12/09/2026
🌻 A settembre la prima cosa che si nota, tornando a scuola, è che i ragazzi sono cresciuti. D'estate le scarpe, quasi sempre, sono da cambiare; vale in particolare per alcune classi, in cui il maestro o il professore, al rientro, si stupisce che in estate l’alunno o l’alunna l’abbia superato in altezza.
Nella prima delle conferenze tenute a Torquay nell'agosto del 1924, Rudolf Steiner si serve proprio di questa immagine per dire qualcosa che riguarda l'anima. Se comprassimo a un bambino le scarpe dei tre anni pretendendo che gli servano per sempre, e se gli tenessimo piccolo il piede perché continui a entrarvici, chiameremmo quel gesto una barbarie; eppure, ogni volta che consegniamo ai ragazzi concetti già definiti, destinati a restare immobili mentre loro cambiano, con l'anima facciamo esattamente ciò che con i piedi non ci sogneremmo di fare. Ci sfugge, osserva Steiner, che anche l'anima cresce. 🌱🌸
Stando così le cose, il nostro compito è allora affidare loro immagini abbastanza vive da trasformarsi insieme a chi le accoglie, e abbastanza larghe da reggere domande che oggi, forse, nessuno ha ancora formulato. Altrove, nello stesso corso, Steiner aggiunge che, affinché qualcosa attecchisca, non occorre sia compreso subito e per intero. Poiché la vita è lunga, è bene che si diano momenti in cui, a trenta o quarant'anni, ci si sorprenda a pensare di aver finalmente capito ciò che allora si era accolto soltanto sulla fiducia; si tratterebbe allora di comprendere che il sapere è capace di riaffiorare, dopo aver lavorato per anni in silenzio, vivificando l’anima che lo nutre, mentre nulla inaridisce quanto la fretta di tagliare ogni cosa sulla misura del capire di oggi.
C'è infine qualcosa che riguarda noi educatori. I ragazzi, osserva Steiner, possiedono un sentire finissimo per avvertire se in chi sta loro davanti prevalga l'intelletto oppure la fantasia: dove l'intelletto inaridisce e fa raggrinzire, la fantasia desta e dà vita. Perciò, per vie che non governiamo passa molto più di quanto immaginiamo, e passa soprattutto ciò a cui crediamo mentre lo stiamo dicendo.
Per questo, salendo le scale lunedì mattina, l'augurio che mi faccio riguarda innanzitutto la mia disposizione interiore di insegnante. Steiner chiede a chi insegna di entrare in classe con un animo tale da potersi immergere nell'anima dei ragazzi: tutto dipende da questo, dal fatto che al mattino, meditando, si lasci passare attraverso l'anima l'intera schiera dei propri allievi.
[Prof. Nicolò Zanette]
Anche l’Associazione Genitori augura a tutti un buon inizio del nuovo anno scolastico! ☀🌸🌻