23/07/2020
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16 luglio.
L’altra sera a L’Aquila, in piazza del Duomo, ho visto uno spettacolo molto interessante, “Chiamatemi Mimì”, sulla vita di Mia Martini.
Gli interpreti sono Claudia Campagnola e Marco Morandi, mio figlio.
Mi sono divertito e commosso, ascoltando le canzoni e i tanti episodi significativi della vita di questa grandissima interprete, scomparsa 25 anni fa.
Durante lo spettacolo, ripensavo a Mimì, che io avevo conosciuto molto bene. Alle angherie che aveva dovuto subire, quando dicevano che incontrarla portava sfiga, iella, sfortuna e una sera mi raccontò che quando entrava in un locale, o in un ufficio, le donne facevano finta di niente ma toccavano ferro e gli uomini si mettevano le mani sui cosiddetti...
In quel periodo non riusciva a trovare lavoro, i discografici e i manager musicali facevano di tutto per non incontrarla e lei addirittura aveva perfino pensato di smettere.
E pensare che era una cantante straordinaria, forse la migliore che ci fosse in giro...
Ricordavo quando, nel 1971, lei, Loredana e Renato, tutti e tre giovanissimi e sconosciuti, parteciparono ad uno spettacolo al Teatro Brancaccio di Roma, dove io cantavo e loro si unirono a me quasi come coristi (peccato, non esiste una documentazione di quella serata).
Ricordavo che, nelle occasioni dove avevo duettato con lei, una vibrazione unica mi arrivava addosso sentendola cantare così da vicino...
Ricordavo che quando riuscì, in parte, a superare quei momenti di cattiveria e di crisi, cantò a Sanremo “Almeno tu nell’universo” e, con una grande interpretazione, fece capire a tutti finalmente, che razza di artista era...
Comunque, tornando allo spettacolo dell’altra sera, se vi capita e vi piace la musica, vi consiglio proprio di vederlo, i due interpreti sono molto bravi.