COBAS Comitati di Base della Scuola Firenze

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30/08/2026

𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗜𝗢-𝗠𝗔𝗥𝗔𝗧𝗢𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗗𝗟 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗦𝗘𝗠𝗜𝗧𝗜𝗦𝗠𝗢: 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧À 𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗢

Mercoledì 9 settembre, alle ore 13:00, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Antisemitismo”.

La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione IHRA, rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.

Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo.
La critica politica a uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica.

La lotta contro l’antisemitismo è una responsabilità imprescindibile e non può essere indebolita da un uso strumentale della sua definizione.

𝗔𝗻𝘁𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗲𝗺𝗶𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼

Ribadire questa distinzione significa difendere contemporaneamente la lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione e il diritto di contestare politicamente l’ideologia sionista, le politiche dello Stato di Israele e il sistema di occupazione e discriminazione imposto al popolo palestinese.

Il rischio concreto è quello di introdurre un meccanismo di censura e autocensura capace di colpire non soltanto le piazze e i movimenti, ma anche università, ricerca, informazione, associazionismo e dibattito pubblico. In questo scenario, la solidarietà con il popolo palestinese rischia di essere sottoposta a una progressiva criminalizzazione e il dissenso politico a una forma di intimidazione istituzionale.

È una deriva che riguarda la democrazia nel suo complesso. Il diritto di denunciare un’occupazione, contestare un sistema di apartheid, chiedere la fine delle violenze e delle operazioni militari e prendere posizione contro quelle che riteniamo gravi violazioni del diritto internazionale non può essere subordinato a una definizione che restringa arbitrariamente il campo della critica legittima.

Per questo saremo in piazza: contro il bavaglio, contro la criminalizzazione della solidarietà, contro ogni limitazione della libertà di espressione e del diritto al dissenso.

La nostra mobilitazione vuole riaffermare un principio semplice e non negoziabile: la solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica a Israele e allo Stato di Israele non può essere messa a tacere.

Invitiamo associazioni, organizzazioni, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, giornaliste e giornalisti e tutte le persone che hanno a cuore la libertà di espressione e i diritti fondamentali a unirsi alla mobilitazione.

📌 Mercoledì 9 settembre

⏰alle ore 13:00

📍Piazza Capranica-Montecitorio

Per la libertà di espressione.
Per il diritto al dissenso.
Per la libertà accademica e di stampa.
Per la solidarietà al popolo palestinese.
Contro l’occupazione, l’apartheid e il genocidio.

Bloccata dal governo degli Stati Uniti la rete Inventati /Autistici con l' accusa insensata di terrorismo! Gli Stati Uni...
28/08/2026

Bloccata dal governo degli Stati Uniti la rete Inventati /Autistici con l' accusa insensata di terrorismo! Gli Stati Uniti sanzionano quanti si batto o per la verità e la libertà di informazione!

La struttura Autistici/Inventati ha appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire il piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni. "Sostengono che noi siamo una chiave infrastrutturale ...

Comunicato stampaAssociazioni: "Criticare Israele non è antisemitismo. No alla norma-bavaglio"Presidio-maratona il 9/09 ...
28/08/2026

Comunicato stampa

Associazioni: "Criticare Israele non è antisemitismo. No alla norma-bavaglio"

Presidio-maratona il 9/09 dalle ore 13 a Montecitorio
in occasione della discussione del Ddl Antisemitismo alla Camera

A promuovere la mobilitazione oltre 100 organizzazioni in difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione e informazione

"Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani. Per questo la nuova 'norma-bavaglio', contenuta nel ddl Antisemitismo e basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), va fermata. Il prossimo 9 settembre, saremo dalle ore 13, in piazza Montecitorio, per un grande presidio e una maratona di interventi, in occasione dell’avvio della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Invitiamo tutte le organizzazioni sociali e politiche a unirsi alla mobilitazione". Questo, in sintesi, l’appello firmato ad oggi da oltre 100 sigle, tra organizzazioni sociali e politiche, in difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione e informazione. A promuovere la mobilitazione contro il ddl antisemitismo un’ampia pluralità di realtà: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e università. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia.
"Con il ddl antisemitismo, già approvato al Senato anche con i voti di alcuni senatori dell’opposizione, si vuole introdurre nella legislazione italiana la definizione IHRA, la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi di presunti atti di antisemitismo, recepiti nel provvedimento, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita – spiegano - Questo equivarrebbe a tacciare di odio razziale, e a perseguire legalmente, tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall'Onu un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese”.
“Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato".
“È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”.
“Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realtà sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune. Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d’odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”, concludono.

