17/06/2026
𝐏𝐎𝐒𝐓 𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐄𝐆𝐔𝐄 𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐂𝐄𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐒𝐔𝐋 𝐑𝐀𝐏𝐏𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐓𝐑𝐀 𝐏𝐀𝐏𝐀' 𝐄 𝐁𝐈𝐌𝐁𝐈 (ma che spazia oltre)
E’ un post che non necessita di tanti commenti, ma che rappresenta una delle più grandi verità in cui si sbatte la testa diventando il genitori: 𝐈𝐋 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐄’ 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐓𝐔 𝐋𝐎 𝐕𝐔𝐎𝐈.
1.PERCHE’ E’ UN’ALTRA PERSONA DA TE
2.PERCHE’ NON E’ COME TE (per andare più nel dettaglio rispetto al primo punto!)
3.PERCHE’ E’ COMUNQUE UNA PERSONA IN CRESCITA (e fa quello che può in virtù di come funziona il suo “software”)
E’ vero anche che a volte NON è così impegnativo essere genitori se ci sono aspetti di temperamento del bambino più “favorevoli” e quel piccolo d’uomo appare tutto sommato “semplice da maneggiare” (br**ta espressione ma molto rappresentativa):in quelle circostanze essere genitori assomiglia di più ad una passeggiata più o meno pianeggiante.
A volte invece devi stare costantemente SULL'ATTENTI perché l’esperienza insieme è un TREKKING, colmo di imprevisti,di strade senza uscita, di continui “ricalcola” sul percorso, perché tu volevi percorrere un sentiero e invece NO. Devi tornare indietro nonostante i piedi dolenti e magari il morale a terra perché quell’escursione non doveva proprio andare così.NON TE L'AVEVANO VENDUTA COSì.
E vale anche per il rapporto tra papà e bimbo, quando i papà cercano la propria strada, in attesa di un domani in cui sarà più semplice relazionarsi ma che non arriva,mentre l’oggi è burrascoso e prevalgono a voce, o senza, “i non ti voglio, vai via,voglio la mammaaaaa”.Con l’impotenza, il senso di inutilità e la frustrazione che fanno capolino.
𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐎𝐍 𝐋𝐈𝐍𝐄 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐝𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐩𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐤𝐤𝐢𝐧𝐠 𝐩𝐞𝐫 𝐌𝐄𝐓𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐑𝐁𝐎, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐩𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐚𝐦𝐩𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐧𝐮𝐝𝐞…𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨.
09/06/2026
𝐀𝐕𝐄𝐓𝐄 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐁𝐄𝐍𝐄.
La scuola finisce (o è già finita!), inizia il tetris dei centri estivi per molti, poi forse trascorreremo qualche settimana tra casa/mare/collina/montagna/piscina, ma 𝐈𝐍 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐄 𝐒𝐓𝐀𝐆𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐑𝐈𝐌𝐀𝐍𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐆𝐄𝐍𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈.
D'estate vorremmo leggerezza, semplicità e ritmo più slow...
.. ma molto spesso con il tempo insieme che aumenta aumentano anche le fatiche, la tensione, lo stress.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐨𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐠𝐨𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞, 𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞, 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥'𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥'𝐞𝐬𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐯𝐢. 𝐀𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐧𝐳𝐞. 𝐀𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀. 𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐜𝐮𝐛𝐨.
𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒̀ 𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑜. 𝐼𝑛𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 "𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎", 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎̀ 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲̀ 𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗰𝗲𝗯𝗲𝗿𝗴, 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝘀𝘂 𝗴𝗼𝗼𝗴𝗹𝗲 𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗿𝘂 𝗱𝗶 𝗶𝗴, 𝗺𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲̀ 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 "𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮" 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼.
𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐔𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄𝐃𝐔𝐂𝐀𝐓𝐈𝐕𝐀 𝐎𝐍 𝐋𝐈𝐍𝐄 𝐑𝐈𝐌𝐀𝐍𝐄 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐀 𝐋'𝐄𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄.
