10/11/2021
LA DIPENDENZA MAMMA=FARE I COMPITI.
5 MOSSE PER EVITARLA.
"Mi siedo accanto a mio figlio per fargli fare i compiti, ma non posso alzarmi altrimenti non li fa più."
"Non ha difficoltà particolari quando fa i compiti, eppure vuole che stia sempre vicino a lui."
Quante mamme o quanti papà si ritrovano in questa situazione?
Lo conosciamo bene anche noi questo meccanismo di interdipendenza che scatta nel cuore, più che nel cervello, di tuo figlio. Cuore, ovviamente, in senso metaforico, perché quando tuo figlio fa i compiti e vuole assolutamente che tu sia presente, per tutto il tempo, parliamo di emozioni e sentimenti più che di competenze. In che senso?
Con alunni piccoli e anche più grandicelli (elementari e medie) abbiamo notato, nel corso del tempo, che anche se capaci e senza particolari difficoltà molti si sentono più sicuri se a loro fianco c'è un genitore, o chi per lui, che lo assista, a volte anche solo per avere conferma.
E' difficile non notare il visino insicuro e la mano con la matita titubante prima di scrivere la risposta sul quaderno in attesa di un tuo sguardo di approvazione, vero?
Anche per noi è cosi e a parte la naturale tenerezza che proviamo nei confronti dei nostri allievi, non possiamo non notare il sentimento di bisogno/insicurezza che si nasconde (ma neanche poi cosi tanto) dietro quegli occhietti stile gatto con gli stivali di Shrek.
Tenerezza e cartoni animati a parte però, se non vuoi passare tutta la giornata ad assistere tuo figlio mentre fa i compiti è necessario cambiare registro, senza perdere più tempo, GRADUALMENTE e a piccoli passi.
Ma come?
PER I BAMBINI DELLE ELEMENTARI
1. ORGANIZZA tutto il pomeriggio, compreso il momento giochi. Ad esempio: dalle 15.00 alle 15.30 gli fai fare un gioco che sceglie lui/lei, poi dalle 15.30 alle 16.30 si fanno i compiti e una volta finiti si fa un gioco che decide la mamma (divertente ovviamente e che non abbia a che fare con la scuola). OGNI giorno prima di iniziare questa routine lo/a avvisi, dicendogli quello che farete. Se noti che farlo giocare anche prima non funziona passa direttamente ai compiti.
2. ALZATI AL MOMENTO GIUSTO. Una volta cominciati i compiti, quando tuo figlio ha di fronte un esercizio facile (tipo ripassa le linee tratteggiate, disegna 3 palline sull'abaco) ecco, questo è il momento giusto per cominciare a staccarsi un po'. Una volta spiegato l'esercizio, aspetta che cominci a farlo e poi, con calma, gli dici che devi andare un attimo al bagno/in cucina/a prendere un fazzoletto (quello che vuoi), che torni subito e che può continuare. Punto. Non tornare subito (ad esempio dagli tempo di finire la prima linea tratteggiata). Una volta tornata anche se non ha finito ma è andato avanti lo stesso digli ugualmente che è stato bravo. Dopo la prima settimana aumenta gradualmente o i momenti in cui ti allontani o la durata, fino a quando arriverà a chiamarti solo quando ha bisogno o devi leggere la traccia dell'esercizio.
3. IL MOMENTO GIOCHI post compiti deve essere speciale, un momento che lui/lei non vede l'ora di vivere. Lo sai meglio di noi, i bimbi di 3-4-5-6-7 anni si meravigliano con poco (bolle di sapone, un fortino costruito con le coperte, una caccia al tesoro) quindi organizzati e goditi anche tu il gioco. Per questo motivo, se vedi che durante i compiti inizia a perdere tempo con cose che non c'entrano nulla con la materia, ricordagli che se continua cosi non farete in tempo a giocare dopo.
4. NIENTE SENSO DI COLPA. Non sentirti una cattiva mamma. Decidere di avviare tuo figlio verso un minimo di autonomia è un passo importante che costa tanta fatica e sudore, ma va fatto. Ovvio, un bimbo delle elementari va aiutato durante i compiti ma tocca anche iniziare a piantare il seme dell'autonomia, sua e tua (autonomia tua intesa come poter svolgere anche altre attività mentre lui fa i compiti).
5. NIENTE PANICO. Come (quasi) ogni cosa a questa età, le prime volte sono tutte delle prove. degli esperimenti. Non scoraggiarti se la prima settimana non ottieni molti risultati...ci vuole tempo, ci vuole pazienza, qualcosa ogni tanto va ricalibrata, qualcosa andrà bene e il giorno dopo la stessa cosa non andrà tanto bene...l'importante è avere chiaro l'obiettivo ed essere costanti e coerenti (adesso per mezzora facciamo un gioco che vuoi tu, poi facciamo i compiti e infine facciamo un gioco che propone la mamma, ogni giorno fino a quando diventerà automatico).
Per gli ometti e le donnine delle medie il concetto guida è più o meno lo stesso ma con qualche variante, essendo più consapevoli delle cose.