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Teatro + Coaching per:
• Public & Video Speaking (dal vivo e online)
• Comunicazione efficace nei team e nelle relazioni
• Leadership ed efficacia personale. Attore del Tuo Successo© è il polo di riferimento per chi vuole comunicare con umanità, prendersi lo spazio che merita e portare i propri progetti nel mondo in modo incisivo, autentico e autorevole. Siamo Professional Coaching SRL, fondata da Federica Ruggero e Luigi Marangoni, e uniamo arte del teatro, coaching ed evidenze scientifiche sulle dinamiche umane per far crescere persone e team nelle organizzazioni. Lavoriamo su public speaking, video speaking, voce, leadership e relazioni, con percorsi in azienda, in presenza e online (Metodo Public Speaking 3P, Modello Efficacia, Metodo 3 Ciack).

«Voglio fare un corso di teatro per imparare a fingere...Sai, i miei colleghi sono tutti stronzi. Sono bravissimi a fing...
13/10/2026

«Voglio fare un corso di teatro per imparare a fingere...
Sai, i miei colleghi sono tutti stronzi. Sono bravissimi a fingere, a dissimulare quello che pensano. Voglio imparare a farlo anch'io.»

Le ho risposto: «Mi dispiace ma sei nel posto sbagliato. Un corso di teatro è un corso per imparare a stare nella verità.»
Lei mi ha guardata delusa e ha detto: «Ah, allora non mi interessa.» E se n'è andata.

Questo episodio mi torna spesso in mente perché racconta molto bene uno dei più grandi equivoci sul teatro.
Pensiamo che recitare significhi imparare a essere qualcun altro, a fingere.
Ma è la cosa più distante dalla realtà.

Siamo abituati a controllare quello che diciamo, come ci muoviamo, l'immagine che diamo agli altri.
Abbiamo paura del giudizio.
Cerchiamo di fare bella figura.
Vogliamo dimostrare di essere all'altezza.
E a volte, nel tentativo di essere come pensiamo che gli altri ci vogliano, perdiamo proprio la parte più autentica di noi.

Il teatro ci allena a fare esattamente il contrario.
A lasciare andare il bisogno di controllare tutto.
Ad ascoltare davvero, invece di preparare la risposta.
Ad accogliere l'imprevisto.
A stare nella relazione senza dover continuamente dimostrare qualcosa
Ci permette di sbagliare, giocare, sperimentare, mostrarci anche nelle nostre fragilità.
E di scoprire che proprio lì, quando smettiamo di preoccuparci di come appariamo, può nascere una connessione più autentica. Con noi stessi e con gli altri.

Non a caso il primo anno del nostro percorso di recitazione a LiguriAttori è interamente dedicato alla RELAZIONE.
Perché prima di imparare a stare su un palcoscenico, impariamo a stare davvero con qualcuno.
E in un mondo che ci vuole sempre connessi, ma spesso ci lascia soli dietro uno schermo, credo che questa sia un'opportunità preziosa.

Oggi iniziano i nostri corsi di recitazione.
E il mio in bocca al lupo va ai 36 allievi che da stasera varcheranno la soglia di LiguriAttori.
Ognuno con la propria storia, le proprie aspettative, le proprie paure e il proprio desiderio di mettersi in gioco.
E tra le tante cose che impareranno, arriverà il momento in cui si renderanno conto che non dobbiamo diventare qualcun altro per sentirci liberi di essere noi stessi.

Buon viaggio a tutti! ❤️

Se lavori nelle vendite, la tua voce cambia il risultato della conversazione più di quanto pensi.Una cosa che ripeto spe...
12/10/2026

Se lavori nelle vendite, la tua voce cambia il risultato della conversazione più di quanto pensi.
Una cosa che ripeto spesso quando lavoro sulla voce è questa:
non nasciamo con “una voce”. Nasciamo con uno strumento.
È un po’ come avere una chitarra. Averla non significa ancora saperla suonare.

Con la voce succede la stessa cosa: possiamo avere molte più possibilità di quelle che utilizziamo abitualmente.

E nella vendita questo si sente molto.

Questa vuole essere una piccola mappa di alcuni momenti in cui tono, ritmo, volume e pause possono cambiare parecchio la qualità dell’incontro di vendita e quindi dei risultati.

1. All’inizio della conversazione → voce calma e presente
Se parti troppo veloce o con una voce tesa, puoi trasmettere fretta prima ancora di essere entrato davvero nella relazione.
Meglio un ritmo tranquillo, un volume chiaro, nessuna corsa.
La prima impressione non passa soltanto dalle parole. Passa anche dal suono con cui arrivano.