06/06/2026
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Lo so che cosa state pensando (e vi ho provocato con il momento peggiore della giornata! ). Sono mamma e alcune frasi me le sono dette anche io per GIORNI, SETTIMANE, MESI, ANNI.
“𝑁𝑜 𝑛𝑜, 𝑠𝑡𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑖̀, 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑚𝑖𝑐𝑎 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟𝑒”
“𝑆𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑑𝑒𝑠𝑠𝑜, ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑒 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡’𝑜𝑟𝑎 𝑒 𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑙𝑜𝑟𝑜”.
L'elenco potrebbe proseguire con il repertorio personalizzato di ciascuna. 𝑳𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒇𝒓𝒂𝒔𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆?
Questo secondo post che riguarda la relazione tra padri e figli viene dalle storie di questi giorni su questo tema così caldo. 𝐈𝐧𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐡𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐚𝐦𝐦𝐞 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐥’𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐚𝐬𝐩𝐚𝐧𝐨.
Perché a volte per i papà è difficile posizionarsi, ma può diventare un alibi. Perché mamme e papà non sono intercambiabili, specie all’inizio, ma non è detto. A volte ci sono bambini che fanno più fatica,altri imparano presto ad accettare altre figure (non solo il papà, ma anche nonni/zii…).
Il fatto è che se non proviamo restiamo sempre al palo pensando che “tanto il bambino non è pronto”. LUI.
Quindi dopo 1 o 2 tentativi ci mettiamo spesso il cuore in pace (non parlo di situazioni più complesse dove tentativi numerosi non danno esito).
Una mamma mi raccontava di una festa della donna in cui era uscita. Il marito, supportato dalla nonna,la attendeva con il dito puntato e malediceva la serata e future “strambe” idee di uscite.Lui si era trovato in braghe di tela, per una volta, e aveva dovuto ti**re fuori tutto il suo intuito.
I CIRCOLI VIZIOSI DA CUI NON RIUSCIAMO AD USCIRE SONO ANCHE QUELLI IN CUI CONTINUIAMO A STARE PER LA TENDENZA AL CONTROLLO, ALLA NON FIDUCIA E AL QUIETO VIVERE.PERCHE’ DOBBIAMO SUPERVISIONARE MICRO, MACRO E MEGA.PERCHE’ SE NO CI SENTIAMO IN COLPA O QUALCUNO CI FA SENTIRE COSì.
𝐕𝐞 𝐥𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐫𝐨̀ 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐝𝐚𝐠𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢. 𝐂𝐡𝐢𝐬𝐬𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐦𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞.
29/05/2026
Le vedo le mamme che pur essendo in coppia devono fare tutto da sole. Non perché i papà non ci vogliano essere, anzi, magari non ci sono per trasferte lavorative che aiutano l’economia familiare o perché da liberi professionisti il tempo è denaro. A volte però non ci sono perché non sono interessati ad esserci.
Sono spesso le mamme che “sclerano”, quelle che mi contattano perché non ne possono più, quelle che “il bambino non mi lascia vivere” e che quelle poche ore dopo la scuola sembrano durare un’infinità. Quelle che poi urlano, si arrabbiano, poi si sentono in colpa per quello che hanno fatto o detto.
Una mamma una volta mi ha parlato di sua figlia come una “sanguisuga”.
Dietro a quelle parole che è facile giudicare mi fermo e ascolto: c’è una fatica, la pressione di giorni, settimane, mesi, anni che trasforma il rapporto tra la mamma e il suo bambino a volte in una morsa.
Sempre più indispensabili e non sostituibili… diversamente da quello che il cammino della crescita generalmente prevederebbe.
Sempre più disturbate da chi sempre chiede, vuole, reclama attenzione.
Perché per tante, quel tempo esclusivo e appagante di oggi è meraviglioso, ma domani potrebbe diventare straziante.