Roma, 28 agosto 2026

LINK AL TESTO INTEGRALE DELL’APPELLO:
https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0

ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (Elenco In aggiornamento)
ADIF(Associazione Diritti e Frontiere)
Agorà
Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Alkemia aps
Artists for Gaza
ANPI Roma
ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma)
ANPI Milano Stadera Gratosoglio
Amnesty International Italia
Arci
Arci Roma
Articolo 21
Artisti
Associazione Inclusiv3 APS ETS
Associazione I.t.a.c.a.
Associazione culturale Liguria-Palestina
Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure
Assopace Palestina
Associazione Stampa Romana
Attac Italia
BDS Italia
Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia
Carovane Migranti
Catanesi solidali col popolo palestinese
Catania NoFrontex
Centro Studi Sereno Regis (Torino)
Cobas Scuola Terni
Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo
Comitato Monteverde per la Pace
Comitato un Aiuto per la Palestina
Comitato Pace Alto Canavese
Comitato per la Palestina di Pordenone
Confederazione Cobas Umbria
ControCorrente Lazio
Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
Coordinamento CNR contro la guerra
CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia)
CRS (Centro per la Riforma dello Stato)
CGIL Roma e Lazio
FLC-CGIL
Cambiare Rotta
Disability Pride Network
Disarma
EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina)
FNSI - Federazione Stampa Italiana
Fondazione Pangea
Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio
Giovani Democratici Roma
Giuristi Democratici
Global Sumud Flotilla
Global Sumud Flotilla – Lazio
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino)
IOCISTO-illustrAZIONI
Kairos
Kritica
La carovana dei pacifici
La Scuola per la Palestina
L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista)
Libere Cittadine per la Palestina
Mai indifferenti - voci ebraiche per la pace
Mamme Narranti
MoveOn
Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente
Movimento Omosessuale Sardo ODV
Movimento Studenti Palestinesi
Newrg (New Weapons Research Group) Genova
Network Giovani M5S
Operatori dell'Informazione per Gaza
OSA
Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole
Parliamo di Socialismo
PCI - Partito Comunista Italiano
Partito della Rifondazione Comunista
Per non dimenticare – OdV
Potere al Popolo
Pressenza - Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza
Presidio Palestina Montecitorio
Rete dei Numeri Pari
Rete del Dissenso
Rete Giornalisti per la Costituzione
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole
Rete
Rete NoWar
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Radiè Resch
Rete dei Preti contro il genocidio
Rete RUP - Ricerca e Università per la Palestina
Roma sa da che parte stare
Roma Tre Etica
Rossosispera Associazione Culturale
Sanitari per Gaza Roma
Saptejah (Associazione Culturale)
Scuola per la Pace Torino e Piemonte
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Anticapitalista Roma
Sinistra Italiana Roma e Provincia
Stop Rearm Italia
Tetes de Bois
Tikkun - Diaspora Ebraica Decoloniale
Transform Italia
UISP
Un'altra idea di mondo
Un Ponte Per
Unione degli universitari
Unione Sindacale di Base
Valsesia per la Palestina
Venice4Palestine
Voci per la Palestina

APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA IL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissi...

27/08/2026

Educazione sessuale a scuola, la replica della docente Massara a Valditara: “Le spiego io cos’è il paradosso nordico”
Redazione

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Indice
Il "paradosso nordico"
Le critiche sulle nuove indicazioni per scienze
Il contesto: le dichiarazioni di Valditara
Il video
Dopo le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sull’educazione al rispetto e sul consenso informato per l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, è arrivata la replica di Beatrice Massara, docente precaria di 28 anni e content creator, che su Instagram ha voluto contestare punto per punto la posizione del Ministro.