2. Quando fai domande → rallenta e lascia spazio
“Qual è oggi il problema che vi crea più difficoltà? Qual è la vostra esigenza?”
Poi fermati.
Non aggiungere subito una spiegazione.
Non riempire il silenzio.
Una domanda fatta bene ha bisogno anche di una voce che faccia capire: adesso voglio ascoltare davvero la risposta. Ed è spesso lì che arriva l’informazione più utile.

3. Quando presenti una soluzione → fai sentire cosa conta
Se tutto viene detto con lo stesso tono, allo stesso volume e con lo stesso ritmo, tutto suona uguale.
E se tutto suona uguale, tutto sembra avere la stessa importanza.
“Questa soluzione vi permette di ridurre i tempi, avere più controllo e diminuire gli errori.”
Se per quella persona il problema vero sono i tempi, scegli quella priorità e falla sentire anche attraverso la voce.
Rallenta. Cambia tono. Usa una pausa.
Una voce monotona è un po’ come un pianoforte sul quale continuiamo a suonare sempre lo stesso tasto.
Non servono 88 note. Ma qualcuna in più sì!

4. Quando arriva un’obiezione → non far sentire la difesa nella voce
Cliente:
“Ho già provato altre soluzioni e non hanno funzionato. Come faccio a sapere che questa funzionerà?”
Qui il rischio è molto umano: accelerare, irrigidirsi, voler dimostrare immediatamente che abbiamo ragione.
E spesso la voce tradisce questa fretta prima ancora delle parole.
“È una domanda legittima. Che cosa non ha funzionato nelle esperienze precedenti?”
Prima di rispondere all’obiezione, può essere utile comprenderla meglio.
Qui la voce dovrebbe dire: non devo difendermi, voglio capire meglio.

5. Quando arriva il momento di decidere → non arretrare con la voce
Può capitare di spiegare bene tutto e poi, proprio alla fine, abbassare il volume, accelerare o far diventare la frase quasi una domanda.
“Da quello che ci siamo detti, il prossimo passo può essere questo…”

Una piccola mappa da ricordare:
inizio → presenza
domande → spazio
presentazione → variazione
obiezione → stabilità
decisione → chiarezza

La voce serve a far arrivare meglio intenzione, competenza e attenzione verso chi abbiamo davanti. E questo determina la qualità della fiducia e delle azioni che seguiranno.

La prossima volta che fai una telefonata, una visita o una presentazione, prova ad ascoltare anche questo: sto usando davvero il mio strumento-voce in modo funzionale ai diversi momenti e fasi dell’incontro o lo sto suonando con poca attenzione?

Multitasking, errori da gestire, cambi di programma, urgenze, clienti difficili.Sono solo alcune delle situazioni che il...
09/10/2026

Multitasking, errori da gestire, cambi di programma, urgenze, clienti difficili.

Sono solo alcune delle situazioni che il back office affronta quotidianamente.
Un cliente chiama arrabbiato per un problema con un ordine.
Subito dopo arriva una richiesta urgente da un agente.
Nel frattempo il direttore commerciale chiede un aggiornamento.

Situazioni diverse. Persone diverse. Richieste diverse.
E c'è un elemento che spesso sottovalutiamo: lo stato emotivo con cui passiamo da una relazione all'altra.

Possiamo aver appena concluso una telefonata difficile e portarci dietro tensione, irritazione o frustrazione nella conversazione successiva.
Oppure possiamo iniziare una conversazione con la giusta lucidità, ma trovarci davanti qualcuno che ci provoca, alza la voce e ci mette sotto pressione.
E in pochi secondi diventare reattivi.

Il punto è che non siamo soltanto influenzati dallo stato emotivo degli altri. Siamo anche induttori di stato.
Il nostro tono, le parole che scegliamo, il modo in cui reagiamo possono influenzare profondamente la qualità della relazione.

Ed è proprio su questo che abbiamo lavorato durante la formazione con il team back office di ITLAS.
Partendo da una domanda:
«In che stato emotivo sto entrando in questa relazione?»

Perché imparare a riconoscere e gestire il proprio stato emotivo significa riuscire a:
-Affrontare le criticità con maggiore lucidità, anziché reagire impulsivamente.
-Gestire interlocutori difficili senza alimentare ulteriormente la tensione.
-Passare da una situazione all'altra senza trascinarsi dietro lo stress della precedente.
-Mantenere una comunicazione efficace anche quando la pressione aumenta.

