Unitre di Gallicano

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DIARIO DI VIAGGIOUNITRE 16 maggio 2026“Il Paese del sorriso”di Roberto BiagiThailandia “Il Paese del sorriso”Il 17 agost...
01/06/2026

DIARIO DI VIAGGIO
UNITRE 16 maggio 2026

“Il Paese del sorriso”
di Roberto Biagi

Thailandia “Il Paese del sorriso”

Il 17 agosto 2025 io e Vittoriana abbiamo festeggiato i 50 anni di matrimonio ed abbiamo pensato di concederci un bel viaggio.
Così, come mio solito, mi sono messo a studiare su internet le possibili soluzioni.
Mi ero riproposto di visitare un paese completamente diverso per cultura e tradizioni e, in un primo tempo, la scelta era ricaduta sulla Cina senonché un viaggio di 15 giorni (il minimo per viaggi così lontani) aveva costi piuttosto alti.
Un giorno mi sono imbattuto in un’offerta per la Thailandia.
Pareva incredibile, dal 2 al 29 di ottobre visitando 4 diverse località con una spesa di circa la metà di quella prevista per i 15 giorni in Cina.
Io e la Vitto ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che non potevamo lasciarci sfuggire questa occasione.
Sbrigate tutte le formalità il 2 ci rechiamo all’aeroporto di Fiumicino (Roma) e partiamo per questa nuova avventura.
Dopo uno scalo ad Abu Dhabi atterriamo il giorno dopo a Bangkok capitale della Thailandia.
Qui sostiamo per i successivi quattro giorni e ci adoperiamo subito per organizzare le visite più interessanti.
Inutile dire che per visitare Bangkok non basterebbe un mese ma troveremo il modo di farci bastare il poco tempo che abbiamo.
Bangkok è una città enorme e caotica e abbiamo passeggiato un po’ nei dintorni dell’albergo cercando di capire qualcosa della vita dei cittadini.
Abbiamo fatto compere in un piccolo market e visitato diversi negozi girottolando in diverse vie senza problemi di sorta.
Il traffico è incredibilmente caotico e, sembra, che le regole del codice della strada siano assolutamente facoltative ma in tutto quel caos nessuno suona il clacson o litiga rumorosamente.
Ognuno fa come vuole ma, a differenza delle nostre città, tutti sono tranquilli.
Il periodo è quello vicino alla fine dei monsoni e non manca di bagnarci con frequenti scrosci di pioggia ma la cosa non dà tanto fastidio perché anche la pioggia è calda.
Il giorno successivo contattiamo una Guida che ci porterà a visitare i famosi Templi nella parte antica della città.
Partiamo dalla visita, a Chinatown, del Tempio dedicato Al Buddha d’oro dove, oltre ad ammirare la splendida statua d’oro massiccio (4 tonnellate) cominciamo ad imparare molte cose sulla vita dei Bonzi e sulle differenze della religione Buddista nei vari Paesi asiatici.
Ci trasferiamo poi al Wat Pho, un insieme di edifici situato nei pressi del Grande Palazzo Reale e famoso per essere la sede del Tempio dedicato al grande Buddha reclinato, una statua di Buddha sdraiato lunga ben 46 e alta 15 metri.
Il complesso dii edifici è famoso, oltre che per la sua maestosa bellezza, per essere il luogo dove è nata la prima scuola di massaggio e di medicina tradizionale thai.
Dopo aver visitato altri splendidi Templi ed un mercatino molto caratteristico risaliamo sul nostro Van e rientriamo in albergo.
Il giorno successivo lo dedichiamo a vagare ancora un po' nelle vie della città in attesa della partenza, nel tardo pomeriggio, per una crociera notturna sul fiume Chao Phraya noto anche come il “fiume dei re” che attraversa la capitale e va a sfociare nel golfo del Siam.
Le imbarcazioni che solcano le acque sono assolutamente caratteristiche.
Quelle più vecchie e tradizionali sono lunghe e coloratissime e quelle più moderne sembrano delle astronavi illuminate da moltissime luci a led.
Noi saliamo su una di quest’ultime accolti da figuranti in costume tradizionale e veniamo fatti accomodate ad un tavolo all’interno dal gentilissimo e premuroso personale.
