IIS LICEO Cicerone Pollione

IIS LICEO Cicerone Pollione Liceo Classico - Liceo Linguistico con opzione ESABAC - Liceo delle Scienze Umane con opzione Economico sociale - Liceo Made in Italy

05/06/2026
Un altro prestigioso risultato per la nostra scuola! Quattro studentesse del Liceo “Cicerone Pollione” di Formia hanno v...
03/06/2026

Un altro prestigioso risultato per la nostra scuola! Quattro studentesse del Liceo “Cicerone Pollione” di Formia hanno vinto la Finale dei Campionati nazionali di Debate in lingua sp****la svoltasi presso la sede centrale del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma il 27 e 28 maggio. “Prendere parte a un dibattito di tale rilevanza è stato estremamente emozionante. Nel momento in cui ho dibattuto personalmente, sono arrivata al cuore di questa pratica, riuscendo ad apprezzarne a pieno tutti i molteplici aspetti, che stimolano i giovani sia da un punto di vista del ragionamento logico e della pianificazione di tempi e strategie, sia da quello più profondamente umano, delle relazioni sociali e del rispetto e condivisione reciproci”. A raccontare è Cecilia D’Ippolito, studentessa del quarto anno del Liceo Linguistico. Lei e le sue compagne di classe Aleandra D’Acunto ed Emma Vagnani, insieme a Giorgia Giattino, studentessa del quarto anno del Liceo Classico, si sono aggiudicate il prestigioso primo posto. Si è trattato del momento conclusivo della sperimentazione della competizione in lingua sp****la, incominciata solo a marzo di quest’anno e fortemente voluta dalla Dirigente scolastica prof.ssa Carolina Gargiulo, all’interno di un progetto in lingua inglese più ampio e ormai decennale, promosso dall’I.T.E. “Enrico Tosi” di Busto Arsizio. Il Liceo “Cicerone Pollione” già negli anni precedenti, grazie alla vivace intuizione della Professoressa Marilinda Picano, referente per il nostro Istituto, aveva introdotto il progetto per la Sezione Lingua Inglese, comprendendone il grande valore educativo. Il dibattito è una pratica che fonda le sue radici nell'apertura al dialogo e all'ascolto, oltre che nelle capacità comunicative e nel pensiero critico. “Ho avuto l’onore di far parte di una squadra meravigliosa che mi ha dato tanto… Dalle mie compagne, Giorgia, Aleandra e Cecilia, ho imparato moltissimo, sia a livello scolastico e formativo che a livello morale. Mi hanno insegnato che la cooperazione è importante, che uniti si è più forti e si vince a prescindere, indipendentemente dall’esito di una gara, perché si vince nel momento in cui il gruppo è rimasto unito e ha raggiunto un unico grande obiettivo, il gioco di squadra. Ho capito che conoscere i punti di forza e i punti deboli dell’altro è molto importante affinché tutto possa funzionare bene e, grazie a loro, sono riuscita a comprendere e a credere di più in valori che, al giorno d’oggi, sono sempre più rari, come lealtà, fiducia e amicizia. I giorni trascorsi a Roma sono stati stupendi, nonostante vissuti con l’ansia e la tensione per la finale che, tuttavia, le mie compagne e io siamo state in grado di gestire, grazie anche al supporto reciproco e all’aiuto della nostra insegnante di spagnolo, la professoressa Beatrice Romeo, che fin da subito ha sostenuto noi e questo progetto. A lei e alla Dirigente scolastica vanno i nostri più sinceri ringraziamenti. E un ringraziamento speciale va a tutti i nostri compagni, insegnanti e familiari che, seppur lontani, non hanno mai smesso di starci vicino e di “tifare” per noi fino alla fine”: questa la testimonianza della finalista Emma Vagnani. Il Debate non è solo una competizione che valorizza le eccellenze ma è anche una valida e solida strategia di insegnamento che può risultare utile nella pratica scolastica in quanto, attraverso il dibattito, gli studenti apprendono l’importanza e il valore della cooperazione, dell’inclusione e del lavoro di squadra; imparano a gestire l’ansia e il tempo, i turni di parola, ad autovalutarsi, cogliendo i propri e gli altrui punti di forza e di debolezza. Sviluppano spirito critico e capacità di analisi e sintesi e imparano ad apprezzare valori quali la lealtà, la fiducia, l’amicizia e la riconoscenza. Le quattro studentesse del Liceo “Cicerone-Pollione”, nella finale presso il MIM che ha visto la loro vittoria contro la squadra dell’I.I.S. “Galileo-Pacinotti”di Pisa, hanno gareggiato sulla mozione “Esta Cámara cree que la UniónEuropea debería tener mayor control sobre los sistemas educativos nacionales”, sostenendo la posizione contraria. Nell’ultimo round prima della finale, lo scorso 19 aprile, avevano gareggiato e vinto sulla stessa mozione, sostenendo però la tesi a favore. Questo importante traguardo lusinga certamente le concorrenti, così come le docenti che le hanno preparate e sostenute, i compagni di Istituto che hanno fatto squadra nelle fasi preparatorie pre-gara, le famiglie, la Dirigente e tutta la comunità scolastica che accompagna gli studenti ogni giorno nel loro processo di crescita e formazione. La finale presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stata per le quattro studentesse del Liceo “Cicerone Pollione” anche l’opportunità di percorrere le stanze di rappresentanza del Palazzo sede del Ministero stesso, in un’interessantissima visita guidata a cura di una funzionaria dell’Ufficio delle Relazioni con il pubblico, che ne ha spiegato le origini storiche, il valore identitario e le testimonianze artistiche. Se si chiede a Giorgia e Aleandra di raccontare come hanno vissuto questa esperienza al Ministero dell’Istruzione dal punto di vista delle relazioni e del clima nel quale si sono svolte le due giornate delle finali del Debate, entrambe riferiscono di un’atmosfera piacevole, amichevole e conviviale. Hanno avuto occasione di conoscere ragazzi di tutta Italia – Sicilia, Puglia, Toscana, Veneto e Piemonte – con i quali si sono potute confrontare su culture, realtà, idee ed esperienze diverse. Per entrambe, come per Cecilia ed Emma, la finale del Debate a Roma ha rappresentato il momento conclusivo, tanto atteso e sperato, di un breve ma intenso cammino insieme, nel quale si sono sempre aiutate e sostenute con vivo senso di appartenenza e spirito di squadra. Grande soddisfazione viene espressa dalla Dirigente, prof.ssa Gargiulo, che sottolinea come siano state messe in gioco dalle ragazze non solo eccellenti competenze linguistiche ma anche una solida preparazione di base, ampia e approfondita e capacità logiche, argomentative e critiche tali da consentire loro di affrontare e vincere una prova così complessa. Sicuramente una ulteriore conferma del grande valore formativo del percorso di studi del liceo “Cicerone Pollione” di Formia che con la sua impostazione ampia e rigorosa contribuisce sempre alla formazione di cittadini consapevoli, capaci di interpretare la complessità della realtà contemporanea.

