Studio Spazio Lilac-Formazione e Psicoterapia

Studio Spazio Lilac-Formazione e Psicoterapia Studio di formazione e psicoterapia per imparare ad essere davvero se stessi Questa pagina nasce per dar voce alle persone che vogliono stare bene.

La protesta non basta. E' necessario voler affrontare la fatica, la paura e il dolore che precedono il cambiamento. Nel mio studio mi occupo di psicoterapia ad indirizzo Rogersiano (Psicoterapia Centrata sulla Persona) e analisi bioenergetica. In più, attivo da tanti anni percorsi di formazione ed eventi per riflettere insieme su come vivere meglio. Nella vita e nel lavoro.

"... I miei demoni li ho nutriti con l'accettazione e l'ascolto... Li ho fatti sedere intorno a me e li ho chiamati per ...
30/08/2026

"... I miei demoni li ho nutriti con l'accettazione e l'ascolto... Li ho fatti sedere intorno a me e li ho chiamati per nome, solo allora hanno smesso di farmi paura e sono diventati alleati potenti.. Avevano il nome di mio padre, del ricatto, dell'invisibilità, dell'inadeguatezza, del dolore della perdita, della ferita d'amore, della paura.. Finché li ho combattuti o ignorati hanno divorato la mia vita e le mie relazioni.. I demoni vanno abbracciati, in quel momento ti apriranno le porte della rinascita.. Il demone della paura ti parlerà di quanto ti sei allontanata dalla tua natura, ti parlerà delle passioni che hai messo a tacere, della tua voce che Non ascolti più, di come sei rimasta incastrata in una vita che non è quella che desideri.. Il demone dell'invisibilitá ti racconterà del tuo bisogno di brillare, quello dell'inadeguatezza ti mostrerà i tuoi doni e il tuo potere personale.. Ognuno di loro avrà una storia da raccontarti, ascoltala.... I demoni sono come i draghi, vanno baciati, non vanno uccisi.
Bride An Geal
Art Lethabo Huma, Sud Africa'

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Ovviamente vale anche per gli uomini che stanno con donne tossiche!
26/08/2026

Ovviamente vale anche per gli uomini che stanno con donne tossiche!

Come riconoscere subito una relazione potenzialmente pericolosa in 10 mosse
(E, soprattutto, smettere di credere di poter “salvare” chi ti sta distruggendo)

1. Ti fa sentire “speciale” troppo presto.

Ti idealizza, ti dice che sei “la donna che aspettava da sempre”, che “non ha mai provato nulla di simile”.
Non è amore, è strategia di aggancio.
Serve a legarti velocemente, a farti abbassare le difese.
Il vero amore non brucia i tempi, li costruisce, li scandisce con cura e rispetto.

2. Vuole sapere sempre dove sei e con chi.

Lo chiama “interesse”, ma è controllo.
Non è “gelosia”, è sorveglianza emotiva.
Quando ogni tuo spostamento diventa oggetto di interrogatorio, non sei amata, sei assediata/infestata.

3. Ti isola. Lentamente, ma sistematicamente.

Ti convince che “le tue amiche non ti capiscono”, che “la tua famiglia è invadente”.
Ti vuole sola perché più sei sola, più diventi gestibile.
Ricorda: un uomo che ha bisogno di eliminare il tuo mondo per farsi spazio…
vuole renderti prigioniera, non condividere la tua vita.

4. Alterna attenzioni estreme e freddezza totale.

Ti confonde, ti destabilizza, ti fa sentire colpevole di “aver fatto qualcosa di sbagliato”.
È rinforzo intermittente: la tecnica manipolativa più potente che esista.
Ti abitua a elemosinare affetto, a sopportare tutto pur di ritrovare “quel lato dolce di prima” che non tornerà mai perché era solo un inganno.

5. Ti colpevolizza per ogni suo malessere.

“Mi fai arrabbiare.”
“Mi hai deluso.”
“Mi hai costretto a reagire così.”
Ti fa credere di essere la causa dei suoi scatti, dei suoi silenzi, dei suoi disastri.
In realtà stai solo assumendoti la responsabilità della sua patologia.

