25/09/2020
Credo che nelle arti marziali si possa sempre crescere e ritengo che quando si diventa maestro non si dovrebbe perdere la voglia di crescere e di imparare sempre di più, anzi si dovrebbe acquisire una maggiore consapevolezza e responsabilità, in primis verso i propri allievi.
Con questo post vorrei cercare di chiarire alcune cose che si sono verificate nelle scorse settimane.
Credo che le critiche o le paternali avanzate da chi nel passato ha fatto le sue scelte, proprio come lo sto facendo ora io, creando una sua scuola con la sua idea di Arti Marziali, siano fuori luogo e pretestuose, è una questione di coerenza.
Come dicevo, credo che la responsabilità del maestro sta appunto nella consapevolezza e nella responsabilità verso i propri allievi. E’ stata proprio quella consapevolezza che mi ha fatto capire che ormai la mia idea di scuola Marziale è diversa da quella di cui facevo parte. Non mi voglio una scuola dove gli allievi vengono richiamati per un post pubblicato che “crea confusione” o che genera malumore nell’uno o nell’altro, o dove viene chiesto agli allievi di ricevere delle somme di denaro da rigirare ad una terza persona, dove non si può parlare dei costi di un percorso “perché se no gli allievi si spaventano e vanno via”, ecc... Questa non rispecchia la mia idea di Scuola di Arti Marziali.
Negli ultimi due anni, questa consapevolezza mi ha spinto a guardare oltre, ad interagire con altri maestri, ad imparare altro, nonché ad iniziare un percorso di studi universitario per meglio approfondire tutti gli aspetti della pratica.
Quella consapevolezza, che dopo alcune azioni a mio avviso diffamatorie delle ultime settimane, mi ha spinto a prendere definitivamente la mia strada, percorso in parte già iniziato con la maturazione dell'idea del San Yi Sistem, dove al centro c'è la crescita personale e l'allievo non è visto solo come una risorsa monetaria.
Voglio una scuola dove tutti siano messi in condizione di imparare senza spendere per un singolo seminario più di uno stipendio. Vorrei invece una scuola dove ognuno possa esprimere liberamente la propria idea, senza condizionamenti o sudditanza, una scuola dove ognuno possa raggiungere gli obiettivi prefissati senza investire capitali esorbitanti.
Non mi piace l’idea di pensare di essere l’unico custode della verità e del sapere, di essere più bravo e forte degli altri (al di la della bellezza e dell’unicità delle pratiche che ho il piacere di tramandare ai miei allievi), come non credo che la bravura di un insegnate o la validità di quello che si insegna si possa misurare sulla base di quanto costa un seminario o da quanto si guadagna a fine mese.
Spero che con queste poche sia riuscito a chiarire ogni dubbio sulle scelte fatte, così da poter fare liberamente il mio cammino in serenità e senza essere oggetto di ulteriori attacchi personali o alla mia scuola.