Visita alla Casa di Reclusione di Carinola: un incontro tra esseri umani.          “La maturità di un uomo non è stare i...
13/05/2026

Visita alla Casa di Reclusione di Carinola: un incontro tra esseri umani.
“La maturità di un uomo non è stare in piedi, bensì riuscire a rialzarsi”

La visita alla Casa di Reclusione “G.B. Novelli” di Carinola (CE), che noi ragazzi delle classi 5ªBL e 5ªBU del Liceo “M.T. Cicerone” abbiamo effettuato giovedì 7 maggio 2026, non solo si è prestata a mostrarci la realtà di un luogo fuori dal nostro contesto quotidiano e che non manca mai di pregiudizi da parte di chi non l’ha mai osservato da vicino, ma ha soprattutto permesso a noi giovani di avvicinarci ad un mondo che va ben oltre il pensiero ordinario, che si ha di un carcere. La nostra DS, la referente del progetto, le nostre docenti, che hanno reso possibile quest’uscita, ci hanno fornito un’opportunità senza eguali, perché noi abbiamo vissuto un’esperienza, che ci ha condotto verso una percezione totalmente nuova, mai esplorata, intrisa di profonde emozioni e soprattutto di un’umanità senza confini.
Quella che doveva essere una semplice uscita didattica, si è rivelata una delle esperienze umane più impattanti del nostro percorso scolastico, una lezione che ha travalicato i confini dei libri di testo per colpirci direttamente al cuore.
Per ovvie ragioni ci è stata mostrata solo una parte della realtà carceraria, costituita da chi ha commesso reati comuni, ma ha accettato di svolgere virtuosi percorsi formativi, riabilitativi, basati su rapporti di fiducia e soprattutto su una forte volontà di riscatto e di rinascita personale.