Per questa gita è prevista anche la cena e siamo curiosi di scoprire cosa ci serviranno.
Partiamo ed inizia anche la cena a buffet.
Incredibile la quantità e la qualità delle vivande che vanno da piatti di frutti di mare a piatti tipici Thailandesi per finire con una incredibile varietà di dolci.
Per bere scegliamo quella che pare una birra e ne ordiniamo una bottiglia a testa.
Il cameriere fa una faccia strana e dopo un po' torna con le due bottiglie e due bicchieri piccoli.
Abbiamo poi scoperto che non era birra ma un liquore che viene utilizzato come correzione per la birra, ci siamo spiegati la faccia del cameriere e ci siamo fatti una bella risata.
Dopo l’abbondante e buonissima cena, visto che non pioveva, ci siamo trasferiti sul ponte scoperto per goderci meglio i palazzi, i templi, le chiese ed i monumenti che sfilavano davanti ai nostri occhi.
Ad un certo punto è stato come fare un salto nel tempo e ci siamo trovati nella parte moderna della città dove a far la parte del padrone sono splendidi grattacieli e moderne costruzioni illuminatissime che si affacciano sulla riva del fiume.
Tornati entusiasti di questa esperienza al molo d’imbarco abbiamo trovato ad attenderci il solito Van che ci ha ricondotti in albergo.
L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato al riposo in piscina in attesa di tornare all’aeroporto per il volo verso Phuket che è un’isola nel sud della Thailandia separata dalla terraferma solo da un breve braccio di mare e connessa tramite un ponte autostradale.
Molto famosa per il turismo e le splendide spiagge.
Dopo essere stati raccolti dal consueto van ci dirigiamo verso la nuova destinazione nel sud dell’isola.
A notte fonda arriviamo a Kata Beach e, una volta esperite le formalità di rito, ci precipitiamo in camera a dormire.
La mattina seguente ci rilassiamo nelle varie piscine del resort e nel pomeriggio ci facciamo portare alla spiaggia per fare la prima conoscenza con questa parte dell’oceano Indiano chiamata Mar delle Andamane.
La spiaggia è bellissima e, con meno di 4 euro, noleggiamo due sdraio con ombrellone e teli da bagno.
L’acqua è calda ed è una goduria farsi colpire dalle onde.
Poi torniamo per la cena con un mezzo messo a disposizione dal resort.
Questi mezzi sono tipici della zona e sono, in pratica, dei pick up cassonati dove, nel retro, sono state realizzate due panchine e una copertura telata.
Piuttosto primitivi ma indubbiamene smart.
Il giorno successivo, dopo colazione, abbiamo passato il tempo nelle piscine e nel pomeriggio di nuovo alla spiaggia a goderci l’oceano.
Il terzo giorno siamo saliti sull’ennesimo van e, attraversata tutta l’isola, siamo arrivati ad un porticciolo per fare la nostra escursione alle Isole Phi Phi.
Queste bellissime isole, ad un’oretta dalla costa, sono diventate particolarmente famose per essere state immortalate nel film del 2000 “The Beach” con Leonardo di Caprio e mantengono le promesse con meraviglie naturali davvero incredibili.
La perla di queste isole è senza dubbio Maya Bay.
Una spiaggia bianchissima racchiusa da alte scogliere che la fanno apparire quasi come una laguna interna con un’acqua incredibilmente trasparente.
La vegetazione fittissima ricopre le isole ed è facilissimo imbattersi in gruppi di scimmie ed uccelli dai colori sgargianti.
Dopo un ulteriore paio di giorni spesi a Kata Beach ci attende un viaggio di 2 ore per attraversare tutta l’isola e recarci ad un porticciolo dal quale prendere la consueta imbarcazione velocissima che ci porterà a Coconut Island, una piccola isola ad est di Phuket dove resteremo per i successivi 6 giorni.
L’isola è piccola e molto bella ed il resort che ci attende è completamente immerso nella vegetazione.
