07/08/2026
Genoa C F Children
Associazione educativa e solidaristica
07/08/2026
07/08/2026
Perché la casa più grande che possiamo costruire non ha muri.
Ha persone che si riconoscono come parte della stessa storia.
Hau Kola, Mn
APPARTENENZA
L'appartenenza non nasce perché condividiamo lo stesso luogo.
Nasce quando condividiamo la responsabilità di prendercene cura.
L'appartenenza non è possesso.
Non è dire:
"Questo è mio."
È riconoscere:
"Di questo faccio parte."
L'appartenenza è uno stadio della relazione.
Nasce quando smettiamo di vivere accanto agli altri e cominciamo a sentirci parte della stessa storia.
Puoi abitare un quartiere per trent'anni e sentirti straniero.
Oppure arrivare da pochi mesi e sentire che qualcuno ti aspetta, ti saluta, conosce il tuo nome.
Appartenere non significa possedere.
Significa custodire.
È sapere che quel parco riguarda anche te.
Che quella strada non è soltanto da attraversare.
Che quella panchina, quella biblioteca, quel negozio, quella piazza raccontano anche una parte della tua storia.
L'appartenenza cambia il nostro modo di guardare il mondo.
Ci fa passare dal dire:
"Qualcuno dovrebbe fare qualcosa."
al dire:
"Cosa posso fare io?"
È il momento in cui un luogo smette di essere uno sfondo.
Diventa una parte di noi.
E noi diventiamo parte di lui.
Ma l'appartenenza non riguarda soltanto le relazioni tra esseri umani.
Possiamo sentirci parte di una comunità.
Di un quartiere.
Di un paesaggio.
Di un bosco.
Di un fiume.
Del mare.
Della Terra.
Perfino dell'intera comunità della vita.
Più la relazione si allarga, più cresce il senso di appartenenza.
E con esso cresce anche la responsabilità.
Perché non ci prendiamo cura soltanto di ciò che amiamo.
Ci prendiamo cura di ciò a cui sentiamo di appartenere.
L'appartenenza non esclude.
Più cresce, più sa accogliere.
Perché una vera comunità non chiede da dove vieni.
Ti chiede se vuoi camminare insieme.
Quando una persona sente di appartenere, non consuma ciò che incontra.
Lo protegge.
Lo rende più bello.
Lo consegna migliore a chi verrà dopo.
Perché la casa più grande che possiamo costruire non ha muri.
Ha persone che si riconoscono come parte della stessa storia.
E una comunità della vita che imparano a custodire insieme.
L'appartenenza non si eredita.
Si costruisce, ogni giorno, insieme.
02/08/2026
🟨🟥 🔴🔵
Siamo sinceri: siamo stufi di parlare ogni giorno del caso Banda.
Speriamo che la situazione venga chiarita presto e che, qualora il giocatore fosse ormai fuori dal progetto, il Lecce riesca a sostituirlo con un innesto ancora più forte e motivato.
Adesso giriamo pagina e guardiamo cosa sta succedendo in casa Genoa.
Partiamo da una premessa: il Grifone è un club che rispettiamo e consideriamo amico. Il tifo genoano ci piace per passione, storia e attaccamento alla maglia. E, almeno sulla carta, non lo vediamo più come una nostra diretta concorrente per la salvezza, come invece è accaduto in altre stagioni.
Il Genoa ha aggiunto qualità con Hamed Junior Traorè, tornato in Italia dopo l’esperienza al Marsiglia. Ha confermato Tommaso Baldanzi, già importante nel finale dello scorso campionato, e ha investito su due profili interessanti come Elias Havel e David Puczka.
Sono arrivati anche diversi giovani di prospettiva, seguendo una strategia chiara: costruire una squadra più tecnica, veloce e futuribile senza perdere la solidità della vecchia base.
In uscita, però, qualcosa è cambiato.
Il giovane Jeff Ekhator è stato ceduto alla Juventus. Sono terminati i rapporti con Malinovskyi, Leali ed Ekuban, mentre Cornet, Onana e altri elementi in prestito hanno lasciato Genova.
Il nostro pensiero?
Il Genoa si è rinforzato nella qualità e nelle alternative offensive, soprattutto tra le linee. Traorè e Baldanzi possono dare fantasia e imprevedibilità a una squadra che aveva già una struttura importante.
Il mercato rossoblù, però, non è ancora completo. De Rossi ha chiesto un altro attaccante e un centrocampista, mentre alcune possibili uscite potrebbero cambiare nuovamente gli equilibri.
Oggi il Genoa ci sembra comunque un passo avanti rispetto alle squadre destinate a lottare fino all’ultima giornata. Non una formazione da Europa, almeno per ora, ma una squadra costruita per vivere un campionato più tranquillo.
Noi speriamo di raggiungerli presto con acquisti sensati e funzionali.
Sul campo saremo avversari e vorremo batterli. Fuori, però, resteranno il rispetto e la simpatia per uno dei popoli più belli del nostro calcio.
02/08/2026
La CARTA DEI VALORI
di Andare Oltre
La CARTA DEI VALORI
di ANDARE OLTRE
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02/08/2026
ASCOLTARE
Viviamo in un tempo in cui tutti parlano.
Tutti commentano.
Tutti rispondono.
Sempre meno persone ascoltano davvero.
Eppure ogni relazione autentica nasce da lì.
Ascoltare non significa semplicemente sentire delle parole.
Significa accorgersi.
Accorgersi di una persona che soffre.
Di un bambino che chiede attenzione.
Di un anziano rimasto solo.
Di un quartiere che si sta degradando.
Di un albero che viene abbattuto.
Di una comunità che ha bisogno.
Di ciò che dentro di noi chiede di essere compreso.
Ascoltare significa lasciare che la realtà ci raggiunga prima di giudicarla.
Perché nessuno può prendersi cura di ciò che non vede.
Nessuno può aiutare chi non ha prima incontrato.
Nessuno può costruire una comunità senza conoscere le persone che la abitano.
Ogni trasformazione comincia da un gesto semplice.
Fermarsi.
Guardare.
Ascoltare.
Perché l'ascolto non è passività.
È il primo atto di responsabilità.
Chi ascolta si accorge.
Chi si accorge può scegliere.
Chi sceglie può cambiare il mondo.
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