Scuola Insupposta - Maestra Imperfetta

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Scuola Insupposta - Maestra Imperfetta Solo una maestra imperfetta con occhiaie a lunga durata e una laurea in sopravvivenza tra circolari inutili e lavoretti glitterati.

Che tu sia collega, DS, ATA, genitore o curioso siediti pure, ho tenuto un posto accanto alla macchina del caffè rotta. Sono una maestra molto imperfetta!

Quando il disegno di un bambino ti costringe a guardare dentro i tuoi stessi pregiudizi. Una storia vera, ironica e disa...
13/10/2026

Quando il disegno di un bambino ti costringe a guardare dentro i tuoi stessi pregiudizi. Una storia vera, ironica e disarmante.

Una nuova alunna, un dinosauro armato e la scoperta improvvida dei propri pregiudizi: confessioni ironiche e sincere di una maestra alle prese con l’intercultura.

Il registro elettronico non è un capriccio del dirigente con l'ossessione per il digitale. È legge. E se pensavate che c...
06/10/2026

Il registro elettronico non è un capriccio del dirigente con l'ossessione per il digitale. È legge. E se pensavate che compilarlo "quando capita" fosse solo una cattiva abitudine, vi devo deludere: c'è la Cassazione, c'è il codice penale, e c'è pure un Gattopardo di mezzo.

Nel nuovo articolo su Scuola (in) Supposta: perché resistiamo così tanto a uno strumento che ci rende pubblici ufficiali — e cosa proteggeva davvero il vecchio registro cartaceo chiuso nel cassetto.

📖 Link nei commenti

ora posso dirlo ,seppure mi fa sentire vecchia, in anni di lavoro nella scuola ho visto molte cose strane, amicizie tra nemici, inimicizia tra amici, genitori pronti a denunciarti all’USR per…

Mi ero detta: niente feste, niente cerimonie. Ho mantenuto la parola data.Mi sono regalata una torta, un orologio di leg...
05/10/2026

Mi ero detta: niente feste, niente cerimonie. Ho mantenuto la parola data.

Mi sono regalata una torta, un orologio di legno da mo***re (quello con i pezzettini, sapete che mi piacciono le cose da costruire), e il Fisico mi ha portato i fiori di Lego – perché sa che li adoro – e la promessa di portarmi a vedere le capibara allo ZOOM di Torino e di viaggiare. Tutte cose che amo, che apprezzo, che mi danno gioia.

Poi sono entrata in classe.

Una bambina mi ha messo in mano un biglietto con fiocco, confezionato da lei, e una penna. Non è una penna d'oro, non è una di quelle grafiche che uso io. È una penna con inchiostro nero, perché sa che a me piace il nero. E soprattutto è una penna. Lei sa che basta darmi una penna perché la usi per disegnare, non necessariamente per scrivere.

Non è un oggetto. È un simbolo.

Subito dopo un bambino che non aveva preparato nulla mi dice "anche io ho un regalo per te" e tira fuori due pupazzetti dalle sue matite. Una bambina mi ha preparato una F e un cuore da regalarmi. Un altro mi ha dato il doppione della figurina di Capibara che si trova nelle merende ABC (si, quelle gialle, sì, le conosco).

Sono i momenti che chiamo "attimi da libro Cuore": quelli che sembrano sdolcinati ma che in realtà arrivano come sberle che ti svegliano e ti fanno capire che non sei lì solo per insegnare, ma anche per imparare.

Mi sento un poco traditrice a dirlo. Quello che faccio mi sembra sempre poco, ma forse ai loro occhi è tutto. Chissà.
Però lo ammetto, senza retorica: per me ha significato molto.

Più dell'orologio, più dei fiori. Più di tutto.



03/10/2026

E di questo mezzo secolo, metà (venticinque anni, per chi ama i conti) l'ho passata con il Fisico. Battezzato così perché è il suo mestiere, ma anche perché definisce perfettamente la sua mentalità.

Compio gli anni nel giorno della morte di San Francesco d'Assisi, il Santo che mi ha dato il nome. E no, non Santa Francesca: alla fine è solo una vocale, e l'ho sempre trovata una cosa sessista.