Sulla spiaggia la vegetazione arriva quasi in acqua e permette di sostare all’ombra delle mangrovie.
Qui passiamo alcuni giorni tranquilli fra bagni in mare e nuotate nelle varie piscine.
La sera non manca l’intrattenimento con musica dal vivo.
Al termine del soggiorno ci dirigiamo nuovamente a Phuket dove ci attende l’ennesimo van per un trasferimento di due ore e mezzo verso la nostra ultima destinazione.
Attraversiamo vari villaggi e superato il ponte di Phuket torniamo sulla terraferma.
Nel percorso attraversiamo diverse belle aree protette a testimonianza dell’attenzione dei Thailandesi per il loro territorio.
Giunti a Kao Lak ci prepariamo a spendere gli ultimi dieci giorni in Thailandia senza farci mancare niente.
Accolti come sempre dalle splendide composizioni di orchidee ci sistemiamo in uno splendido resort circondato da piscine che terminano con una splendida e lunghissima spiaggia.
Tento di provare subito a fare il bagno ma dopo i primi metri in acqua il fondo risulta essere ricoperto interamente da pezzi di corallo e i piedi non gradiscono così esco ripromettendomi di comprare le scarpe da scoglio.
Il giorno successivo ci rechiamo in paese per scoprire un po' della vita locale e veniamo colti da un violento scroscio di pioggia che ci costringe a trovare rifugio in un locale dove piove solo un po’ meno.
Tutti sono però tranquilli e si gustano le loro bibite così ci adeguiamo e, considerato che piove praticamente acqua calda, ordiniamo da bere anche noi.
Il terzo giorno ci rechiamo sulla spiaggia dove ci sono diverse piccole costruzioni aperte dove si praticano massaggi Thailandesi.
Ne approfittiamo e ci godiamo un massaggio di coppia di un’ora per una cifra corrispondente a 16 euro.
Il giorno dopo partiamo per un’escursione di pesca.
Arrivati in un villaggio in mezzo ad una foresta di mangrovie veniamo fatti salire su delle piccole imbarcazioni usate per la pesca dei granchi.
Dopo una breve navigazione nei canali di mangrovie e ritirate le nasse con i, pochi, granchi, ci avviciniamo ad una imbarcazione da pesca più grande che ci aspetta allo sbocco dei canali.
Saliti, con qualche difficoltà e l’aiuto dei pescatori, su quest’ultima ci dirigiamo al largo verso l’soletta di Coco Ley.
L’isola è fantastica completamente naturale e non c’è assolutamente niente se non un tavolo con le panche ed un posto per il fuoco.
Qui ci mettono a tavola con il miglior pranzo di tutta la vacanza.
Una zuppa con pesce, granchio e verdure varie, l’immancabile riso, poi spiedini di pollo con l’ananas e pesce arrostito sulla brace.
Terminato il pranzo torniamo alla barca per una battuta, purtroppo infruttuosa, di pesca con la canna.
Giorno di riposo tra piscine e bagno nell’oceano poi ci prepariamo per visitare un grande mercato subito prima del paese.
Giorno piovoso ma niente ci può fermare.
Mentre siamo al mercato, veramente molto bello e caratteristico, comincia ve**re giù il finimondo.
Noi, attenti alle reazioni dei commercianti, li vediamo tranquilli e continuiamo la visita facendo un po' di shopping.
Nel frattempo, l’acqua sale e noi ci sediamo al riparo a bere fantastiche spremute di frutta fatte al momento.
Proseguiamo la visita, ciabattando nell’acqua e controllando via via le facce dei commercianti attenti al minimo segno di allarme.
Niente.
Tornati sulla strada principale ci rendiamo conto che è in corso una vera e propria alluvione poiché la strada è invasa da almeno mezzo metro d’acqua.
Nonostante questo, la gente, i locali, un po' meno i turisti, continua a fare come se niente fosse e vediamo passare scooter, biciclette e motorini vari che solcano le acque come motoscafi incuranti del diluvio.
