01/10/2026
📣 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨: 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚, 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐥𝐮𝐯𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐃𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝟑 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐚 “𝐅𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚: 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝟏𝟗𝟔𝟔-𝟐𝟎𝟐𝟔”
Il fango, i libri sommersi, le richieste di aiuto, ma anche la solidarietà arrivata da ogni parte d’Italia e dall’estero. A sessant’anni dall’alluvione del 4 novembre 1966, Firenze torna a raccontare quei giorni attraverso un programma culturale articolato in conferenze, performance, mostre, concerti e letture. È questo il filo conduttore di “𝐅𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚: 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝟏𝟗𝟔𝟔-𝟐𝟎𝟐𝟔”, progetto 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐠𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐢, 𝐢𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐀𝐫𝐭𝐞. Il progetto è legato al Sistema Museale Tematico Case della Memoria in Toscana, sostenuto dalla Regione Toscana e dalla Fondazione CR Firenze, con il patrocinio del Comune di Firenze, della Città Metropolitana di Firenze, del Comitato promotore per le Celebrazioni e la collaborazione degli sponsor tecnici Unicoop Firenze, Fondazione Zeffirelli e Ciani Pianoforti.
🎹 Si parte 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟑 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧’𝐚𝐧𝐭𝐞𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 “𝐐𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨𝐟𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞”, 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨𝐟𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐞 𝐔𝐧𝐢𝐜𝐨𝐨𝐩 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞. Dalle ore 16, la musica uscirà dalle sale da concerto per entrare negli spazi quotidiani della città, in un appuntamento che farà da apertura simbolica delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario. Quattro pianoforti saranno collocati in altrettante piazze simbolo di Firenze (piazza Strozzi, pazza San Firenze, piazza San Lorenzio e piazza del Carmine), dove si esibiranno quattro giovani pianisti sotto la direzione artistica del Maestro Gregorio Nardi. Pianista, Nardi è il nipote di Piero Bargellini, oltre che responsabile dello studio e dell’archivio del “sindaco dell’alluvione” ospitati nella casa di via delle Pinzochere, diventata nel frattempo una Casa della Memoria.
«A sessant’anni dall’alluvione - sottolinea 𝐃𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐭𝐢, assessore all’università e alla ricerca del Comune di Firenze - Firenze non si limita a ricordare: continua a interrogare quella pagina della propria storia. 'Flussi di Memoria' parte dalle testimonianze, dalle lettere, dagli archivi e dai libri segnati dal fango per costruire un racconto capace di parlare anche alle nuove generazioni. Custodire queste fonti, approfondirle e renderle accessibili significa trasformare la memoria in conoscenza condivisa, mantenendo vivo anche ciò che quei giorni ci hanno consegnato: la capacità di una città ferita di reagire grazie a una straordinaria mobilitazione collettiva e a una solidarietà arrivata da tutta Italia e dall’estero».
«Ricordare l’alluvione significa soprattutto restituire voce alle persone e alle storie che l’hanno vissuta – afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria –. In quelle settimane Firenze fu colpita duramente, ma fu anche al centro di una mobilitazione straordinaria. Le lettere conservate da Piero Bargellini raccontano entrambe queste dimensioni e ci restituiscono una memoria ancora molto viva. Con questo progetto vogliamo portarla fuori dagli archivi e farla incontrare con la città».
«A sessant’anni di distanza abbiamo ancora molto da ascoltare e da raccontare su quei giorni – sottolinea Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria –. Le testimonianze raccolte nelle lettere mostrano quanto l’alluvione abbia coinvolto non solo Firenze, ma un intero Paese. Recuperare questi documenti significa quindi conservare una memoria che appartiene alla città, ma che allo stesso tempo parla di solidarietà, partecipazione e responsabilità collettiva».
📅 Questi gli altri eventi in programma. Il 30 ottobre (ore 17), nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, si terrà il concerto del Coro giovanile La Compagnia della voce diretto da Matteo Saccà a cura del Centro Studio Musica e Arte. Giovedì 5 novembre (ore 17), la Biblioteca delle Oblate ospiterà quindi la presentazione del volume “Voci dall’Alluvione”, a cura di Annegret Hoehler curatrice dell’archivio della Casa Studio di Piero Bargellini. Al centro del libro ci sono le lettere inviate tra il 1966 e il 1967 a Piero Bargellini e alla moglie Lelia, conservate nell’archivio personale del “sindaco dell’alluvione”. Sono documenti che raccontano direttamente la dimensione umana della catastrofe: le richieste di aiuto, le difficoltà quotidiane, le perdite subite dalla popolazione e, insieme, la grande ondata di solidarietà proveniente da tutta Italia e dall’estero.� Venerdì 6 novembre (ore 17) a Palazzo Medici Riccardi si terrà l’evento istituzionale, durante il quale si alterneranno musica e parole. Il concerto, coordinato dal Maestro Gregorio Nardi, accompagnerà la lettura di alcuni brani tratti da “Voci dall’Alluvione”.�
📚 Il progetto comprende anche una serie di 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 dedicati al patrimonio culturale colpito dall’alluvione e alla figura di Piero Bargellini. Tra le iniziative figura l’esposizione “𝐃𝐚𝐧𝐧𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐥𝐮𝐯𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟒 𝐍𝐨𝐯. 𝟏𝟗𝟔𝟔”, titolo che si rifà al contrassegno ufficiale apposto sui volumi e sui libri storici sommersi dal fango e dall'acqua. Saranno esposti libri rimasti gravemente danneggiati e volutamente non restaurati, accanto ad altri tornati alla loro originaria funzione grazie al lavoro dei restauratori. Due modi diversi di raccontare la stessa storia: da una parte la forza distruttiva dell’acqua e del fango, dall’altra la capacità di recuperare e conservare il patrimonio culturale.
🏘️ Sono inoltre previste aperture straordinarie e visite alla 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐠𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐢, il luogo nel quale il sindaco affrontò le ore più drammatiche dell’emergenza. Attraverso gli ambienti, i documenti e le testimonianze sarà possibile ricostruire il ruolo di Bargellini durante l’alluvione e il rapporto con la città nei giorni del novembre 1966. Insieme allo studio Bargellini compongono l’itinerario, denominato “𝟏𝟗𝟔𝟔. 𝐃’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐞 𝐟𝐚𝐧𝐠𝐨”, la 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐓𝐢𝐧𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐚 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐨 (riferimento imprescindibile per il recupero delle opere d’arte attraverso nuove tecniche dell'epoca), la 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐈𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐚 𝐅𝐮𝐜𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 (il giornalista che diede voce ai fiorentini sulle pagine del Corriere della Sera) e la 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭 𝐁𝐫𝐨𝐰𝐧𝐢𝐧𝐠 𝐞𝐝 𝐄𝐥𝐢𝐳𝐚𝐛𝐞𝐭𝐡 𝐁𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭 𝐚 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞, specchio significativo del fenomeno degli “angeli del fango”.