Assemblea Docenti Firenze

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Notizie, voci e lotte dal mondo della scuola.

20/09/2025

📣Diciamo sempre che studiare la storia serve a non ripetere gli errori del passato. Quando questi errori, o meglio questi orrori, sono il presente di milioni di persone, mobilitarsi è un dovere per chi vuole insegnare ai più giovani a credere in un mondo migliore.
Lunedì raggiungiamo Calenzano e uniamoci agli altri lavoratori in sciopero. Per chi non potesse o non volesse andare a Calenzano segnaliamo anche il corteo studentesco che dal liceo Machiavelli alle ore 8.00 andrà verso il consolato degli Stati Uniti.
Ci vediamo in piazza. 🍉

🔥 UNISCITI ALLA FLOTILLA DI TERRA – CORTEO 22 SETTEMBRE 🔥
➡️ Iscriviti al canale per organizzare le macchine da Firenze qui:
👉 https://chat.whatsapp.com/JormhwPqoPAFD1G09qFMOM
Mentre i nostri compagni e le nostre compagne affrontano il mare nella Flotilla, mettendo i loro corpi in prima linea, noi diventiamo l’equipaggio di terra: pronti a spingerli più avanti, a partire dal corteo del 22 settembre.

Abbiamo creato il canale “Flotilla di terra – Corteo 22/9”:
uno spazio di mutuo soccorso autogestito per condividere passaggi e contatti diretti.
🚗 Offro passaggio: [quartiere/partenza] – [n. posti liberi] – [contatto]
🙋 Cerco passaggio: [quartiere/partenza] – [n. persone] – [contatto]
👉 Nessun servizio dall’alto: una rete tra pari per garantire che tutte e tutti arrivino al corteo.

📌 Punto di ritrovo iniziale
Mercato Ortofrutticolo di Novoli
Viale Alessandro Guidoni, Firenze
⏰ Ore 8:00 – Lunedì 22 settembre

🚊 Come arrivare in TRAM (consigliato)
Linea T2 direzione Aeroporto → fermata Guidoni → 4 min a piedi
🚌 Autobus ATAF utili
Linee principali: 57, 307A, A, 131R
Altri collegamenti: 23, 30, 66, 68
Fermate vicine:
• Novoli – Regione Toscana (≈ 6 min a piedi)
• Matteucci (≈ 7 min)
• Guidoni CRF (≈ 10–11 min)
⚠️ Controlla sempre gli orari aggiornati (Autolinee Toscane, Moovit).

📌 CONCENTRAMENTO CORTEO
Ore 9:00 – Rotonda di Calenzano (Ruota del Tempo di Karavan)
📍 https://maps.app.goo.gl/oXZZQzszxr4b79Ur5

✊ La Flotilla di terra è la nostra rete solidale per raggiungere il corteo e costruire insieme una giornata di lotta!

14/09/2025

E' suonata la campanella, tutti ai propri posti!

C'è un dato che spesso in classe ricordiamo quando proviamo a spiegare cosa sia stato il fascismo e soprattutto cosa lo abbia reso possibile: il numero dei professori universitari che nel 1931 si rifiutarono di prestare il giuramento: “alla Patria e al Fascismo” e che per questo persero la loro cattedra. Quel numero è: dodici. Solo dodici. Dodici professori con storie di vita in verità piuttosto ordinarie, che ci ricordano che, come avrebbe canticchiato Calvino scendendo dai monti oltre
vent'anni dopo: “l'eroismo non è sovrumano”.
A noi, colleghi, per opporci alla barbarie in cui vediamo scivolare il mondo intero, è richiesto molto, molto meno. O meglio, è richiesto qualcosa di diverso: un nuovo protagonismo, nelle nostre classi, nei nostri organi collegiali e infine nella nostra società. Il lavoro da fare è enorme, ma non è più rimandabile e segue fondamentalmente due direttive.
La prima è di opporsi, personalmente, culturalmente e infine pubblicamente alla ristrutturazione della scuola che vediamo ogni giorno portata avanti. L'impianto ideologico che sottostà a tale ristrutturazione deve essere smascherato e osteggiato. Ogni tassello di questo sconsiderato puzzle merita e meriterà una trattazione a sé, ma chiunque abbia anche solo sbirciato le linee guida dell'educazione civica, le nuove indicazioni nazionali o ascoltato le varie prese di posizione di Valditara, sa a cosa ci riferiamo. Quella voluta è una scuola classista e individualista, come del resto non poteva non essere, essendo disegnata da chi ha scelto: “dell'istruzione e del merito” come nomenclatura per il proprio ministero. Dove il merito principale sembra l'esser nati in una famiglia agiata, italofona e con una buona previdenza privata. Una scuola sessista, che dice in termini vaghi di voler combattere la violenza di genere (“proteggere le donne”, ed ecco una nuova e inaspettata parola d'ordine), dimenticandosi però di omofobia e transfobia, ma che osteggia quell'educazione sessuale e affettiva che è già obbligatoria in venti Paesi europei.
Una scuola razzista, che miope di fronte alle necessità di una società sempre più multietnica punta tutto su una logica assimilazionista nei confronti di tutti gli studenti con background migratorio (bibbia, latino e patria. Ed ecco le altre immancabili parole d'ordine). Suprematismo dell'occidente e paternalismo sono del resto due dei principali cardini del saggio dei due prediletti “teorici” del ministero, Perla e Della Loggia, e che già dal titolo è, letteralmente, tutto un programma: “Insegnare
l'Italia. Una proposta per la scuola dell'obbligo”.
Nazionalismo e scontro di civiltà insomma, che il novecento credevamo avesse insegnato essere la causa diretta di quanto più spaventoso possa esserci: la guerra.
L'altra direttiva sulla quale attivarci è infatti proprio questa, la guerra. Sta a noi combattere la cultura che la vuole, che la finanzia, che ci specula e che la presenta come ineluttabile; che sta già cercando di far passare i pacifisti come traditori: della patria, dell'Europa e della razza, pardon, della nostra cultura. Proprio quella cultura che fa candidamente dire al cancelliere tedesco Merz che: “Israele sta facendo il lavoro sporco per l'occidente”. Non possiamo rientrare in classe e far finta che non esista la resistenza e il massacro del popolo palestinese. Parliamo, discutiamo, pieghiamo, sosteniamo chi si attiva (in primis i nostri studenti), mobilitiamoci in prima persona.
Sta per suonare la prima campanella, riprendiamo i nostri posti. Non quelli però di annoiati divulgatori strozzati dalla burocrazia, che anzi dovremmo cominciare a boicottare almeno nelle sue manifestazioni più inutili, ma quelli di educatori e di soggetti pensanti che hanno a cuore la cosa pubblica. Esponiamoci in classe, esponiamoci con il collega che parla di meritocrazia, esponiamoci se una studentessa parla di sessismo a scuola, esponiamoci nei collegi e nei dipartimenti, prendiamo
una chiara posizione contro la politica genocida di Israele e la morte del diritto internazionale. Se lasciamo che tutto questo divenga una nuova normalità, quale futuro avremo contribuito a costruire?

Non sentiamoci soli, non sentiamoci impotenti: non lo siamo.
Buon inizio anno e buon lavoro.

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