Istituto Papirologico Girolamo Vitelli

Istituto Papirologico Girolamo Vitelli Istituto per la ricerca, conservazione, restauro e studio di papiri e di altri reperti

In occasione della Giornata internazionale del ricordo della tratta degli schiavi e della sua abolizione, vi presentiamo...
23/08/2026

In occasione della Giornata internazionale del ricordo della tratta degli schiavi e della sua abolizione, vi presentiamo PSI IX 1040, una minuta, o più probabilmente un estratto, di un testamento scritto nel III sec. d.C.
Il testatore, Psenamounios, nomina erede il proprio figlio e, fra varie disposizioni, stabilisce anche la sorte di una sua schiava, Dameida. Il documento precisa che la giovane era stata acquistata quando aveva circa tredici anni e stabilisce che, alla morte del padrone, venga immediatamente liberata e affrancata (ἐλευθεροῖ καὶ ἀπολύει). La liberazione comprende anche il peculium di Dameida – cioè l’insieme dei beni e delle risorse che aveva nella propria disponibilità durante la condizione servile –, che il testatore le lascia integralmente; a lei assegna inoltre un quarto di una casa di sua proprietà, insieme al relativo arredo, precisandone le condizioni di utilizzo.
Il testamento registra così due momenti distinti della vita di Dameida: l’ingresso nella condizione servile attraverso l’acquisto, e la manomissione, programmata dal proprietario per il momento della propria morte. Il documento mostra quanto profondamente la schiavitù fosse inserita nelle strutture giuridiche ed economiche della società romana: lo status di schiavitù o libertà di una persona poteva essere oggetto di disposizioni testamentarie.
A quasi duemila anni di distanza, il frammento fiorentino ci ricorda che la storia della schiavitù non è soltanto storia di istituzioni e norme, ma anche – e soprattutto – di persone, i cui nomi e le cui vicende sono talvolta giunti fino a noi. In questo caso, il documento conserva la disposizione che avrebbe trasformato lo status di una giovane donna da schiava a libera e ne definisce il futuro non solo sul piano giuridico ma anche su quello patrimoniale e materiale. Il papiro non ci consegna dunque soltanto la formula giuridica della manomissione, ma documenta le condizioni concrete in cui una persona poteva uscire dalla schiavitù e diventare un individuo libero.

Segnaliamo con piacere l’uscita del ventesimo volume delle Edizioni dell’Istituto Papirologico «G. Vitelli»: “Libri grec...
13/08/2026

Segnaliamo con piacere l’uscita del ventesimo volume delle Edizioni dell’Istituto Papirologico «G. Vitelli»: “Libri greci e greco-copti nel monachesimo egiziano” di Luca De Curtis.
Il volume indaga le numerose testimonianze librarie, spesso frammentarie, che attestano un’intensa produzione e circolazione di manoscritti nelle comunità monastiche dell’Egitto cristiano.
Il volume è già disponibile in open access sul sito di Firenze University Press (https://books.fupress.it/catalogue/libri-greci-e-greco-copti-nel-monachesimo-egiziano/16392) e sarà presto stampato anche in formato cartaceo.
Nelle foto, un frammento conservato nella nostra collezione, PSI XII 1273, contenente il testo del profeta Isaia in greco con glosse in copto; i frammenti più consistenti di questo codice si trovano presso la Chester Beatty Library di Dublino (https://viewer.cbl.ie/viewer/index/).

Nell’ambito del progetto “PAMELA. Papyri and Manuscripts. Exploring Layers of Ages”, alcuni membri del nostro team hanno...
30/07/2026

Nell’ambito del progetto “PAMELA. Papyri and Manuscripts. Exploring Layers of Ages”, alcuni membri del nostro team hanno avuto l’opportunità di lavorare sui frammenti inediti della Biblioteca Nazionale di Praga. Nel ringraziare il Dipartimento dei Manoscritti e delle Stampe Antiche per la calorosa accoglienza, abbiamo pensato di presentarvi un interessante documento di questa collezione, che fu pubblicato per la prima volta nella serie dei Papyri Wessely Pragenses ormai quasi 70 anni fa.

Come molti papiri della collezione di Praga, il SB 6 9408 ( = P.Prag.Varcl II 2) fa parte dell’archivio di Heroninos, l’amministratore (phrontistes) di parte delle tenute terriere di Aurelius Appianus nei pressi del villaggio di Theadelphia, di cui abbiamo già avuto modo di parlarvi in un post precedente (https://www.instagram.com/p/DTNt5aWjelE/?igsh=NXBibGpmY2J4dzl6). Sul recto, il papiro restituisce un rendiconto delle entrate e delle uscite relative al mese di Thoth del 250 d.C., indirizzato ad Aurelius Appianus da Heroninos in persona.