L’impatto iniziale è, come immaginabile, carico di tensione. L’estetica del carcere — le sbarre, i muri alti, i controlli — comunica immediatamente un senso di privazione. Tuttavia, questa sensazione di freddezza istituzionale è subito stemperata dall’accoglienza straordinaria della vicedirettrice, Dott.ssa Daniela Puglia. Le sue parole non sono solo un saluto formale, ma un invito alla consapevolezza civile. Ci spiega con estremo entusiasmo come il carcere rappresenti un "anello essenziale della società", una struttura che non deve essere vista come una “discarica sociale”, ma come un luogo di trasformazione. Ci colpisce molto la sua definizione della nostra visita come un alto gesto di maturità civile, la presenza di giovani studenti all'interno di un istituto di pena è il segno di un dialogo necessario tra la società civile e chi sta scontando una pena definitiva.
Subito per noi è interessante capire la natura della struttura di Carinola: un luogo abitato da chi ha avuto un percorso processuale con condanna definitiva. Questo cambia radicalmente la prospettiva psicologica del detenuto, perché non c'è più l'attesa del giudizio, bensì la consapevolezza di dover” abitare “il tempo della pena, che, come ci è stato spiegato, la Costituzione Italiana vuole orientato alla rieducazione e alla crescita, così come sancito dall'articolo 27.
Il momento centrale e anche più delicato è l’incontro con il Direttore, Dr. Stefano Martone, con gli educatori, con gli psicologi, con i docenti, con la polizia penitenziaria e poi, finalmente, con i detenuti. Entrando in quella sala, ci aspettiamo una separazione netta, quasi un confine invisibile tra "noi" e "loro", Invece troviamo una circolarità che ci spiazza. Vedere i detenuti seduti accanto alle autorità, con un senso di rispetto reciproco e un’atmosfera quasi "familiare", scardina molti dei nostri pregiudizi.
Guardandoli negli occhi, non vediamo "il reato", ma "la persona". C’è una tristezza profonda nel loro sguardo, ma c’è anche una dignità che non ci aspettiamo.
Approfondiamo così la realtà del “Condominio 21”, un termine che per noi prima non significava nulla e che ora diventa sinonimo di riscatto, infatti nell’ordinamento penitenziario rappresenta un ponte che permette ai detenuti con un percorso psicologico, la possibilità di lavorare, di formarsi, di sentirsi ancora parte produttiva del mondo. Emerge un paradosso sociologico che fa riflettere: molti di questi uomini trovano all'interno del carcere — attraverso i diplomi agrari e alberghieri, il teatro o la musica — quelle opportunità che la vita esterna, spesso segnata da contesti difficili, non ha mai offerto loro. La storia di Salvatore, che ha imparato il mestiere di elettricista tra queste mura e che oggi vede nel lavoro una nuova identità, è la dimostrazione che il cambiamento è possibile, ma richiede strumenti, che lo Stato ha il dovere di fornire.
Il momento saliente, che spezza quella barriera invisibile che inizialmente sembra separarci da loro, è il dialogo diretto con i detenuti
I primi istanti sono avvolti da un teso silenzio, quando la prima a rompere il ghiaccio è Carol che, timorosa di risultare troppo invadente, domanda loro quali sentimenti provino, ripensando agli atti delinquenziali commessi.
La domanda di Carol, pronunciata in un silenzio quasi sospeso, ha l’effetto immediato di amplificare le emozioni di tutti, ma, rotto il ghiaccio, dà davvero inizio ad un confronto tra noi ragazzi e loro. Insistiamo nel chiedere loro come si siano sentiti dopo aver commesso il reato, come abbiano vissuto il peso delle loro azioni illecite e il successivo pentimento, la consapevolezza di ciò che avevano fatto e il percorso che li ha portati a provare a cambiare e migliorarsi come persone.
Risponde un ragazzo che all’inizio era in disparte, quasi rannicchiato e nascosto dietro una porta, ha il coraggio di raccontarsi e con una voce carica di emozione ci parla del suo vissuto. In quel momento si percepisce tutta la sua fragilità, ma anche la sua voglia di essere ascoltato senza giudizio. È lì che l’impatto emotivo di ognuno di noi è fortissimo, perché ci obbliga a riflettere su quanto sia fondamentale dare seconde possibilità e non fermarsi mai all’apparenza o all’errore, senza conoscere la storia completa di una persona.