Beh, se son tranquilli loro lo siamo anche noi e, a parte, qualche scarica elettrica sull’incredibile intrico di fili che ci sovrasta sulla strada non vediamo motivi per allarmarsi tanto l’acqua è calda e noi abbiamo le mantelline.
L’unico disagio sta nel dover aspettare a lungo il mezzo che ci riporterà all’albergo.
Il giorno dopo ci rilassiamo in piscina e con l’immancabile bagno nell’oceano e ci prepariamo per l’escursione alle Isole Similan.
Questo è un arcipelago di sette isole a circa un ora e mezzo di navigazione dalla costa.
È un parco nazionale ed un’area protetta famosa soprattutto per le tartarughe.
La traversata è stata tremenda con mare grosso ed è durata quasi due ore e mezza che abbiamo passato completamente zuppi investiti continuamente dagli spruzzi.
Le isole sono magnifiche e il mare intorno ci ha permesso di nuotare con delle enormi tartarughe ed in mezzo a branchi di pesci coloratissimi.
In una delle isole più grandi, dove siamo stati accolti dall’ennesimo violento scroscio di pioggia, c’è il centro visitatori del parco che ci ha permesso di pranzare al coperto e dove ho acquistato una maglietta asciutta per il viaggio di ritorno.
Nel frattempo, il mare si era calmato ed il viaggio di ritorno è durato meno di un’ora e mezzo.
Dopo un po' di riposo ci facciamo portare al mausoleo che celebra il ricordo del violentissimo tsunami che, nel giorno di Santo Stefano del 2004, devastò, dopo un violentissimo terremoto, gran parte dell’Indonesia ed alcune zone delle Thailandia.
Kao Lak, piena di turisti per le feste natalizie, spazzata da un ‘onda di più di dieci metri fu teatro di una distruzione quasi totale e contò circa tremila morti fra turisti e lavoratori locali.
Una associazione no-profit ha realizzato un piccolo museo dove, fra le altre cose, è possibile vedere i filmati terrificanti dell’evento e le interviste e le testimonianze dei sopravvissuti.
Proprio Kao Lak, meta ideale del turismo per famiglie, è immortalata nel film “The Impossible” che narra la storia di una famiglia americana colpita e dispersa dallo Tsunami.
In questo caso fortunatamente c’è un lieto fine e dopo mille peripezie la famiglia si riunisce e, seppur fra mille sofferenze, riesce a rientrare in America.
Vicino al mausoleo abbiamo visto una motovedetta della polizia, un’imbarcazione di 30 metri, in fase di restauro, che era stata recuperata a 3 chilometri all’interno della costa.
La visita è stata particolarmente toccante e ci ha fatto pensare alla forza di questa gente ed alla loro gentilezza testimoniata dalle dichiarazioni dei turisti sopravvissuti e delle loro famiglie.
Una cosa che ci eravamo ripromessi di vedere era uno dei diversi “Santuari degli Elefanti” che sorgono nella zona.
Sono aree dove vengono ricoverati e curati animali che hanno subito sevizie o che si sono feriti o che hanno bisogno di cure.
In quelli più severi si possono vedere gli animali liberi ma non c’è interazione con i visitatori, in altri, al fine di sovvenzionare queste aree, è consentita, con grande gioia dei turisti grandi e piccoli, l’interazione con gli elefanti.
Ci siamo fatti portare in una di queste aree e, dopo una breve accoglienza, siamo stati condotti a fare la conoscenza con Honey, una splendida elefantina di tre anni con la quale abbiamo fatto una passeggiata fino al fiume dove gli abbiamo fatto il bagno.
È stata anche questa, un’esperienza bellissima ed aver contribuito, in qualche modo, al mantenimento di questi centri ci ha fatto star bene.
La vacanza era al termine e vi lascio con alcune considerazioni. Ci siamo innamorati della Thailandia per la bellezza della sua natura ma, soprattutto, ci siamo innamorati dei Thailandesi.
Gentilissimi, sempre sorridenti e tranquilli, sia nel caos del caotico traffico di Bangkok, sia nella vita dei villaggi o nelle località turistiche.
Una bella differenza con la vita frenetica di noi occidentali.