6. Usa l’amore come arma di ricatto.

Ti punisce con il silenzio, con la distanza, con la minaccia di andarsene.
L’amore sano non si usa per terrorizzare chi ti sta accanto.
Questo non è amore. È violenza psicologica.

7. Umilia, ironizza, ridicolizza.

Spesso lo fa “scherzando”, ma il messaggio è sempre lo stesso:
tu vali meno, tu sbagli, tu non sei abbastanza.
Le parole lasciano ferite invisibili, ma profonde.
E una donna che comincia a dubitare del proprio valore è una donna già in trappola.

8. Ti fa sentire in debito per ogni gesto.

“Con tutto quello che faccio per te.”
Questa frase è il manifesto della manipolazione affettiva.
Ti dà per potersi riprendere tutto con gli interessi.
E quando smetterai di “essere riconoscente”,
scoprirai quanto può essere violento il suo “amore”.

9. Minimizza, nega, giustifica.

Quando lo affronti, non chiede scusa.
Ti dice che “hai capito male”, che “sei esagerata”, che “sei troppo sensibile”.
Ti induce a dubitare della tua percezione, del tuo giudizio, della tua lucidità.
Questo si chiama gaslighting.
Ed è il preludio alla tua disintegrazione emotiva.

10. Ti convince che senza di lui non sei niente.

Ti prosciuga l’identità, ti fa credere che da sola non ce la farai mai.
E quando inizi a crederci, ha già vinto.
Ma ricordati questo: nessuno ti completa, se prima ti distrugge.

Questo tipo di uomo non cambia.
Non lo puoi curare.
Non lo puoi guarire.
E soprattutto non lo puoi salvare.

Non sei un laboratorio di riparazione per maschi fallati.
Non è il tuo amore che lo trasformerà.
È la tua assenza che lo disinnescherà. Proteggiti. Chiedi aiuto. Allontanati.

Smetti di credere che stare con qualcuno significhi essere qualcuno.
Perché quando costruisci la tua identità sulle macerie emotive di chi ti consuma,
non stai vivendo un amore, stai partecipando alla tua cancellazione.

La figura dello psicoterapeuta, mentre svolgi terapia, non può diventare tuo amico, non può ve**re con te a prendere l’a...
25/08/2026

La figura dello psicoterapeuta, mentre svolgi terapia, non può diventare tuo amico, non può ve**re con te a prendere l’aperitivo, non può raccontarti le sue cose durante la seduta, non può farti sentire una persona sbagliata e non ti può colpevolizzare del suo operato. Se hai vissuto queste o altre cose spiacevoli che stai ancora giustificando, scappa a gambe levate.



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IL CALDO NON È L’UNICA COSA CHE TI STA TOGLIENDO ENERGIA.Il lavoro. Il caldo. Il peso delle responsabilità.Le cose da or...
17/08/2026

IL CALDO NON È L’UNICA COSA CHE TI STA TOGLIENDO ENERGIA.

Il lavoro. Il caldo. Il peso delle responsabilità.
Le cose da organizzare.
Le persone a cui pensare.
E quei pensieri che continuano a girare anche quando, finalmente, potresti fermarti.

Magari da fuori sembri perfettamente funzionante.
Ma dentro senti che sei pienə.
Piena di cose da fare.
Di pensieri. Di tensioni.
Di emozioni che non trovano abbastanza spazio.

E allora non hai necessariamente bisogno di “resistere meglio”.

Forse hai bisogno di uno spazio in cui non dover reggere tutto.
Uno spazio per fermarti, ascoltare cosa sta succedendo dentro di te e ritrovare un po’ di respiro, nella mente e nel corpo.

Se ti riconosci, scrivimi.
Potrei avere proprio ciò che stai cercando.💕

Mandami in privato la parola SPAZIO e ne parliamo.