Altra toccante domanda viene dalla studentessa Syria, che chiede loro se nel profondo siano davvero riusciti a perdonarsi per il male compiuto e dove trovino la forza di restare in piedi di fronte al rimorso. La risposta pronta di uno di loro è che solo grazie alla famiglia hanno trovato e continuano a trovare la forza.
Molti di questi uomini sono entrati in carcere giovanissimi, alcuni poco più grandi di noi, altri sono nonni, ci descrivono l’orrore di vivere in un ambiente carcerario a contatto con criminali di ogni genere, pericolosi, ma tutti ribadiscono che la loro vera sofferenza non è la cella, né la mancanza di comodità, bensì è la perdita degli affetti.
Sentire il racconto di un ragazzo che ha un figlio di tre anni e che, in tutto questo tempo, ha visto solo due volte, crea in noi una voragine emotiva. Ci spiegano con estrema lucidità che, una volta varcata quella soglia, i soldi, il potere o la "vita spericolata" che li aveva sedotti, perdono ogni valore, resta solo la lacerante assenza delle persone amate. Il carcere è una continua elaborazione di un “lutto” per la perdita della propria libertà, per gli anni di vita sprecati, che non torneranno mai più, ma la vera pena per loro è non poter essere presenti, quando i propri figli crescono, quando i propri genitori invecchiano.
Quegli uomini continuano a dialogare con noi con un sorriso tenero, accogliente, che raramente svanisce dai loro volti, anche quando Giulia chiede se, nonostante gli errori commessi, la reclusione, lo sconforto, siano soddisfatti del loro percorso riabilitativo e se, benché siano privi della libertà di uscire fuori da lì, spiritualmente si sentano liberi dal peso del loro passato.
Tergiversano, tentano di sviare il discorso, fanno capire che i loro animi celano il rimorso e la vergogna, poi rispondono con fermezza che il futuro non si compra, ma si costruisce e che, anche se si cade, è importante rialzarsi.
A questo punto uno di loro legge una sua poesia dal titolo “Io ero come voi, voi sarete come me”, con la quale esprime l’invito accorato a non commettere i loro stessi errori, a "pensare due volte" prima di agire, a non lasciarsi trascinare da impulsi, che possano distruggere una vita in un attimo, ribadisce inoltre, che malgrado la diversità, tutti siamo esseri umani, tutti abitiamo lo stesso pianeta.
Poi ci parla della vita come di un "dono prezioso", un concetto che spesso noi giovani diamo per scontato, ma che lì dentro, dove ogni minuto è scandito dalle sbarre, acquista un valore sacro. È’ ammonimento materno e paterno allo stesso tempo, è la testimonianza di chi ha pagato a caro prezzo la propria imprudenza.
Il momento si conclude con un discorso della prof.ssa Chiappalone, che a pieni polmoni e con tanta emozione nella voce, fa appello alla Speranza come una delle poche cose che contano e che mai deve svanire, qualunque sia la situazione che si affronti.
Tutto termina con un forte applauso e la voglia di continuare a parlare, di non smettere di confrontarci e di restare uniti: questi sono istanti di tenerezza che rimarranno fermi dentro ognuno di noi.
Torniamo a casa con molte domande e poche certezze, ma con una consapevolezza nuova, perché capiamo veramente che il confine tra il bene e il male è a volte più sottile di quanto si possa pensare e che la società deve essere pronta non solo a punire, ma a curare e reintegrare.
La lezione di oggi a Carinola ci insegna l'importanza della responsabilità individuale e il valore inestimabile della libertà, non intesa come libertinaggio, ma come la possibilità di restare accanto a chi amiamo e di costruire qualcosa di buono per il mondo.
Sicuramente questa visita ci restituisce un’immagine del carcere come luogo di "crisi" nel senso etimologico del termine, ossia un momento di rottura che può portare alla distruzione o alla rinascita, ma noi ci sentiamo arricchiti per aver visto come, anche nel luogo del massimo rigore, possa fiorire la speranza attraverso lo studio, il lavoro e il recupero della dignità individuale.
Ringraziamo le docenti M. Cavolo, M. Pampena, G. Chiappalone, la DS., Prof.ssa Carolina Gargiulo, per averci offerto questa opportunità di crescita che, siamo certi, resterà uno dei momenti più significativi del nostro percorso scolastico di formazione di cittadini consapevoli.