Mi hanno detto: "È un'età importante, devi festeggiare." E poi: "I 50 anni vengono una volta sola."
Ecco, su questo ho riflettuto. Da quando nasciamo, compiamo gli anni una volta sola, per ogni numero. Alla fine è solo un numero.

Mi hanno anche spiegato che i 50 si festeggiano perché sono l'età in cui si tirano le somme, si fanno bilanci, arrivano le crisi. Bene, le uniche somme che riesco a ti**re sono queste:

🌱 Le piante muoiono anche se mi piacciono? Lego Botanicals, e niente piante sulla coscienza.
🛒 Voglio una cosa? Me la compro.
🍎 Faccio un lavoro che, per quanto ne dica, mi piace. Senza tutta la burocrazia mi piacerebbe ancora di più.
✏️ La passione per il disegno non è scomparsa: si è solo incanalata nei diari disegnati.
🍳 Mi piace cucinare, ma solo quando ho calma e tempo.
⏰ La fissa per il tempo e per gli orologi non è passata, si è solo evoluta. E non è paura del tempo che passa: è fascinazione.
🦫 Ho scoperto che il mio animale totem è il capibara, insieme al castoro, al ratto e al cane della prateria. Tutti roditori. Il che spiega molto: calma olimpica, dente affilato e una certa passione per costruire dighe.

Direi che come bilancio non è male. Il resto, se arriva, lo prendo con calma. Magari montando un orologio.

Maestra Imperfetta, 50 anni, zero crisi (per ora) e un capibara come guida spirituale



"Ma tu che lavori nella scuola, cosa ne pensi del 30%?"Me lo chiedono tutti in questi giorni. Allora invece di risponder...
29/09/2026

"Ma tu che lavori nella scuola, cosa ne pensi del 30%?"

Me lo chiedono tutti in questi giorni. Allora invece di rispondere a voce, ho scritto un articolo.

Spoiler: ho cambiato idea su alcune cose, e non su quelle che pensate. 🧵



LINK nel Primo Commento

MERENDA SEMAFORATA, PUNTATA 4: domande senza risposte 🚦(Il progetto con la mia classe per imparare a leggere le etichett...
28/09/2026

MERENDA SEMAFORATA, PUNTATA 4: domande senza risposte 🚦
(Il progetto con la mia classe per imparare a leggere le etichette delle merende, senza regole calate dall'alto.)

Oggi abbiamo letto le liste degli ingredienti delle merende ad alta voce, fermandoci su quelle parole che sembrano di un'altra lingua: destrosio, acido ascorbico, correttori di acidità, agenti aromatizzanti, stabilizzatori.

E qui è successo qualcosa di diverso dal previsto. Non sono arrivate le mie spiegazioni. Sono arrivate LE LORO domande.

"Maestra, cos'è l'acido ascorbico?" "E l'acido folico?" "Gli stabilizzanti... di COSA? Cosa stabilizzano?" "I correttori di acidità... PERCHÉ?"

E poi la domanda che vale tutte le altre, arrivata leggendo un succo alla pesca: "Ma perché nel succo alla pesca c'è 50% di pesca e tanto zucchero? E perché il 4% di mela? E il resto cos'è?" E ancora: "ma nei grissini quanto olio c'è? Perché i crackers vanno nel giallo?" — con la risposta di una bambina che ha sospirato: "ma perché c'è troppo sale".

Fermatevi un attimo su questa. Non sta chiedendo "cos'è questo ingrediente strano". Sta confrontando DUE dati della stessa etichetta: la frutta che c'è, e lo zucchero che c'è. E si accorge che non tornano i conti. In quinta elementare. Su una confezione che i grandi comprano da decenni senza farci caso.

Tanti quesiti. Niente risposte.

Volevo dare le definizioni subito. Invece no. Ho solo alzato gli occhi e ho detto: "Voi lo sapete? Io no."

Non ho risposto oggi. Non perché non volessi, ma perché volevo che restassero lì. Le domande senza risposte sono più potenti delle definizioni — ti costringono a portarle a casa, a cercare da solo, a leggere con altri occhi la prossima confezione.