Grazie Roberto e grazoe Vittoriana

Acchiappino
25/05/2026

Acchiappino

Grazie per la vostra partecipazione!
25/05/2026

Grazie per la vostra partecipazione!

Le scale
25/05/2026

Le scale

In ultimo la poesia di Mara, mi sono accorta che il video proprio non è venuto, colpa mia e del mio modo di fare un po' ...
25/05/2026

In ultimo la poesia di Mara, mi sono accorta che il video proprio non è venuto, colpa mia e del mio modo di fare un po' approssimativo.
Mi ostino a fare cose che non so fare proprio bene bene.
Ma se vi è passata la bellezza di questi scritti e il nostro modo di stare insieme, qualcosa di buono avrò fatto.
Carpe diem🥰

Acchiappino
(Giocare a prendersi)

Ricordo quel gioco ancestrale
innocente e crudele, “ sensuale”.

Grida ansimanti , gioiose risate,
lacrime che il vento asciugava
mentre quella danza tribale ci accarezzava.

Ragazzi felici di fronte alla vita,
giocavamo a “farsi acchiappare”
con inconscia la gioia dello sfidare.

Ero brava a quel gioco, un vero folletto
correvo per ore mentre il cuore impazzito
batteva con forza nel petto.

Chi si sente eroina
non può certo mollare
ed io il mondo intero
volevo salvare.

Ero il libera tutti !
per questo ammirata,
e se per caso venivo acchiappata
aspettavo fremente il mio salvatore
compagno di giochi e primo amore.

Vorrei dire ancora
“ libero tutti!”
con la stessa energia,
aspettare sicura
chi libera me,
dalla mia prigionia,
sentirmi ancora eroina
come in quel gioco incantato
che soltanto lo spazio di un sogno è durato.
Mara

Il dono di DorisHo deciso di nascereperchè mio padre imbiancava il cielo di notte e mia madre insegnava alle rosecome si...
25/05/2026

Il dono di Doris

Ho deciso di nascere
perchè mio padre
imbiancava il cielo di notte
e mia madre
insegnava alle rose
come si prega senza lingua.

Ho deciso di nascere
quando la linfa dell'ulivo
si mise in viaggio
e disegnando cerchi
segnò le età che forse avrò
se mai saprò
misurare il tempo
senza distinguere i giorni.

Ho deciso di nascere
e il respiro è leggero
e il cuore batte
senza far rumore
e un soffione mi sa dire
quanto è facile morire.

Notti in montagna
25/05/2026

Notti in montagna

La notte della Befana
25/05/2026

La notte della Befana

Diana
25/05/2026

Diana

Casa.Un luogo magico, dove mi sento a mio agio, dove i pensieri spariscono e il cuore si alleggerisce. È lo spazio in cu...
25/05/2026

Casa.

Un luogo magico, dove mi sento a mio agio, dove i pensieri spariscono e il cuore si alleggerisce. È lo spazio in cui mi sento protetta, avvolta da una sicurezza silenziosa che mi permette di respirare davvero.
Negli anni della mia giovinezza, per me la casa era quella materna, il luogo in cui sono cresciuta a Mogadiscio, nel quartiere di Boondheere. Lì ho vissuto i primi sorrisi, le prime paure, i primi sogni. Ogni stanza, ogni strada, raccontava una parte di me. Ancora oggi, ogni volta che mi allontano da quella casa d’infanzia, ne sento profondamente la mancanza, come se una parte di me restasse lì ad aspettarmi.
Casa è anche il posto dove ritrovi i vecchi amici d’infanzia, quelli che conoscono il tuo passato senza bisogno di spiegazioni. È rivedere le strade percorse da bambina, i passi leggeri, le corse senza meta, le risate che sembrano ancora sospese nell’aria.
Con il passare degli anni, però, il significato di casa si è ampliato. Gallicano è diventata la mia seconda casa, un luogo che ha assunto un’importanza profonda proprio nei momenti in cui la casa dell’infanzia si faceva lontana. È lì che ho trovato un nuovo rifugio, un altro modo di sentirmi al sicuro, un altro posto da chiamare casa.
Anche se il tempo è passato, il legame con Mogadiscio non si è mai spezzato. Anzi, col passare degli anni è cresciuta in me la necessità di tornarci, di viverla. Ogni volta che ho avvertito anche solo il minimo pericolo di perderla, ho compreso quanto fosse radicata dentro di me.
Molti, però, non hanno questa fortuna. Sono costretti a lasciare la propria casa, le proprie strade, i propri amici, andando verso paesi lontani, spesso senza possibilità di ritorno. Senza poter rivedere quei luoghi che li hanno cresciuti. E questo, per me, è davvero un grande peccato.
Casa non è solo un posto.
È memoria, è identità, è una parte dell’anima che, quando viene persa, lascia un vuoto difficile da colmare.
Mogadiscio 14/01/2026 Ruchia Ai Osman

Indirizzo

Sala Ciaf Comune Di Gallicano Piazzetta San Giovanni
Gallicano
55027

Telefono

+393472305196

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