17/04/2026
“Fanno sempre gli stessi giochi…? ”
In una scuola dell’infanzia, avevo proposto ai bambini di costruire insieme un percorso: corde per camminare sopra, forme da attraversare, un tunnel…
Avevo in mente una direzione.
Loro ne avevano un’altra.... Ovviamente
Hanno ammucchiato i cubi, saltato, rotolato, scivolato. Entrati e usciti dal tunnel. Capriole, corse, corpo in movimento.
E poi, piano piano, qualcosa è cambiato: un bambino è diventato un cane.
Una bambina un leone, un ghepardo, un orso.
Le corde sono diventate guinzagli.
I banchi tane in cui nascondersi.
Il corpo è diventato immaginazione.
A fine incontro, l’insegnante mi dice:
“Però… oggi hanno fatto giochi diversi.”
Ed è lì il punto.
Per arrivare al gioco simbolico,
i bambini devono passare dal corpo.
Il gioco senso-motorio non è ripetizione vuota.
Non è “fare sempre le stesse cose”.
È un bisogno.
Attraverso il saltare, rotolare, spingere, scivolare,
il bambino e la bambina :
- organizzano le proprie sensazioni
- regolano le emozioni
-costruiscono sicurezza
- preparano il terreno per immaginare
Solo quando il corpo è “sazio” di esperienza,
può nascere il simbolo.
🌿 E l’adulto, cosa può fare?
Spesso viene spontaneo dire:
“Facciamo qualcosa di diverso”
“Dai, ora basta correre”
“Sediamoci e giochiamo bene”
Ma il rischio è interrompere un processo fondamentale.
L’adulto può invece:
- dare tempo → senza avere fretta di “far evolvere” il gioco
- fidarsi → anche quando sembra ripetitivo o caotico
- offrire materiali → senza imporre un uso preciso
- stare in ascolto → osservando come il gioco si trasforma
- contenere senza dirigere → garantire sicurezza, senza invadere
Perché il cambiamento… arriva. E nasce da dentro.
Il corpo non è solo movimento.
È il primo luogo dell’esperienza, della relazione, dell’espressione.
🌱 Nella psicomotricità relazionale si offre proprio questo: uno spazio in cui il bambino può attraversare il gioco senso-motorio, viverlo pienamente, e trasformarlo, nel tempo, in gioco simbolico.
Senza forzature,
senza anticipazioni,
seguendo il suo ritmo.
🌱 Perché è lì che si costruiscono le basi del sentire, del pensare e del relazionarsi.