Le classi 5ªBU e 5ªBL.

Tripletta di successi al Premio “Il Bicicletterario”- VIII edizioneIl binomio tra letteratura e mobilità sostenibile ha ...
13/05/2026

Tripletta di successi al Premio “Il Bicicletterario”- VIII edizione
Il binomio tra letteratura e mobilità sostenibile ha portato risultati straordinari al nostro Istituto nell'ultima edizione de Il Bicicletterario – Parole in Bicicletta. Il concorso per opere inedite che abbiano come tema la bicicletta, ideato in seno al Co.S.Mo.S. - Comitato Spontaneo Mobilità Sostenibile (un gruppo di attivisti e volontari) di Minturno, ha negli anni raggiunto adesioni di concorrenti di tutta l’Italia, segno forse della crescente sensibilità verso temi, quali la sostenibilità, di cui la bicicletta incarna l’aspetto più popolare e per questo ‘democratico’.

Sabato 9 maggio presso l’arena Mallozzi durante la premiazione, la nostra comunità scolastica è stata protagonista con ben tre riconoscimenti in diverse categorie, segno di un fermento creativo che ha coinvolto più livelli della vita liceale.

Il racconto “Pedalando sul tuo ricordo” di Christian Viccaro della classe 2C del Liceo Linguistico “M.T.Cicerone” è stato premiato con il terzo posto nella categoria giovani, distinguendosi per la capacità di tradurre in parole l'immaginario legato alle due ruote, alla lezione di vita appresa dalla nonna e trasformata dal protagonista in speranza per tutti.

Sempre un aforisma di Christian Viccaro è stato selezionato e pubblicato nell’antologia “Terra mia” (Caramanica editore) che riunisce tutti i menzionati e premiati del Concorso.

A completare il quadro, il primo premio assegnato alla Prof.ssa Severino nella sezione Adulti con il racconto “La bicicletta di Mimì”, una storia forte di resilienza ambientata tra i vicoli di Napoli. Durante la premiazione la docente ci ha tenuto a spiegare come l’idea di partecipare a tale Premio Letterario sia nata proprio tra i banchi, durante un laboratorio extracurricolare di tecniche di scrittura, tenutosi a scuola con la partecipazione di studenti dell’intero Istituto “Cicerone-Pollione” e la collaborazione della prof.ssa Daniela Di Somma.

Una conferma di come l’impegno dei ragazzi, il lavoro di gruppo e il confronto guidato siano linfa di idee preziose.

Proprio questo spirito è racchiuso nell'aforisma creato da Christian e che vogliamo condividere come augurio per tutti i nostri studenti e per chiunque creda nel valore del proprio cammino:

"Non cambiare sogno: rallenta, respira, vivi ma continua a pedalare."(C.Viccaro)

Home >MALAGA “La Ciudad del Paraíso"MALAGA “La Ciudad del Paraíso"Così  la definì il poeta Vicente Aleixandre.  Seconda ...
12/05/2026

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MALAGA “La Ciudad del Paraíso"
MALAGA “La Ciudad del Paraíso"
Così la definì il poeta Vicente Aleixandre. Seconda città dell’Andalusia, quinta città più grande della Spagna e capitale culturale ed economica della Costa del Sol, Malaga, dal 21 al 27 aprile 2026 ha accolto, per lo stage in lingua sp****la, 42 studenti delle classi 4AL, 4BL, 4CL e 5DL del Liceo Linguistico “M.T.Cicerone”, accompagnati dalle docenti Rita Alicandro, Beatrice Romeo, Michela Pampena e Patrizia Furia.