ALLORA DOBBIAMO COSTRUIRE GIÀ DA OGGI DELLE OCCASIONI PER RIEQUILIBRARE CIÒ CHE AVVIENE QUANDO DA 2 SI DIVENTA 3 (O ANCHE DI PIÙ).
PERCHÉ PIU' LE RIMANDIAMO PIù MALE CI FACCIAMO, PENSANDO ESATTAMENTE IL CONTRARIO.
15/05/2026
15 MAGGIO - FESTA DELLA FAMIGLIA
Una famiglia è una famiglia sempre, come dice questo splendido albo di Sara O’Leary, edito da La Margherita edizioni.
Iniziamo a seminare un po’ di umanità, allarghiamo le vedute, vediamo le possibilità piuttosto che le differenze, pratichiamo l’ascolto, perché qua di odio ne abbiamo abbastanza. Che a furia di seminarlo e coltivarlo off e on line guardando quanto sono anomali gli altri, assistiamo sempre più spesso ad episodi che sanno di età della pietra, ad adolescenti che varcano le porte della giustizia minorile perché sono incapaci di stare di fronte a ciò che è diverso da loro. E allora siccome sei diverso vali come un oggetto.
SEMINIAMO IL PENSIERO CHE L’UMANITÀ È ALL’INSEGNA DEL PLURALE.
E allora valorizziamo nelle famiglie ciò che c’è. Insegniamo che la famiglia è tante cose, nelle sue diverse forme e ciò che le dovrebbe caratterizzare tutte è che siano un NIDO in cui trovare AMORE, PROTEZIONE, INCORAGGIAMENTO PER SPICCARE IL VOLO DELLA VITA.
Buona festa della famiglia!
12/05/2026
𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐔𝐍𝐀 𝐕𝐎𝐋𝐓𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀𝐓𝐀 𝐌𝐀𝐌𝐌𝐀 𝐇𝐎 𝐂𝐀𝐏𝐈𝐓𝐎 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐀 𝐆𝐄𝐍𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀̀.
Intuizioni sulle gioie e gli abissi dei genitori che non sono comprese nella quantità o tipologia di targhe attaccate al muro perché i nostri master più sfidanti hanno in verità 1 cuore e 2 gambe sempre in moto.
Nel mio post parto scompigliato in cui, nonostante due lauree da 110 e lode, non riuscivo neanche a fare delle banali operazioni matematiche per capire le dosi dell’artificiale, ho scelto per amore e per forza che davanti alla pediatra sarei stata “solo la mamma di…"
𝐏𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐚 𝐥𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐬𝐢𝐚𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐦𝐚𝐦𝐦𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚.
Per fare spesso anche delle figure da ebete chiedendo più volte la stessa cosa mentre controlli che il figlio non si arrampichi in ambulatorio come facesse arrampicata sportiva, tenti di fare bella figura, ribolli perché hai addosso i tuoi vestiti, i suoi e cerchi di memorizzare posologie che ti sembrano in arabo.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐝𝐚𝐠𝐨𝐠𝐢𝐬𝐭𝐚/ 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐚/ 𝐩𝐮𝐞𝐫𝐢𝐜𝐮𝐥𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞/ 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐢𝐝𝐨/… 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐠𝐧𝐞 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝟏 𝐦𝐞𝐬𝐞, 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐨 𝟏𝟐 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐞 𝐦𝐚 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐞.
In questi 2 anni di libera professione ho volutamente evitato di portare i miei volantini nel suo studio per l’imbarazzo di raccontarmi, per lasciare il campo “puro”, ma per ogni frutto c’è una stagione. Forse oggi che abbiamo salutato un po’ di infanzia e anche un tot di telefonate sintomatiche da lunedì mattina con otiti, febbri, chi più ne ha più ne metta… posso anche disvelarmi.
p.s. lei ha detto che glielo avevo detto (forse per un certificato di lavoro quando ero dipendente?), mistero, io comunque non me lo ricordavo!
