31/01/2018
Lunedì 29 gennaio eravamo presenti da Ubik Foggia per assistere alla presentazione del primo volume di Attilio Bolzoni intitolato "La Mafia dopo le stragi" una raccolta di parte dei suoi articoli presenti sul suo blog MAFIE.
L'incontro si è ben presto trasformato in un momento di dibattito costruttivo che ha portato i presenti alla conoscenza e alla messa in discussione di quelle che erano, e sono, le nostre "convinzioni" non solo in merito alla mafia a livello nazionale, ma anche di quella territoriale.
Bolzoni stesso, dopo aver diligentemente parlato del ruolo del giornalista nella lotta contro le mafie (menzionando Mario Francese occupatosi, tra le tante cose, del processo ai corleonesi del 1969 a Bari), ci ha prontamente fatto notare quanto si parli in Italia di antimafia ma quanto poco, all'atto pratico, si conosca la mafia.
In queste parole ho risentito un po' l'eco delle parole di don Ciotti, quando il 17 gennaio con la data del 21 marzo voleva sottolineare l'importanza della lotta coscienziosa e del ricordo di TUTTE le vittime di OGNI tipo mafia.
Eppure ogni giorno associamo quella parola "mafia" esclusivamente alle grandi stragi, a quegli eventi che ci hanno fatto raggelare il sangue, che hanno scosso un intero paese, arrivando quasi a pensare che ai giorni nostri la mafia "si nasconde", non esista più.
In tutto questo noi puntualmente ci dimentichiamo dell'uccisione dei fratelli Luciani a San Marco in Lamis e delle 8 vittime di mafia uccise a Foggia e in provincia nell'ultimo anno per puro "avvertimento".
E nessuno ne parla. Bolzoni stesso ha dichiarato che prima del 9 agosto scorso era totalmente all'oscuro della situazione che vige ormai da anni nel nostro territorio, eppure è un giornalista affermato che tanto ha dato e documentato della lotta contro le mafie.
Antonio Buccaro, presidente dell'Unione dei Giuristi Cattolici di Foggia, durante il suo l'intervento con grande fermezza ha nominato quella paura che, subito dopo "mafia" mette un po' in soggezione tutti: l'omertà.
E che durante il processo Marconi a Foggia, ha inciso nel negare il principio stesso di indagine, conclusosi appunto in un nulla di fatto dopo 9 anni di ricerche e interrogatori.
Sempre Buccaro ha dichiarato che "Una mera azione repressiva della mafia non basta, i processi mafiosi non si combattono solo con essa. [...] Il problema mafioso si può risolvere solo rendendolo un problema culturale. [...] Occorre trasmettere un progetto di legalità ai giovani ed educarli alla legalità giorno per giorno."
110 udienze in 3 anni per la mafia garganica.
300 morti in provincia dagli anni '80 ai giorni nostri.
Questa è la Mafia garganica.
Questo è ciò che dilania il nostro territorio.
Consapevoli che la mafia c'è, che va prima capita e poi combattuta, e che senza unione non c'è vittoria, ci incamminiamo a testa alta verso il , perché il ricordo delle vittime sia sempre vivo e lo spirito che alimentava loro alla lotta sia presente ora in noi più forte che mai.