare il corpo ba***re le mani o i piedi a tempo è un modo semplice per interiorizzare il pulsare del ritmo, così diventa parte del tuo movimento naturale.

Con un po’ di costanza, il tempo non sarà più qualcosa che “cerchi di seguire”, ma qualcosa che senti dentro, anche nei brani più complessi o quando suoni con altri musicisti.

E tu come fai a capire se sei davvero a tempo quando suoni?

08/01/2026

La Segheria della Musica è in crescita e stiamo ampliando il nostro team di insegnanti.

Siamo una scuola che mette al centro la persona, la relazione e un percorso musicale costruito con cura.

Per questo cerchiamo musicisti appassionati, preparati e motivati, pronti a condividere la propria esperienza con bambini, ragazzi e adulti.

Non specifichiamo gli strumenti perché valutiamo candidature per più ruoli.

Se ami insegnare, se ti piace accompagnare gli allievi passo dopo passo e se credi che la musica sia un modo per far crescere le persone, potresti essere la persona giusta per noi.

👉 Se vuoi candidarti o desideri maggiori informazioni, scrivici in privato.

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