Nella sezione dedicata alle spese, figurano lavoratori addetti ai compiti più disparati: l’accumulo di “cuscini” (ossia sacchi riempiti di terra o sabbia) sugli argini delle dighe per proteggere i campi circostanti, la raccolta delle canne e delle stoppie che ostruivano i canali di irrigazione, la bonifica dei terreni incolti e l’estrazione di pietre dai pozzi.

Conclude il testo un computo di pagamenti salariali corrisposti agli amministratori delle proprietà di Appianus, nonché a mandriani e conducenti di asini e buoi. La lunga sezione si dipana in ventuno voci distribuite su due colonne. Si osservi come il phrontistes collochi il proprio salario di 40 dracme in cima all’elenco: col. II r. 31 ἐμοὶ Ἡρωνείνῳ (δραχμαὶ) μ (“e a me, Heroninos, 40 dracme”)!

Negli ultimi mesi diversi membri del nostro team sono stati impegnati nelle attività previste  dal progetto Marie Skłodo...
21/07/2026

Negli ultimi mesi diversi membri del nostro team sono stati impegnati nelle attività previste dal progetto Marie Skłodowska-Curie staff exchange “PAMELA. Papyri and Manuscripts. Exploring Layers of Ages”. Questo interessante progetto europeo, che vede coinvolte numerose istituzioni tra le quali il nostro Istituto, ha l’obiettivo di mobilitare ricercatori per produrre uno scambio e una proficua crescita di competenze e conoscenze nell’ambito dello studio di papiri e manoscritti medievali. Alcuni di noi sono stati impegnati nel lavoro di inventariazione dei papiri inediti della collezione di Praga, mentre altri hanno condotto ricerche individuali sui frammenti della collezione di Cambridge e preso parte a un seminario dedicato alla realizzazione di programmi digitali per l’analisi delle note finali dei manoscritti medievali (i ‘colofoni’).
Nel mese di agosto, due nostre ricercatrici si recheranno presso la Macquarie University (Sydney) per lavorare sui papiri ivi conservati e prendere parte ad attività previste sia a Sydney che a Melbourne.
Siamo molto lieti di poter partecipare a queste significative occasioni di studio e di scambio, sulle quali continueremo a tenervi aggiornati!

Noi dell’Istituto Papirologico “Vitelli” l’ “Odissea” di Nolan non l’abbiamo ancora vista, ma del poema omerico conservi...
17/07/2026

Noi dell’Istituto Papirologico “Vitelli” l’ “Odissea” di Nolan non l’abbiamo ancora vista, ma del poema omerico conserviamo nella nostra collezione diversi papiri.

Uno degli esemplari più belli ed eleganti è PSI Od. 5 (I-II sec. d.C.), costituito da 3 frammenti; il più grande misura cm 53,3 x 25,7 e contiene le ultime tre colonne di un rotolo del IV libro dell’Odissea, a cui segue il titolo finale. Il papiro proviene da acquisto e presenta una colorazione particolarmente scura perché è stato trattato dai mercanti con una sostanza oleosa che l’ha reso per di più molto fragile.

E allora, perché non leggere o rileggere quel capolavoro senza tempo che è l’Odissea, prima o dopo la visione del film?

Nelle immagini, che potete consultare anche sul sito PSI Online (https://psi-online.it/documents/psi-od-5), le due colonne finali e un dettaglio del titolo, ΟΔΥΣΣΕΙΑΣ Δ, che segnala la fine del IV libro del poema.

Oggi, 29 giugno, la chiesa cattolica ricorda il martirio dei due apostoli Pietro e Paolo. Nel canone del Nuovo Testament...
29/06/2026

Oggi, 29 giugno, la chiesa cattolica ricorda il martirio dei due apostoli Pietro e Paolo. Nel canone del Nuovo Testamento sono comprese due lettere di Pietro; ben più ampio è, invece, il corpus paolino. Di tali lettere sono conservati frammenti su papiro: per le due lettere di Pietro abbiamo 4 testimoni, per quelle di Paolo 37; la sproporzione numerica rispecchia la produzione di ciascun apostolo. Alcuni di questi sono codici quasi completi o per buona parte conservati; in altri casi si tratta di una singola pagina, magari malridotta, o di piccoli frammenti.
Presso l’Istituto Papirologico, si conserva un papiro contenente un passo della Prima Lettera ai Tessalonicesi di Paolo, PSI XIV 1373: il frammento proviene da un foglio di un codice papiraceo del III/IV sec. d.C. e riporta pochi resti della parte iniziale della lettera (1,3 - 2,1 su una pagina e 2,6-13 sull’altra). Fin dalla sua prima edizione fu notato che la scrittura è molto simile a quella di un altro papiro, P.Yale I 2 + II 86, e una recente analisi condotta da Brent Nongbri ha confermato che tali frammenti provengono dal medesimo codice sulla base di alcuni dettagli, come la presenza di segni per guidare la scrittura e il modo in cui lo scriba realizza i “nomina sacra”, le abbreviazioni tipiche nei testi cristiani per parole come “Gesù”, “Signore” e altre; poiché in P.Yale si conservano parzialmente i capp. 4 e 5 della Lettera agli Efesini, il PSI e il P.Yale sono verosimilmente ciò che resta di un libro che comprendeva l’intero corpus paolino.
Come spesso accade, il riesame di testimoni già editi costituisce un aspetto fondamentale della ricerca papirologica e può produrre importanti novità sia per la storia dei testi, sia per la ricostruzione materiale dei libri in cui questi circolarono in età antica.
Le immagini del papiro sono tratte dal sito PSI online (https://psi-online.it/documents/psi;14;1373).