E questo cambia non soltanto il modo in cui lavoriamo, ma anche la qualità delle relazioni che costruiamo. Ecco perché queste competenze vanno allenate, proprio come abbiamo fatto oggi attraverso esercitazioni e situazioni reali. Ed è qui che il nostro approccio fa la differenza.

Uniamo gli strumenti del coaching all'esperienza del teatro: lavoriamo sulla consapevolezza e sulle tecniche di gestione dello stato emotivo, per poi allenare la capacità di utilizzarle concretamente, anche quando la pressione sale.
Non possiamo sempre scegliere lo stato emotivo di chi abbiamo davanti.
Ma possiamo allenarci a scegliere come stare noi dentro quella relazione.

08/10/2026

Si può lavorare sulla comunicazione anche online? Sì. E non significa limitarsi ad ascoltare una lezione davanti a uno schermo.

Il nostro percorso online è pensato per allenare concretamente il modo in cui comunichi: come usi la voce e il corpo, come gestisci il ritmo, come rendi più efficace il tuo messaggio, come porti emozione e come stai davanti a un pubblico.

Per quattro mesi lavoriamo insieme ogni settimana, affrontando situazioni reali e osservando, passo dopo passo, ciò che può rendere la tua comunicazione più sicura, presente ed efficace.
Perché conoscere una tecnica serve.
Ma è nell’allenamento che quella tecnica diventa davvero tua.ù

Se senti che, per il tuo ruolo, il tuo lavoro o i tuoi progetti, vuoi avere più serenità ed efficacia, puoi richiedere una call orientativa con me o con Federica.
Ci racconti la tua situazione e capiamo insieme se questo è il percorso giusto per te.
Clicca sul link e richiedi la tua call:
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Il collega ti attacca? Non difenderti.Ti interrompe mentre stai parlando.Critica quello che dici davanti agli altri.Usa ...
06/10/2026

Il collega ti attacca? Non difenderti.

Ti interrompe mentre stai parlando.
Critica quello che dici davanti agli altri.
Usa un tono aggressivo.
Mette in discussione il tuo lavoro.

La reazione più immediata è quasi sempre la stessa: rispondere subito e difendersi.

Ed è proprio lì che rischiamo di peggiorare la situazione.

Quando percepiamo una conversazione come stressante, diventiamo più reattivi. L’attenzione si restringe, aumenta l’attivazione emotiva e diventa più difficile scegliere con lucidità cosa dire e come dirlo.

Per questo, prima ancora di pensare alla risposta, può essere utile fare una cosa molto semplice: respirare.

Non come formula magica, ma per concedersi quei pochi secondi necessari a passare dalla reazione automatica a una risposta scelta.

Poi, invece di difenderti, fai domande.

“Cosa ti fa dire questo?”
“Cosa intendi esattamente?”
“Mi fai un esempio concreto?”

Le domande hanno una funzione precisa: spostano la conversazione dall’attacco personale ai fatti.

E poi c’è il tono.

Non aggressivo, perché alimenterebbe lo scontro.
Non remissivo, perché comunicherebbe insicurezza.

Pacato, fermo, autorevole.

Nelle conversazioni difficili non ha necessariamente più forza chi risponde più velocemente.

Spesso ce l’ha chi riesce a mantenere lucidità, chiarezza e autorevolezza proprio quando l’altro prova a trascinarlo sul terreno della reazione.

Ti è mai capitato di trovarti in una situazione così sul lavoro? Come hai reagito?

05/10/2026

Quando il back office (customer care) e la rete vendita lavorano sotto pressione, basta poco perché una richiesta urgente diventi una tensione.
Un’informazione incompleta.
Un ordine che non parte.
Una telefonata fatta di fretta.
Un problema logistico che, visto da una parte, sembra semplicissimo e dall’altra molto meno.

È da qui che siamo partiti al Teatro Sociale di Rovigo, durante l’incontro nazionale dell’area commerciale di FEMI-CZ S.p.A., all’interno delle celebrazioni per i 50 anni dell’azienda.
Invece di una formazione tradizionale, abbiamo utilizzato il palcoscenico.

