27/10/2023
Perché è così difficile cambiare? Di sicuro, volere non basta!
“L'intenzione non è abbastanza se non è seguita dall'azione” - William James
Tutti possiamo migliorare.
La maggior parte delle persone, infatti, ammette che ha dei comportamenti che vorrebbe cambiare, in quanto sa che sono sbagliati, insufficienti e/o dannosi per sé stesso e per chi gli sta vicino.
Che si tratti di abitudini come il fumo, il consumo eccessivo di cibo (poco salutare), modi di fare nel lavoro, nelle relazioni, dinamiche comportamentali negative, reazioni sbagliate alle emozioni e/o interazioni …. il desiderio di cambiarle spesso è l'inizio di un percorso di crescita personale. Difficilmente questi percorsi di crescita personale/professionale iniziano fine se stessi; di solito, si iniziano perché si vuole cambiare qualcosa che non piace di noi o del nostro comportamento.
Tuttavia, la volontà da sola non è sufficiente per garantire che ci riusciremo… la maggior parte delle persone si ritrova da vecchi con gli stessi difetti (passatemi il termine) che da giovani! In alcuni casi fortunati, minimizzati o ridotti a occasionali azioni istintive, in altri casi, persino amplificati e peggiorati... della serie: il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Adesso... “Volere NON è potere”?
Di sicuro ci vuole qualcosa altro! C’è poco da fare, per riuscire a cambiare effettivamente è necessario comprendere alcuni meccanismi della nostra mente e affrontare il cambiamento con un approccio olistico.
Questo è un argomento che mi interessa assai da sempre, e non solo perché mi è utile a livello professionale, anche e soprattutto perché mi affascina il potere che ha l’essere umano di cambiare… e come mai non lo sa usare appieno, anzi! Il cambiamento è spesso temuto ed evitato.
In psicologia, diverse teorie ci offrono sputi interessanti per affrontare il cambiamento.
Una di queste è la "Teoria del Comportamento Piano-Azione", la quale ci insegna che la volontà di cambiare deve essere accompagnata da:
- una chiara intenzione,
- una percezione di controllo sul comportamento (…alla parola “controllo” non posso evitare di pensare all’amico Alessandro Carli) e
- una considerazione delle influenze sociali.
In altre parole, dobbiamo essere pronti a fare il passo concreto, sentirci in grado di farlo e considerare come gli altri possano influenzarci.
Secondo Albert Bandura, bisogna aggiungere un altro fattore: la così detta "Autoefficacia". Secondo lo psicologo canadese, per riuscire effettivamente a cambiare, è fondamentale avere fiducia nelle nostre capacità di farlo. Senza questa convinzione profonda, la volontà potrebbe rimanere un desiderio senza risultati tangibili.
La fiducia in noi stessi è la leva che trasforma il desiderio in azione.
In tutto questo, diventa anche necessario riconoscere le così dette “barriere al cambiamento”; ovvero, le abitudini radicate, i paradigmi subdoli accettati dalla nostra mente, quelle credenze limitanti che ci crediamo e non discutiamo, così come la mancanza di supporto sociale o la paura dell'insuccesso che possono essere, e sono di fatto, ostacoli significativi in modo subdolo. Perciò, è essenziale identificare queste barriere per poter sviluppare strategie per superarle.
C’è anche una teoria molto interessante: la "Teoria della Motivazione all'Autodeterminazione"; la quale ci ricorda che la motivazione intrinseca, basata su desideri personali, è più efficace del cambiamento basato su pressioni esterne. Quando il desiderio di cambiare scaturisce da una motivazione profonda e personale, il processo di cambiamento diventa più sostenibile e significativo.
A questo proposito, comprendere i motivi alla base del comportamento dannoso che vogliamo modificare diventa un passo cruciale. Comprendere il perché e, soprattutto, lavorare a fondo sulle emozioni che si scatenano nel nostro interiore (quelle che fanno tanto male ed evitiamo), emozioni tipo la rabbia, la paura, la colpa o l'ansia. Eh sì... ci vuole coraggio e costanza per fare questa analisi.
In definitiva, siamo arrivati alla conclusione che è sulle nostre convinzioni che dobbiamo lavorare in primis per cambiare i nostri comportamenti. Se non cambiamo ciò che siamo e pensiamo, non potremmo mai cambiare le cose che facciamo e men che meno migliorare i risultati che produciamo.
Serve un lavoro costante, intenso e determinato.
Spesso da soli diventa complicato! Chiedere aiuto e accettarlo è una buona opzione! Senza aspettare ad arrivare ai limiti della disperazione. Come dice Jim Rohn, il cambiamento è inevitabile! ma meglio se fatto per ispirazione che non per disperazione.
Tutti possiamo migliorare… Forse siamo qui, in questa Vita, proprio per farlo!
Ana M. Alvarez Romero
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