20/08/2021
: Fuga di cervelli dall’Italia
L’Italia non è un Paese per giovani. Non è il titolo di un film, ma la fotografia del fenomeno sociale di emigrazione di massa degli italiani all’estero.
Quest’anno, nonostante l’emergenza sanitaria e la relativa chiusura delle frontiere, il flusso di connazionali che lasciano il Paese per andare a lavorare e a vivere all’estero ha superato il precedente record del 2019, il quale annoverava 130.936 espatri (+2.353 persone rispetto al 2018). Insomma, un primato che viene battuto ogni anno.
Nel 2020 gli italiani iscritti all’AIRE hanno raggiunto i 5,5 milioni dai precedenti 5,3 milioni (+198 mila rispetto al 2019). Un dato importante, ma conseguente a una mobilità del Bel paese aumentata del 76,6% in quindici anni, in quanto nel 2006 gli italiani iscritti all'AIRE erano poco più di 3 milioni.
Secondo l'Istat, sono 33 mila i giovani laureati che volano via dall’Italia e scelgono di vivere all’estero e, a cinque anni dalla laurea, un terzo di questi dichiara di non voler più tornare.
Le ragioni dell'espatrio sono da imputare al mercato del lavoro italiano: il 40% dei laureati non è soddisfatto delle opportunità di lavoro. D'altro canto, sul posto di lavoro le competenze maturate durante la formazione non vengono sfruttate a pieno.
A motivare l'espatrio è la scarsa valorizzazione dell’istruzione: a cinque anni dalla laurea i giovani expat guadagnano il 61% in più rispetto ai loro connazionali con il medesimo titolo di studio.
L’Ocse stima che i laureati italiani con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni guadagnano solo il 10% in più rispetto ai loro coetanei con il diploma.
Un gap salariale che si riflette anche nella carenza didattica: nel 2018 solo il 27,6% degli italiani tra i 30 ed i 34 anni era in possesso di una laurea, contro l’oltre il 40% della media europea. Sembrerebbe che i giovani siano sempre meno motivati a ottenere una laurea, che in Italia garantisce solo il 10% in più di guadagni rispetto a chi non studia.
Rischiamo davvero di diventare un Paese per vecchi senza competenze?
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Autori: SFEdoardoLeonardi e SFMariavittoriaPiccinno