21/05/2026
I giochi di una volta.
Il progetto di continuità basato sui "Giochi di una volta"nasce dall’esigenza di valorizzare e riscoprire i giochi popolari di un tempo che oggi rischiano di essere dimenticati.
Nel passato non esistevano elementi di disturbo dall’esterno: niente TV, niente computer, niente videogiochi, i giocattoli in commercio erano davvero pochi.
Una volta i bambini e le bambine quando non erano impegnati a scuola, giocavano liberi nei campi, nelle piazze, nei cortili e nelle strade con oggetti che si potevano trovare facilmente nell’ambiente in cui vivevano.
Al tempo dei nonni e delle nonne i giocattoli erano più semplici, perché venivano costruiti dai
bambini e dalle bambine stessi, che li inventavano: le bambole di stoffa, le carriole di legno, la palla fatta con i fogli di giornale, la fionda e le barchette di carta.
In compenso esisteva una solida presenza di rapporti interpersonali e di socializzazione.
I bambini erano capaci di organizzare da soli i loro giochi e di scoprire l’alto contenuto sociale dello stare insieme con gli altri giocando.
Prendendo spunto da semplici cose del passato, si è voluto far comprendere ai bambini, che ci si può divertire con poco, semplicemente stando insieme e condividendo utilizzando materiali di facile reperibilità.
II “giochi di una volta” sono stati sperimentati in due incontri: il primo il 9 febbraio, in cui i bambini hanno svolto, presso la palestra del plesso di Macchiagodena, giochi come mosca cieca, un due tre stella, ruba bandiera.
Nel secondo incontro tenutosi il 19 maggio invece, abbiamo invitato i nonni dei nostri bimbi presso il campetto sportivo del plesso di Macchiagodena.
I bimbi hanno accolto i nonni e hanno rivolto loro domande rispetto ai giochi di un tempo.
I nonni hanno poi spiegato ai bambini alcuni giochi come: campana, briciole, color color, indovina chi è stato.
E’ stato un incontro emozionante che ha visto l’interazione di due generazioni con vissuti totalmente differenti. I bambini hanno avuto la possibilità di comprendere come fosse facile
giocare tutti insieme all’aperto, divertendosi con poco.
Il gioco è un fattore determinante nella vita di ogni individuo, ecco perché popoli di ogni parte del mondo, a diverse latitudini, sentono il bisogno di giocare, sia da piccoli che in età adulta.
Concludiamo il nostro lavoro riportando le parole del poeta Pablo Neruda, perché ci sembrano le più adatte a completare il percorso, intrapreso quest’anno sull’importanza dei giochi tradizionali come mezzo di interazione e socializzazione.
“Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé”
Alcune foto dell’incontro con i nonni.
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