11/05/2026
QUANDO I RIFLETTORI SI ABBASSANO E’ ORA DI ACCENDERE LE LUCI
Perché la maternità è clamore, meraviglia, bellezza. Ma vanno in onda tanti altri vissuti quando rientri in casa e chiudi la porta e allora ti chiedi se è normale che il tuo bambino faccia così, ti senti sola, inadeguata, con tante domande e capire magicamente quella creatura con cui ti sei scambiata le cellule, carne della tua carne, non è così automatico.
Io ho capito davvero solo da pochi anni il perché mi sono innamorata di questo lavoro.
Al Centro per le famiglie ero arrivata per caso, avevo altri pensieri lavorativi.
Poi ho scoperto la bellezza dell’esserci, insieme alle mamme e i neonati, sui tappetoni, tra una conversazione impegnata a parlare di bisogni di bambini e adulti, passando attraverso il massaggio infantile, le canzoni per distendere gli animi, le consulenze educative in cui sederci attorno a un tavolo mettendo in fila pensieri e preoccupazioni.
Ho capito che quello che oggi c’è per le mamme e i loro bambini, una volta non c’era e ho trovato delle ragioni nella mia storia che leniscono delle ferite antiche. E allora sui tappeti non ci siete solo voi, ma anche un pezzo di me. E io, insieme a voi, riparo un po’ di me.
Ci sono, insieme a voi, soprattutto per chi si sente più solo e bisognoso di confrontarsi, perchè la famiglia è lontana o in altri mondi oppure perchè a volte si prendono itinerari di vita "altri" e si preferisce la distanza alla vicinanza.
E allora buona non festa della mamma (come direbbe il Cappellaio Matto di Alice): per noi mamme di oggi e mi ci metto anche io, per quelle di ieri che sono ancora i nostri rifugi, per quelle per mare, per monti e in cielo. Per quelle che a distanza di decenni dall’ultima carezza salutiamo, solo in fotografia, lanciando un bacio “ciao mammina”.
(foto da un meraviglioso percorso per mamme e neonati dell'anno scorso a Forlì presso Il Sogno del Bambino)
08/05/2026
😅Quanto invitiamo i nostri bambini a usare le parole gentili? Tantooooo! Le mettono in pratica?! Insomma 😬
😅E quanto parliamo delle emozioni?! Sappiamo quanto sia importante nominarle, riconoscerle, ma poi riuscire a cavalcarle è un altro paio di maniche vero???
👥Emozioni e parole gentili le prendiamo per mano proprio con le mani in un laboratorio divertente, molto pratico e che coinvolgerà anche i più piccoli… e a casa potrete continuare a giocarci… e magari per qualcuno potrebbe diventare più semplice usare i segni per chiedere “scusa”, perché si sa che certe parole sono davvero costose da usare!
📌Segna sabato 16 maggio ore 10-11 da Quinto a Faenza.
Laboratorio 7 euro a bambino, ma puoi approfittare se vuoi della promo laboratorio + merenda dolce/salata per pancini golosi... che tanto a una certa ora "mamma/babbo ho fameeee!"
📞Per tutte le info 349-5775520
Iscrizioni entro il giorno prima dell’evento.
05/05/2026
Spesso mi sembra invece il contrario o meglio che chi si propone alle famiglie strizzi l'occhio solo alla nuova ricetta (non alimentare) che al giorno d'oggi non si può non conoscere per crescere un bambino sereno e di successo oggi e nel futuro.
Quello che vedo quando incontro le famiglie è il grande bisogno di sentirsi parte di un tutto, di non sentirsi extraterrestri, anomali nel provare certe emozioni (a volte anche molto impopolari). E' il bisogno di sentirsi compresi e capiti da qualcuno che sta vivendo circostanze simili... che poi anche a casa degli altri che cosa pensi che succeda.
In questo modo di corsi on line, da consumare in solitaria on demand, a proprio uso e senza scambio alcuno con il resto del mondo, io credo ancora nei momenti per ritrovarci insieme e fare comunità, possibilmente off line.