Domani le cercheremo assieme. Perché "non lo so" non è la fine del discorso, è l'inizio.

Prossima puntata: l'alfabeto industriale tradotto. E sì, anche l'acido ascorbico ha una sua identità che vi farà sorridere.

📂 I file che uso in classe (modificabili e non) li trovate man mano nel gruppo "Scuola (in) Supposta" — qui sulla pagina purtroppo non posso caricarli.

25/09/2026

MERENDA SEMAFORATA, PUNTATA 3: la giuria è entrata in aula 🚦
(Se ti sei perso le puntate precedenti: è il progetto con la mia quinta per imparare a leggere le etichette delle merende, senza regole calate dall'alto — solo domande.)

la giuria è entrata in aula 🚦
Tempo fa avevo proposto loro una frase di Paracelso: "è la dose che fa il veleno". Senza spiegarla — l'ho lasciata lì, e loro ci sono arrivati da soli, discutendo sul significato. (Chi sa come lavoro in matematica riconosce il metodo: non do la soluzione, chiedo di arrivarci.)
Oggi quella frase è tornata, e non l'ho riportata io.
Toccava ai gialli e ai rossi: le tabelle hanno gli spazi vuoti apposta, e li stiamo riempiendo assieme. Abbiamo letto ad alta voce le liste degli ingredienti delle merende vere di cui loro mangiano davvero — chi aveva il Kinder Card, chi i Ringo, chi gli Oreo, chi le ABC.
E qui il dibattito: chi votava rosso, chi giallo, e ognuno doveva motivare il voto (regola della casa: niente risposte a caso, con le merende come con i calcoli).

E la classe è arrivata da sola ai suoi primi criteri:

l'olio di oliva NON è rosso di per sé
l'olio di girasole NEANCHE
il sale PURO nemmeno
MA se ce n'è troppo, l'alimento "scivola" nel giallo. O nel rosso.
Scivola. L'hanno detto loro così. E non è la frase di Paracelso ritornata, parola per parola, a un mese di distanza? Nessun ingrediente processato e condannato in sé: il semaforo non misura gli ingredienti, misura le dosi. Io avevo deliberatamente escluso le quantità dal progetto, pensavo fosse troppo presto. Avevo torto io — e avevano ragione loro.

(Per chi si scandalizzerà nei commenti: no, non insegniamo che l'olio di oliva è veleno. Insegniamo che anche le cose buone, in dosi sbagliate, spostano colore. Praticamente rivoluzionario, in certi dibattiti da social.)

A casa, il compito da detective: trascrivere la lista degli ingredienti della merenda di domani. D'accordo con la collega di italiano e scienze, così le liste diventano anche scrittura, non solo nutrizione (i vantaggi di lavorare in team quando il team funziona).

E la chicca: uno mi viene avanti ridendo, con l'aria di chi ha trovato il buco nella regola — "ma maestra, io porto fruttaaa", tutto trionfante, mo' te faccio fessa, così scrivo meno.

"Allora scrivi CHE frutta porti."

Sconfitto sul colpo. Lui e la sua banana.

La caccia all'ingrediente strano è ufficialmente aperta. Se domani qualcuno mi chiede che cos'è un emulsionante, la risposta sarà: "non lo so nemmeno io, cerchiamo assieme".

MERENDA SEMAFORATA, PUNTATA 2: le tre domande 🚦Ieri le pagine plastificate. Verdissimi e verdi già compilati, motivazion...
24/09/2026

MERENDA SEMAFORATA, PUNTATA 2: le tre domande 🚦

Ieri le pagine plastificate. Verdissimi e verdi già compilati, motivazioni incluse: nessun verdetto calato dall'alto, ogni verde ha il suo perché scritto accanto.

Poi ho presentato le tre domande, il vero motore del semaforo:
🌍 Da dove viene? Natura o fabbrica?
🔍 Ma so cosa c'è dentro?
🍲 Ci arrivo a pranzo o mi viene fame prima?

La terza è quella che mi piace di più: la sazietà tradotta in un problema concreto di quinta elementare. Le tabelle nutrizionali parleranno anche di indice glicemico, ma "mi viene fame prima" lo capiscono tutti, e se lo testeranno da soli domani a metà mattina senza bisogno di me.