Un’esperienza unica per praticare lo spagnolo nella quotidianità, approfondendolo in modo coinvolgente, sia attraverso le lezioni con i docenti madrelingua della “Escuela de Idiomas Carlos V”, sia attraverso le varie attività e le visite guidate che hanno permesso ai ragazzi di scoprire la bellezza di una città crocevia, lungo i secoli, di culture e popoli diversi (fenici, greci, romani, arabi) che hanno lasciato impronte indelebili nella storia, nella lingua, nell’ arte e nelle tradizioni , ma anche una delle città europee più moderne e dinamiche.

Bellissimo esplorare i luoghi più emblematici di questa città immersa nel verde: la Cattedrale, con la sua architettura imponente, la vivace Calle Larios, cuore pulsante della vita cittadina, il castello del Gibralfaro, che domina la città e regala panorami spettacolari sul Mediterraneo, la fortezza dell'Alcazaba, il Teatro Romano, la spiaggia de La Malagueta. Interessante, inoltre, vedere il connubio tra antichità e modernità con la visita al Museo Picasso, alla casa natale dell’artista e al Centro Pompidou.

Particolarmente suggestiva è stata l’escursione all'Alhambra di Granada, il complesso monumentale Patrimonio dell'Umanità UNESCO. I giardini del Generalife, i Palazzi Nasridi e l'Alcazaba hanno incantato gli studenti, offrendo loro uno sguardo privilegiato sull'arte e sulla civiltà araba in Spagna.

“Interagire con gli abitanti del luogo, ordinare tapas nei tipici chiringuitos (chioschi) , gustare tutti insieme una paella, o imparare i passi della danza gitana in una coinvolgente lezione di flamenco…. un'immersione totale nella cultura sp****la!“ affermano gli studenti. “Lo stage a Malaga ci ha permesso, non solo di migliorare le nostre competenze linguistiche, ma anche di vivere un'esperienza di crescita personale e di arricchimento culturale che rimarrà a lungo nei nostri ricordi”.

♻️ Raccolta RAEE: diamo nuova vita ai rifiuti elettronici!Il liceo Cicerone Pollione, nell'ambito del progetto Eco-Schoo...
11/05/2026

♻️ Raccolta RAEE: diamo nuova vita ai rifiuti elettronici!

Il liceo Cicerone Pollione, nell'ambito del progetto Eco-Schools e in collaborazione con Formia Rifiuti Zero, organizza una giornata speciale dedicata al riciclo corretto dei piccoli dispositivi elettronici.

📅 Quando: Mercoledì 13 Maggio
📍 Dove: Presso le sedi del Liceo Classico Vitruvio Pollione e Liceo Marco Tullio Cicerone.

Cosa puoi portare?
✅ Cellulari e Tablet
✅ Caricabatterie e cavi
✅ Mouse, telecomandi e piccoli accessori

Non lasciarli nel cassetto! Portali a scuola e contribuisci attivamente alla salvaguardia dell’ambiente. Ricorda: "Un piccolo gesto per un grande cambiamento!" 🌍

CiceronePollione

“Saper fare, saper tessere – Medialab”: l’esperienza degli studenti del Liceo CiceroneDal 27 al 29 aprile, noi studenti ...
30/04/2026

