09/06/2022
Il tempo: presente, passato e futuro.
Spiegare il tempo. Cosa è questo continuo, incessante trascorrere?
È un trascorso? Anche. È una propensione futura? Pure. Se volessi afferrarlo, però, questo tempo dove sarei? Proprio dove sono, il presente. Il passato e il futuro sono altrove, posti altri, lontani. La densità della vita è propria solo del presente, pur non dimenticando che non esiste un presente che non abbia passato o futuro.
Eppure, la realtà, il vivere, l’esserci, è un fatto che con la temporalità presta un sodalizio attuale, dell’adesso, dell’accadimento più che dell’accaduto o dell’accadrà.
Mi sembra plausibile parlare di tempo solo dal punto di vista della presenzialità a se stessi, al proprio vivere, alla propria dimensione corporea e spirituale.
Siamo per essere, il passato e il futuro non sono propriamente, sono proiezioni.
Siamo per vivere, questo significa “siamo per essere” e vuol dire che le attività dello spirito e del corpo più vicine sono quelle che proviamo vivendo. Sento caldo e bevo, sento freddo e mi copro, sento dolore e mi proteggo. Il pensiero e il corpo, che hanno una convergenza nella temporalità del presente, lì si trovano e si parlano, nel presente.
Tutto ciò che va avanti o torna al passato non ha consistenza propria, ma ha un’energia che è impressa da un essere presente, quindi vivente, che investe parte della propria energia vitale nel percepirsi altrove.
Detto questo, il passato e il futuro potrebbero sembrare delle sottrazioni di energia e di vita allora, e in parte è vero, ma non sempre.
Quando le proiezioni sono funzionali realizziamo una percezione simile al presente, quando la proiezione serve alla vita, allora stiamo vivendo. Non sempre viviamo nel passato e nel presente. Quando non c’è vita in una proiezione?
Non sentiamo vita nella distrazione, quando il peso del passato e del futuro si trasforma in energia negativa e l’attesa si fa angoscia e il passato rimorso, stiamo facendo un danno a noi stessi. Non esitiamo a salutare con l’addio le incongruenze dello spirito, non facciamoci del male sentendo e distraendoci in percezioni non autentiche. L’energia negativa genera altra energia negativa, sempre. Proiettarsi nel futuro a partire da uno stato di malessere significa creare malessere presente, esattamente come guardare al passato con dolore significa generare dolore nell’ora.
Attualmente cosa pensi? Attenzione ai pensieri. Quelli non funzionali generano altri pensieri non funzionali che si rincorrono e producono energia non vitale.
Vedo quello che voglio vedere, così sono i pensieri. Pensiamo quello che vogliamo, stiamo in guardia contro noi stessi quando pensiamo cose brutte perché lo stiamo chiedendo a noi stessi quel pensiero brutto, stiamo pregando l’universo di realizzarlo.
Pensiamo quello che davvero vorremmo nel nostro presente e le proiezioni diventeranno funzionali a noi stessi. Non smarriamo il senso del presente perché qui possiamo ascoltare i nostri pensieri e il nostro corpo, renderli armonici. Ascoltiamoci per comprenderci, comprendiamoci per agire bene, secondo la nostra natura più vera.
Il tempo è un’estensione che vive nel presente, si nutre di energia passata e futura, ma è soprattutto parte di noi, sentirsi nel tempo, accogliere il trascorrere, il fiume che passa senza mai immergerci nelle stesse acque, vuol dire essere nella vita, in coerenza con se stessi, nell’armonia del tutto.
Nella musica il tempo è proporzione, questo genera armonia nella melodia, così nella vita l’armonia è data dal giusto equilibrio di energie del presente e delle sue proiezioni del passato e del futuro. Qualunque forma di energia è sempre parte di noi, ed è sempre una scelta perché non esiste energia che non sia impressa e per imprimerla c’è stata un’azione della persona che la vive. Scegliamo solo l’energia che ci fa stare bene, viviamo oggi per accogliere il passato e il futuro. Siamo quello che sentiamo perché quello che sentiamo è un nostro prodotto. Siamo liberi, la libertà è il dono più alto dell’umano, la tradizione cristiana vede perfino in Dio, l’Essere più grande, il rispetto della libertà umana. Viviamo liberi, anche da noi stessi, dal tormento del passato e dalle angosce del futuro. Siamo per vivere, per essere. A volte, passato e futuro sono non-essere, non veri, non autentici. Accogliamoci con amore, perché alla fine ciò che lega ogni cosa nel mondo è l’amore. Tutto ha una legge divina e universale, questo ritmo del mondo, scandito, si percepisce nel tempo, cade nel tempo, stiamo attenti a non caderci male.
Giuseppe Maria Andrea Marrone - Società Filosofica Italiana