Customer care, back office e agenti provenienti da tutta Italia hanno costruito e interpretato scene ispirate a situazioni che vivono davvero ogni giorno: telefonate che funzionano e telefonate che complicano ulteriormente il problema.
Vederle rappresentate ha permesso di fare una cosa che, nel pieno dell’operatività, non è sempre facile: guardare la stessa situazione dal punto di vista dell’altra persona.
Chi vende vede il cliente, l’urgenza, la promessa fatta.
Chi lavora nel back office vede produzione, logistica, procedure, richieste che si accumulano.
Entrambe le prospettive sono reali. Ma se ciascuno resta dentro la propria, la comunicazione rischia di irrigidirsi.

Il teatro, invece, permette di fermare la scena, osservarla e provare un modo diverso di stare nella relazione: più ascolto, informazioni più chiare, maggiore gentilezza e soprattutto la consapevolezza di essere parti dello stesso sistema.
L’obiettivo, alla fine, è comune: dare al cliente risposte concrete, efficaci e rapide.
Nei questionari finali l’attività ha raccolto un apprezzamento unanime e uno degli aspetti indicati con maggiore forza è stato proprio questo: riuscire a comprendere meglio chi lavora “dall’altra parte”.

Per me è uno dei motivi per cui il teatro può diventare uno strumento molto efficace anche in azienda.
Per rendere visibili dinamiche che ogni giorno condizionano collaborazione, tempi e risultati e poterle finalmente allenare, in modo anche divertente e costruttivo.

Se sei un amministratore delegato, un direttore commerciale o HR, puoi contattami per approfondire.

Quando lavoriamo con le persone sul public speaking, parliamo di presenza, voce, struttura, capacità di coinvolgere.Ma c...
02/10/2026

Quando lavoriamo con le persone sul public speaking, parliamo di presenza, voce, struttura, capacità di coinvolgere.

Ma c’è una domanda che viene ancora prima:
Perché stai prendendo la parola?

Uno speech può informare.
Può convincere.
Può vendere un’idea o un progetto.
Ma può anche far riflettere, creare connessioni, accendere una conversazione, generare un cambiamento.

Io lo sto facendo con Col Seno di poi, lo spettacolo che da domani parte per un tour di 9 date proprio nel mese dedicato alla prevenzione.
Ho scelto il teatro, l’ironia e la mia voce per parlare di corpo, malattia, prevenzione, femminilità.
E soprattutto per creare incontri.

Ogni tappa nasce insieme a un’associazione del territorio.
Ogni spettacolo diventa anche un’occasione di raccolta fondi.
Ogni platea permette a questo messaggio di incontrare persone nuove.

Ed è una cosa in cui credo profondamente:
quando quello che sappiamo fare incontra qualcosa in cui crediamo, la nostra voce smette di essere soltanto uno strumento professionale e diventa uno strumento di impatto.

E non serve necessariamente un palcoscenico.
Può essere uno speech.
Una riunione.
Un progetto che proponiamo.
Una storia che decidiamo di raccontare.

Allora, oltre a chiederci “Come posso comunicare meglio?”, possiamo farci anche un’altra domanda: “Che cosa voglio far accadere attraverso la mia voce?”

Tu cosa sceglieresti?

Ci sono momenti in cui, dentro un’azienda, le persone fanno bene il proprio lavoro ma iniziano a vedere soprattutto la p...
01/10/2026

Ci sono momenti in cui, dentro un’azienda, le persone fanno bene il proprio lavoro ma iniziano a vedere soprattutto la propria parte.

Succede tra rete commerciale e sede, tra area manager e collaboratori, tra front office e back office, tra funzioni diverse che lavorano sullo stesso cliente/paziente con priorità, tempi e responsabilità differenti.
Ognuno vede la propria urgenza, le proprie ragioni.

È proprio in contesti come questi che un TEAM BUILDING TEATRALE può essere utile: per aumentare la comprensione tra le parti, rendere il lavoro più fluido e creare condizioni migliori per ottenere risultati insieme.
Non esiste un solo modo di fare team building teatrale.

In un kickoff di inizio anno, ad esempio, abbiamo lavorato sulla preparazione e sulla messa in scena di una festa costruita intorno ai valori dell’azienda.
Domani, al Teatro Sociale di Rovigo, lavoreremo in un altro modo con la rete commerciale nazionale e alcune funzioni interne di FEMI-CZ, nell’ambito delle iniziative per il suo 50° anniversario.

