La storia del Sistema Scolastico Italiano
Il sistema scolastico italiano è organizzato su tre livelli (gradi):
Scuola elementare (primaria); durata 5 anni
Scuola media (secondaria di I grado); durata 3 anni
Scuola secondaria di II grado; durata complessiva 5 anni (in alcuni casi è presente un’articolazione interna in due cicli). La frequenza dei primi due gradi è obbligatoria per tutti i g
iovani che al termine conseguono la licenza di scuola media, necessaria per iscriversi al grado superiore. Ad esempio:
• Licei classici - ciclo unico - 5 anni
• Istituti professionali - due cicli - 3 + 2 anni
Al termine di cicli più brevi si conseguono titoli di studio intermedi:
• diploma di qualifica professionale
Al termine del quinquennio si consegue il “diploma di maturità” valido per l’accesso ai corsi di studio universitari, ai corsi di specializzazione professionale, al lavoro. Perché ci sono gli Istituti Professionali
Terminata la scuola media obbligatoria, molti giovani non vogliono, o non possono, intraprendere un ciclo scolastico che comporti necessariamente un impegno di almeno cinque anni ulteriori: essi non desiderano lasciare gli studi, ma cercano un percorso formativo che consenta loro di entrare il prima possibile nella vita attiva. Gli istituti professionali sono la risposta a questa esigenza: la via più rapida di accesso al lavoro, senza uscire dal sistema scolastico. Alcune fondamentali considerazioni spiegano perchè sia importante acquisire a scuola le basi della professionalità. Il mondo del lavoro, nei Paesi ad economia avanzata, è contraddistinto da continua, veloce evoluzione dei ruoli lavorativi, delle figure professionali, dei sistemi di produzione e, quindi, delle competenze necessarie a chi vi opera. Inoltre, il diffondersi dell’uso di complesse tecnologie in tutti i settori fa si che il lavoro si concentri nelle fasi di programmazione e controllo e nell'organizzazione. Ciascun giovane che si volge al lavoro deve essere pronto a sostenere un frequente avvicinamento delle proprie funzioni e perfino cambiamenti radicali del tipo di lavoro che svolge; dovrà porsi e risolvere problemi sempre nuovi, dovrà saper evolversi e riconvertirsi: la più preziosa delle sue qualità dovrà essere l’attitudine a imparare ancora. Questo “modo di essere” si consegue nella scuola nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza. Percorsi di formazione troppo presto caratterizzati da prevalenti attività addestrative o semplicemente operative possono avere qualche utilità a breve termine, ma non sono adatti a porre basi forti per rimanere nel tempo, validamente, nel lavoro. Negli istituti professionali, perciò, i primi anni del corso di studio sono finalizzati a far conseguire ai giovani un primo livello di professionalità insieme a un prezioso patrimonio di cultura, di abilità e di attitudini. La specializzazione in ambiti precisi di lavoro si consegue nel quarto e quinto anno, anche con cicli di lezioni tenute da consulenti che già sono esperti professionisti nel settore e con periodi di scuola-lavoro in azienda. Contemporaneamente gli allievi continuano lo studio di discipline umanistiche, scientifiche e tecnologiche per rafforzare le basi della professionalità e essere in grado di conseguire validamente il diploma di maturità. Ormai si è consolidato il fatto che il benessere ed il progresso di un paese sono indissolubilmente legati alla qualità e livello di formazione dei propri cittadini in quanto questo consente di creare condizioni sociali, produttive, organizzative e funzionali di elevata efficacia ed efficienza, in un epoca di intesa evoluzione tecnico-scientifica-culturale e sociale. Infatti i nuovi scenari a livello nazionale e mondiale sono caratterizzati da:
• esplosione delle conoscenze
• diffusione automazione
• integrazione orizzontale e verticale dei mercati
• complessità
• mutamenti indotti nelle professioni dalle nuove scoperte scientifiche e applicazione a livello tecnico-tecnologico
• velocità di trasmissione dei messaggi (villaggio globale)
• l’aumento dei ritmi delle trasformazioni in ogni campo (cambiamento)
Questo fa si che nel processo di formazione della persona una importanza avrà l’acquisizione dei contenuti mentre sono richieste nuove capacità quali:
• comunicazione
• flessibilità
• orientamento
• valutazione
• scelta
• modellizzazione
• progettualità
• apprendere in modo autonomo
• gestire la complessità ed il cambiamento
oggi non ci sono più norme etiche, convenzioni sociali, ruoli produttivi definitivi per cui era sufficiente acquisirli per poter essere persone responsabili ed operative, occorre quindi essere in grado di riprogettarsi continuamente per affrontare la complessità ed il cambiamento continuo a cui la società e l’individuo sono sottoposti. Cosa sono gli Istituti Professionali
Gli istituti sono uno degli ordini in cui è articolata l’istruzione secondaria di secondo grado nel sistema scolastico italiano. Ad essi sono ammessi giovani in possesso della licenza di scuola media. La loro finalità è di far conseguire ai giovani, in maniera integrata e coerente.
un livello di istruzione per la formazione della persona e del cittadino, corrispondente a quello degli altri ordini scolastici di pari grado;
una professionalità aderente alle esigenze del mondo del lavoro nazionale europeo. Gli istituti sono ripartiti in tre settori:
agricoltura
industria e artigianato
servizi
In ogni settore sono previsti più indirizzi, corrispondenti alle più significative aree di professionalità;
i piani di studio sono parzialmente differenziati secondo l’indirizzo prescelto. Prof. Giuseppe Olivero Ex Dirigente Scolastico