Psicomotricita' Relazionale - Anna Lattuada

Psicomotricita' Relazionale - Anna Lattuada La Psicomotricità è intesa come uno spazio/tempo di ricerca che offre ai bambini la possibilità d

17/04/2026

“Fanno sempre gli stessi giochi…? ”

In una scuola dell’infanzia, avevo proposto ai bambini di costruire insieme un percorso: corde per camminare sopra, forme da attraversare, un tunnel…
Avevo in mente una direzione.
Loro ne avevano un’altra.... Ovviamente

Hanno ammucchiato i cubi, saltato, rotolato, scivolato. Entrati e usciti dal tunnel. Capriole, corse, corpo in movimento.

E poi, piano piano, qualcosa è cambiato: un bambino è diventato un cane.
Una bambina un leone, un ghepardo, un orso.
Le corde sono diventate guinzagli.
I banchi tane in cui nascondersi.
Il corpo è diventato immaginazione.
A fine incontro, l’insegnante mi dice:
“Però… oggi hanno fatto giochi diversi.”

Ed è lì il punto.
Per arrivare al gioco simbolico,
i bambini devono passare dal corpo.

Il gioco senso-motorio non è ripetizione vuota.
Non è “fare sempre le stesse cose”.
È un bisogno.
Attraverso il saltare, rotolare, spingere, scivolare,
il bambino e la bambina :
- organizzano le proprie sensazioni
- regolano le emozioni
-costruiscono sicurezza
- preparano il terreno per immaginare

Solo quando il corpo è “sazio” di esperienza,
può nascere il simbolo.

🌿 E l’adulto, cosa può fare?
Spesso viene spontaneo dire:
“Facciamo qualcosa di diverso”
“Dai, ora basta correre”
“Sediamoci e giochiamo bene”
Ma il rischio è interrompere un processo fondamentale.
L’adulto può invece:
- dare tempo → senza avere fretta di “far evolvere” il gioco
- fidarsi → anche quando sembra ripetitivo o caotico
- offrire materiali → senza imporre un uso preciso
- stare in ascolto → osservando come il gioco si trasforma
- contenere senza dirigere → garantire sicurezza, senza invadere

Perché il cambiamento… arriva. E nasce da dentro.

Il corpo non è solo movimento.
È il primo luogo dell’esperienza, della relazione, dell’espressione.
🌱 Nella psicomotricità relazionale si offre proprio questo: uno spazio in cui il bambino può attraversare il gioco senso-motorio, viverlo pienamente, e trasformarlo, nel tempo, in gioco simbolico.
Senza forzature,
senza anticipazioni,
seguendo il suo ritmo.
🌱 Perché è lì che si costruiscono le basi del sentire, del pensare e del relazionarsi.

07/11/2025

E' con grande piacere che proponiamo quest'occasione di formazione, a cui teniamo particolarmente.
La teoria polivagale è un mondo che stiamo esplorando da qualche tempo e che ci ha regalato uno nuovo sguardo sulle relazioni, nella vita personale e professionale.
Per questo ci piacerebbe condividere quanto esplorato e vissuto con chi fosse interessato
Contattateci per avere maggiori informazioni

30/07/2023
27/02/2023

Quando diciamo ai bambini neurodivergenti di sostenere il contatto oculare, di star seduti fermi, di smettere di sembrare distratti, di smettere di piangere, di disegnare come gli altri bambini etc... Stiamo dicendo loro che il loro comfort non conta.
Virginia Spielmann

16/02/2023

"Imparare ad ascoltare i gesti.."

24/01/2023

Sei incuriosito dalla professione dello psicomotricista?
Invia una mail a [email protected] per ricevere il link d'accesso alla presentazione dei corsi.

Le Fondamenta
20/10/2022

Le Fondamenta

23/06/2022

GIOCARE NON É (SOLO) SFOGARSI

Tra le tante frasi che si dicono parlando dei bambini ce n'è una che fa particolarmente riflettere sul modo in cui li guardiamo ed attribuiamo un significato ai loro comportamenti: "facciamoli giocare così si sfogano".

Solitamente ci si riferisce a giochi di movimento o comunque ad attività molto vivaci in cui l'idea è che più corrono, più si muovono e liberano le loro energie e meglio stanno (loro e, di conseguenza, anche noi).

Ebbene, è necessario dire forte e chiaro che questa affermazione è vera soltanto in minima parte. Il gioco di movimento libera sicuramente energie spesso compresse e trattenute perché non esprimibili in tutti i contesti e gli spazi.

Ma il gioco, in particolare il gioco in cui sia implicato il movimento, serve a tanto altro e, per quanto noi grandi fatichiamo a crederlo ed a comprenderlo, è il naturale prerequisito per lo sviluppo di qualsiasi altra attività in cui il corpo pian piano lascia spazio a mente e cervello.

1. Il gioco è rassicurazione.

2. Il gioco è apprendimento.

3. Il gioco è relazione.

4. Il gioco è allenamento emotivo.

5. Il gioco è costruzione di sé.

6. Il gioco è espressione e comunicazione.

7. Il gioco è acquisizione di regole e limiti.

8. Il gioco è immaginazione, creatività e fantasia.

9. Il gioco è spazio di noia e frustrazione.

10. Il gioco è libertà di essere.

Per tutto questo e per tantissimi altri motivi, facciamoli prima di tutto giocare!

Indirizzo

Via Don Frippo 13
Gallarate
21013

Telefono

3272652571

Sito Web

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