“Saper fare, saper tessere – Medialab”: l’esperienza degli studenti del Liceo Cicerone
Dal 27 al 29 aprile, noi studenti della 2AM dell’indirizzo Made in Italy del Liceo Cicerone abbiamo partecipato al progetto “Saper fare, saper tessere – Medialab” presso San Leucio.
È stata un’esperienza formativa intensa, che ci ha permesso di metterci in gioco sia dal punto di vista creativo che pratico, lavorando insieme ad altri studenti e confrontandoci sul valore del Made in Italy.
“Abbiamo iniziato con un’attività di confronto di idee: ognuno ha espresso una parola per descrivere il Made in Italy.” Attraverso il confronto siamo riusciti a sintetizzare tutte le idee in una parola collettiva, che è diventata la base per costruire una definizione più ampia. Questa frase è stata sviluppata e arricchita nel corso dei giorni successivi.
Il secondo giorno è stato dedicato interamente ai laboratori, durante i quali abbiamo approfondito e reso più concreta la nostra idea. Un momento significativo è stata la visita al setificio di San Leucio, dove abbiamo osservato da vicino la lavorazione della seta. Questa esperienza ci ha fatto comprendere il legame tra tradizione artigianale e innovazione, elementi fondamentali del Made in Italy.
Successivamente siamo passati alla fase creativa: ogni gruppo ha elaborato un proprio concept visivo e ciascun officina ha realizzato un elaborato, disegnando e cucendo il proprio contributo. L’unione di tutti i lavori ha dato vita a un’opera collettiva, espressione concreta del percorso svolto insieme.
Nella giornata conclusiva, due studenti per gruppo hanno presentato il lavoro, spiegando il processo creativo e il significato del progetto. In particolare, è emerso come il Made in Italy sia stato interpretato attraverso quattro ambiti principali – abbigliamento, arredamento, alimentare e automazione – visti come “porte” che rappresentano tradizione, creatività, innovazione e capacità di trasformare anche gli errori in opportunità. È stato un momento importante di condivisione e confronto.
L’esperienza si è conclusa con la premiazione del concorso “Il mio territorio: un patrimonio di eccellenza da rappresentare”, alla presenza del Ministro Giuseppe Valditara.
Questi tre giorni ci hanno insegnato che il Made in Italy non è solo un marchio, ma un insieme di valori che uniscono creatività, tradizione e collaborazione. Un’esperienza che ha arricchito il nostro percorso di studi.

La locuzione evangelica “Nemo profeta in patria sua” è stata decisamente sfatata il 22 Aprile u.s., quando gli studenti ...
24/04/2026

La locuzione evangelica “Nemo profeta in patria sua” è stata decisamente sfatata il 22 Aprile u.s., quando gli studenti del Liceo “Marco Tullio Cicerone” hanno avuto l’onore e il piacere di incontrare nei locali della palestra la “formiana”, Prof.ssa Antonella Prenner, scrittrice di successo, stimata filologa , docente universitaria di Letteratura Latina all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che ha ammaliato la platea con la sua peculiare capacità di stabilire al di là del tempo e dello spazio “connessioni culturali e prima ancora emotive” con gli scrittori del mondo antico.
Marco Tullio Cicerone viene presentato come homo novus, che intreccia indissolubilmente politica, oratoria e retorica e fa dell’arte del dire il mezzo per raggiungere il personale desiderio di gloria e per difendere la res publica e la libertas, proseguendo nella seconda parte con l’allontanamento per lui doloroso dalla politica, i dolori familiari, fino alla tragica morte a Formia per mano di sicari di Marco Antonio, il 7 dicembre del 43 a.C.
Alla conclusione della conferenza, che è stata anche arricchita da aneddoti sul rapporto di Cicerone e Formiae, dalla lettura di brani ed epistulae, nonché dalla curiosità degli studenti, ognuno è andato via con la consapevolezza che l’incanto di quel momento continuerà a vivere per molto tempo.
Un ringraziamento sentito va rivolto alla amabilità della Prof.ssa Antonella Prenner, alla quale, nel salutarla, tutto il Liceo “Cicerone” ha detto” arrivederci” al prossimo incontro, e al contributo indefettibile della D.S., Prof.ssa Carolina Gargiulo.
G. Chiappalone

La splendida cornice del parco archeologico di Minturnae e la suggestiva atmosfera del cimitero inglese hanno accolto og...
21/04/2026

La splendida cornice del parco archeologico di Minturnae e la suggestiva atmosfera del cimitero inglese hanno accolto oggi i ragazzi delle classi IBl e II Bl del Liceo Cicerone. Grazie di cuore alla professionalità e alla disponibilità della dott.ssa Valentina Treglia che ha fornito indicazioni interessanti e puntuali.
Un grazie particolare alla nostra mitica prof.ssa Rita Alicandro, che ci ha portato a passeggio per chiese e squarci pittoreschi del borgo di Traetto.

Indirizzo

Formia
04023

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