27/03/2023
Si può parlare di arte senza parlare di Dio? L’arte è solo bellezza? È possibile un’estetica che prescinda dalla morale?
Vi è un’unione inscindibile tra la bellezza e l’estetica del Vero e del Bene, lo sosteneva anche San Tommaso, e non possiamo non parlare di bellezza, senza riferirci a quella nostalgia del divino che è iscritta in ogni uomo. Da qui un viaggio nell’arte come ponte verso Dio, come un’occasione di incontro con il divino attraverso opere di uomini che non hanno dimenticato quanto la bellezza sia soprattutto uno sguardo in verticale.
Il degrado dell’arte figurativa e lo scempio dell’architettura moderna ci testimoniano lo spostamento dello sguardo dell’uomo. L’incomprensibilità dei nuovi linguaggi figurativi ci racconta il cessare del fine per cui l’arte è stata creata. La recente volontà di eliminare le ore di arte dalla scuola ci fa comprendere ancora di più l’urgenza di raccontarla ai nostri ragazzi, sia per il bisogno di restaurazione culturale e sociale, sia come educazione al bello. Perché è vero, come sosteneva Dostoevskij, che «la bellezza salverà il mondo», l’arte bella è il mezzo per elevare le giovani generazioni, anche e soprattutto verso Dio. Costruendo un’estetica giusta e buona, invitandoli e invitandoci a scoprire il patrimonio artistico italiano ed europeo, ci riapproprieremo del bello e del bene, ma soprattutto del Vero.
La scuola "San Giovanni Bosco" ha integrato sin dal primo anno della scuola elementare lo studio della storia dell'arte, quest'anno con gli alunni abbiamo deciso di approfondire la Ca****la degli Scrovegni di Giotto.
"Coltiviamo perle", i nostri bambini sono cultori del Bello e del Vero, per uomini migliori domani!