E qui l'episodio della giornata. Una bambina alza la mano: "Maestra, e lo yogurt? L'Actimel?"

Io: "Oh cavolo, non l'ho mai visto e l'ho dimenticato."

Momento di silenzio in classe. La maestra che non sa.

Ecco, ve lo dico prima che lo facciano gli screenshot: in questo progetto io sbaglio in continuazione. La tabella ha degli spazi vuoti apposta — i gialli e i rossi li decideremo assieme, l'Actimel lo valuteremo assieme con le tre domande, e la lista ingredienti dirà quello che ha da dire.

E c'è chi non ha aspettato l'assemblea: una bambina ha deciso di farsi da sola le tabelle degli alimenti a casa.

Il mio lavoro non è sapere tutto. Il mio lavoro è dare a loro gli strumenti per controllare — me compresa.

La prossima puntata: Gli ingredienti strani.

📂 I file che uso in classe (modificabili e non) li trovate man mano nel gruppo "Scuola (in) Supposta" — qui sulla pagina purtroppo non posso caricarli.

21/09/2026

Merenda semaforata: un progetto nato per sbaglio 🚦

Tutto è cominciato per rompere il ghiaccio, al rientro a scuola. Ho fatto il giro dei banchi dicendo "oooh, vediamo che merende posso mangiare" e mi sono messa a fare il semaforo delle merende, spiegando perché alcune erano rosse (ciao Pringles e patatine di ogni genere).

Il giorno dopo i bambini me l'hanno richiesto a gran voce. E i giorni dopo ancora. Finché uno ha detto: "Maestra, perché non facciamo il grafico delle merende?"

Eh beh. Per fare un grafico servono i dati, e loro lo sanno. Così è nata la tabella su Fogli Google, con il suo semaforo:
🟢🟢 verdissimo
🟢 verde
🟡 si può, ma c'è di meglio
🔴 meglio evitare (ma una ogni tanto non ha ucciso nessuno!)

Poi, dopo una settimana, la domanda che ha cambiato tutto. Un bambino, stupito che avessi dato il verdissimo alle sue castagne al vapore: "Maestra, ma come faccio a capire se una merenda è verde?"

Ecco. Quella domanda è il punto. Quando sbagliano un calcolo non do la soluzione, chiedo di ricontrollare e di trovare l'errore da soli. Perché con le merende dovrebbe essere diverso? Il mio compito non è dire loro cosa mangiare, ma dargli gli strumenti per valutare da soli.

Così, anche se la parola "progetto" non mi piace molto, quest'anno andremo avanti così: per educare all'alimentazione non dall'alto, ma aiutandoli a capire, scoprire e meravigliarsi.

Con i bambini è tutto in divenire, quindi aggiornerò appena ci saranno novità. I file che uso, sia quelli modificabili sia quelli non modificabili, li metterò man mano nel gruppo "Scuola (in) Supposta", perché sulla pagina non è possibile caricarli.

Intanto vi confesso che io oggi sarei stata 🔴: palet breton al caramello salato. Ma l'ho detto pure ai bambini, si sa, il semaforo vale per tutti. Voi in che colore stareste, oggi? 😄



Avviso ai naviganti: questo martedì niente articolo sul blog. 🖋️Non è una crisi creativa, non è il registro elettronico ...
20/09/2026

Avviso ai naviganti: questo martedì niente articolo sul blog. 🖋️
Non è una crisi creativa, non è il registro elettronico che mi ha inghiottita (stavolta): è che questo weekend ho fatto la cosa più sensata che una maestra possa fare. Mi sono presa la festa di quartiere.
Sì, quella. La festa dove, per una volta, nessuno mi chiede di disegnare "un cagnolino ma non troppo cagnolino" con la lavagna a fogli mobili e tre pennarelli morenti. Qui disegno dal vivo, con il mio taccuino, davanti a gente vera, senza rubrica di valutazione.
Il blog riprende martedì prossimo, con la puntualità che mi contraddistingue (cioè: relativa).

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Genova
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