Il “paradosso nordico”
Massara ha affrontato per prima cosa l’argomento secondo cui l’educazione sessuale non sarebbe efficace nel contrastare i femminicidi, richiamando il caso dei paesi del Nord Europa: “I femminicidi non si combattono con l’educazione sessuale: questo è ciò che si sente dire. L’educazione sessuale si fa da decenni nei paesi del Nord Europa, i quali, tuttavia, nel mondo occidentale sono in cima alla lista per femminicidi e violenze sessuali, con tassi molto superiori rispetto all’Italia. Mi sento quasi in imbarazzo a dover spiegare io, una professoressa precaria di 28 anni, al Ministro dell’Istruzione e del Merito che cosa sia il ‘paradosso nordico’. Si tratta di un fenomeno per cui nei paesi scandinavi, nonostante l’introduzione obbligatoria dell’educazione sessuale nelle scuole fin dal 1955, si registrano tassi di violenza segnalata sulle donne superiori rispetto alla media europea”.

E continua: “Questo dato viene usato dal ministro Valditara per criticare l’efficacia preventiva dell’educazione sessuale nei confronti della violenza di genere; in realtà, egli non si rende conto che in questo modo sta dando ragione agli educatori sessuali. Le maggiori violenze denunciate dalle donne nei paesi nordici sono, infatti, il frutto di decenni di educazione sessuale basata sul consenso, sulle relazioni sane e sulla parità, principi che permettono alle persone di riconoscere immediatamente un abuso. I dati elevati indicano quindi un’alta emersione del problema (e non una sua maggiore diffusione) e una minore tolleranza verso la disparità di genere. Non a caso, secondo il Global Gender Gap Report del 2025, la Svezia si trova al sesto posto su 148 paesi analizzati per parità di genere, mentre l’Italia si colloca purtroppo all’85º posto”.

Le critiche sulle nuove indicazioni per scienze
La docente si è poi soffermata sulle nuove indicazioni previste per la materia di scienze: “Passiamo ora all’ultima assurdità. Nelle nuove indicazioni per il corso di scienze è previsto, tra le altre cose, lo studio delle differenze sessuali tra maschio e femmina. Ma ci rendiamo conto? Si sta veramente sostenendo che un docente di scienze, senza alcuna competenza specifica per fare educazione sessuale, possa sostituire figure professionali specializzate in questo settore. È del tutto normale che i professori di scienze spieghino il corpo umano, ma questa si chiama biologia, non educazione sessuale. Inoltre, è aberrante leggere che sia previsto lo studio delle differenze sessuali tra maschi e femmine senza considerare, per esempio, che definire gli organi genitali rigidamente come ‘maschili’ e ‘femminili’ è scientificamente e socialmente parziale, in quanto anche un uomo trans può avere l’utero. È proprio per questo che nei corsi di educazione sessuale specialistici si insegna a parlare di corpi AFAB o AMAB (Assigned Female/Male At Birth), ossia assegnati rispettivamente al genere femminile o maschile alla nascita. Ma certo, non preoccupiamoci: ci penserà la professoressa di scienze”.

Il contesto: le dichiarazioni di Valditara
L’intervento di Massara arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Valditara a La Stampa, in cui il titolare del dicastero dell’Istruzione ha rivendicato l’introduzione obbligatoria dell’educazione al rispetto nelle scuole italiane, sottolineando come le nuove linee guida sull’educazione civica prevedano il contrasto alla violenza di genere fin dalla scuola dell’infanzia, in via interdisciplinare su tutte le materie. Valditara ha inoltre chiarito che il consenso informato richiesto alle famiglie riguarderebbe non l’educazione sessuale in senso biologico o il contrasto alla violenza di genere, bensì le teorie sull’identità di genere, ritenute dal Ministro estranee al tema del rispetto della donna.

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