Forse in questi giorni siamo tutti un po’ più irritabili. E forse non è il caso di farne subito una questione psicologic...
12/08/2026

Forse in questi giorni siamo tutti un po’ più irritabili. E forse non è il caso di farne subito una questione psicologica.
Fa caldo. Da tanto tempo.

E quando il corpo è affaticato, dormiamo peggio, recuperiamo meno e anche la nostra capacità di gestire le emozioni può risentirne.

Così può succedere di avere meno voglia di fare, meno pazienza e molta più voglia di discutere per cose che, in un altro momento, avremmo lasciato correre.

Non è tutto colpa del caldo, naturalmente. Ma neanche possiamo far finta che non abbia nessun effetto su di noi.

Sopportare per giorni qualcosa che ci disturba e che non possiamo controllare è faticoso. Soprattutto perché non possiamo fare molto per eliminarlo: possiamo proteggerci, cercare un po’ di sollievo e aspettare che passi.

Nel frattempo, però, possiamo almeno accorgerci che siamo più vulnerabili del solito.

E magari, prima di prendercela con noi stessi perché non abbiamo voglia di fare niente, o con qualcuno perché ci sta dando terribilmente sui nervi, possiamo dirci:

“Ok. Oggi sono veramente al limite.”

Possiamo anche dirlo agli altri.

E poi c’è sempre un’ultima possibilità: imprecare tutti insieme contro il caldo.

Non servirà assolutamente a niente.

Ma potrebbe essere sorprendentemente liberatorio.

E se solo immaginando la scena vi è venuto da sorridere, direi che qualcosa ha già funzionato.

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La cosa più difficile della manipolazione non è accorgersi che l’altro ha mentito.È accettare che tu gli abbia creduto. ...
08/08/2026

La cosa più difficile della manipolazione non è accorgersi che l’altro ha mentito.
È accettare che tu gli abbia creduto.



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Che lavoro fai?”È una delle prime domande che rivolgiamo quando conosciamo qualcuno.Quasi mai chiediamo:“Chi sei?”Non è ...
03/08/2026

Che lavoro fai?”

È una delle prime domande che rivolgiamo quando conosciamo qualcuno.
Quasi mai chiediamo:“Chi sei?”

Non è un dettaglio.
È il segno della cultura in cui viviamo.

Una cultura che ci insegna, fin da piccoli, che quello che produci racconta chi sei.
Per questo, a volte, smettiamo di usare il lavoro per vivere e iniziamo a usarlo per esistere.



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Ho imparato una cosa, osservando le persone.Raramente ci prendiamo cura di noi perché stiamo bene.Molto più spesso inizi...
30/07/2026

Ho imparato una cosa, osservando le persone.
Raramente ci prendiamo cura di noi perché stiamo bene.
Molto più spesso iniziamo quando abbiamo paura di perdere qualcosa.

Ci sono persone che ricevono tanto e non dicono mai grazie. Non parlo della parola.Quella la impariamo da bambini.Parlo ...
27/07/2026

Ci sono persone che ricevono tanto e non dicono mai grazie. Non parlo della parola.
Quella la impariamo da bambini.
Parlo di quella sensazione che ti attraversa quando qualcuno ti dedica tempo, energie, presenza.
Quando capisci che quello che hai ricevuto non era dovuto.
La gratitudine non è buona educazione.
È una capacità emotiva.
E questa capacità non cresce da sola. Se da piccoli non abbiamo imparato a riconoscere ciò che riceviamo, se abbiamo vissuto l’aiuto come un’umiliazione, un obbligo o qualcosa di scontato, da adulti possiamo arrivare a non sentirla affatto.

Eppure la gratitudine cambia il modo in cui stiamo nelle relazioni.

Ci rende meno soli.
Meno arrabbiati.
Meno convinti che il mondo ci debba qualcosa.
La buona notizia è che si può imparare anche da grandi.
Perché la gratitudine non è dire “grazie”.
È accorgersi che qualcuno, a un certo punto della tua vita, ha scelto di esserci.
E questo non è mai scontato

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Via Cerchia 183
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Martedì 09:30 - 19:30
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