Partiremo da situazioni reali di relazione tra diversi ruoli aziendali e le porteremo sul palcoscenico.
Le persone dovranno costruire insieme le scene, interpretarle e poi osservarle da fuori.
Ed è qui che il teatro diventa potente: funziona come uno specchio.
Permette di vedere dinamiche che, quando viviamo ogni giorno, spesso non riconosciamo più.
Permette di osservare i diversi punti di vista.
Permette di capire meglio che cosa succede “dall’altra parte”.

L'obiettivo di questa attività non è in qualche ora risolvere problemi organizzativi complessi.
Ma stimolare la conoscenza e la comprensione reciproca tra ruoli diversi.
E già riuscire ad allargare il punto di vista, far emergere nuove riflessioni e individuare qualche comportamento diverso da sperimentare può essere un ottimo punto di partenza.
È uno dei modi in cui utilizziamo il teatro all’interno di Professional Coaching: per osservare meglio le situazioni, aumentare la conoscenza reciproca tra le persone e, quando serve, aprire la strada a percorsi più approfonditi di sviluppo della comunicazione, dei comportamenti e dell’organizzazione. Il tutto in un clima partecipato e anche divertente.

Grazie a FEMI-CZ SpA per averci voluto in questo momento importante del suo 50° anniversario e ad e .marchiori per il lavoro fatto insieme.

Quando devi parlare davanti ad altre persone, spesso il problema non è sapere cosa dire.Il discorso lo hai preparato.I p...
29/09/2026

Quando devi parlare davanti ad altre persone, spesso il problema non è sapere cosa dire.

Il discorso lo hai preparato.
I punti importanti li conosci.
Magari hai anche ripassato più volte per essere sicuro di non dimenticare nulla.

Poi però inizi a parlare e la tua attenzione si sposta.

Non è più su chi hai davanti.

È su di te.

Su come stai parlando.
Su quanto sei veloce.
Su cosa stanno pensando gli altri.
Su quel momento in cui temi di bloccarti o di far vedere troppo la tensione.

E così, mentre cerchi di tenere tutto sotto controllo, rischi di perdere proprio la parte più importante della comunicazione: il contatto con chi ti ascolta.

Perché essere efficaci non significa soltanto avere un buon discorso.

Significa riuscire a restare presenti, leggere le persone che hai davanti e costruire una relazione mentre comunichi.

📅 Il 30 settembre torna la nostra Sessione Operativa online gratuita.

Un’ora, in gruppo ristretto, con una sessione di coaching per osservare concretamente il tuo modo di comunicare, capire cosa funziona già e individuare su cosa puoi lavorare per aumentare sicurezza, presenza ed efficacia.

Se senti che questa competenza può fare la differenza nel tuo lavoro, nel tuo ruolo o nei tuoi progetti, puoi inviare la tua richiesta di partecipazione.

👉 Ecco il link per iscriverti: https://www.attoredeltuosuccesso.com/sessione-operativa-training-gratuito-public-speaking

28/09/2026

“Avete un percorso per gestire l’ansia quando parlo in pubblico e farmi ascoltare di più?”

Sì. Ed è esattamente uno dei motivi per cui abbiamo creato Autorevolezza che lascia il segno.
Perché l’ansia quando parli non si manifesta solo con il classico “nodo alla gola”.

Può voler dire:
perdere lucidità;
accelerare troppo;
diventare monotoni;
non riuscire a guardare davvero le persone;
pensare troppo a cosa dire e troppo poco a chi hai davanti;
arrivare all’intervento già stanchi per tutto quello che ci hai pensato nei giorni prima.

Alla Milano Beauty Week mi sono trovato in una situazione molto ravvicinata: circa venti persone disposte in cerchio, tutte molto vicine, tutte in attesa di ricevere qualcosa di utile.

In contesti così non puoi nasconderti dietro le slide.
Servono centratura, sguardo, silenzi, ritmo, presenza.
Ed è proprio su questo che lavoriamo in ALS.
Un percorso online di 4 mesi, molto pratico, con:
un appuntamento live a settimana;
gruppo ristretto;
feedback personalizzati;
lavoro su ansia, voce, corpo, ritmo, messaggio e relazione con il pubblico.

Se senti che vuoi parlare con più serenità e riuscire a far arrivare meglio il tuo valore, puoi richiedere una call orientativa con me o con Federica.
Ci racconti la tua situazione e capiamo insieme se questo è il percorso giusto per te.
Clicca sul link e richiedi la tua call.
https://www.attoredeltuosuccesso.com/call-conoscitiva-gratuita

Indirizzo

Piazza Sturla 1
Genova
16147

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