In occasione del World Elder Abuse Awareness Day, vi presentiamo P.Enteux. 25, un papiro datato al 21 novembre 222 a.C. ...
15/06/2026

In occasione del World Elder Abuse Awareness Day, vi presentiamo P.Enteux. 25, un papiro datato al 21 novembre 222 a.C. e contenente una petizione indirizzata al re Tolemeo III. Il documento conserva la denuncia di Pappo, un padre anziano, contro il figlio Strutho, accusato di violenze, insulti e sottrazione di beni.
Fin dalle prime righe, Pappo descrive la propria condizione, facendo riferimento ai disagi connessi alla vecchiaia e presentandosi come “anziano e con gli occhi indeboliti”. Il suo racconto si sviluppa attorno alla progressiva dissoluzione del legame con il figlio, da lui stesso educato e formato, secondo un modello di reciprocità generazionale che qui appare irrimediabilmente spezzato. La rottura non è soltanto affettiva, ma anche economica e sociale. Strutho viene meno agli obblighi di sostentamento e agli accordi stabiliti per il mantenimento del padre. A questo si aggiungono insulti, aggressioni verbali e comportamenti coercitivi che culminano nell’ingresso nella casa paterna e nella sottrazione di beni “a portata di mano”.
Come spesso nelle petizioni tolemaiche, la sofferenza si traduce in una richiesta di intervento istituzionale. Pappo si rivolge direttamente al re, concepito come garante ultimo di giustizia, chiedendo che il figlio venga sottoposto al controllo degli ufficiali locali e vincolato a un comportamento corretto attraverso misure di sorveglianza e garanzia.
A più di duemila anni di distanza, questo documento colpisce non solo perché racconta un conflitto familiare, ma perché testimonia una forma di abuso nelle sue dimensioni economiche e psico-fisiche. La fragilità della vecchiaia, qui, non è un tema astratto, ma una realtà storica che le fonti documentarie ci trasmettono con grande chiarezza, inserita nel quadro concreto delle relazioni familiari e della giustizia amministrativa, permettendoci di verificare una volta di più la continuità dei costrutti sociali e della sensibilità umana attraverso i secoli e i millenni.

Sorbonne Université, Institut de papyrologie (2025) P.Enteuxeis. NAKALA - https://nakala.fr (Huma-Num - CNRS). Disponibile su: https://doi.org/10.34847/NKL.4EF8419T. Pubblicato con licenza CC BY-NC 4.0.

Oggi, ultimo giorno di scuola per tanti ragazzi delle scuole superiori, ci fa piacere ricordare quanti nel 2025-2026 han...
10/06/2026

Oggi, ultimo giorno di scuola per tanti ragazzi delle scuole superiori, ci fa piacere ricordare quanti nel 2025-2026 hanno partecipato con attenzione e curiosità ai laboratori svolti qui da noi all’Istituto Papirologico, con la possibilità di vedere, leggere e tradurre i papiri direttamente sugli originali. Quest’anno gli istituti partecipanti sono stati il Liceo Marsilio Ficino di Figline e Incisa Valdarno (FI), il Liceo Cicognini - Rodari di Prato, il Liceo Petrarca di Arezzo, il Liceo Alighieri di Ravenna e il Liceo Torricelli - Ballardini di Faenza.
Grazie a tutti e appuntamento al prossimo anno: trovate nel post la locandina con tutte le informazioni sulle nostre attività per le scuole (e, se volete salvarlo, questo è il link: https://www.istitutopapirologico.unifi.it/vp-165...). Buona estate e a presto!

È aperto il bando per la partecipazione al XXIII Seminario Papirologico Fiorentino, che si terrà dal 7 al 15 settembre p...
25/05/2026

È aperto il bando per la partecipazione al XXIII Seminario Papirologico Fiorentino, che si terrà dal 7 al 15 settembre presso il nostro Istituto. Il Seminario è rivolto prioritariamente agli studenti in possesso del titolo di Laurea magistrale (LM-15) e prevede lezioni frontali, lavoro diretto sui papiri documentari inediti della nostra collezione e alcune sessioni di restauro. Sarà possibile presentare domanda fino al 15 giugno. Il bando completo è disponibile al link:https://www.istitutopapirologico.unifi.it/upload/sub/bando_XXIII_seminario_Istituto_Papirologico_2026_fto_signed_PROT.pdf

In occasione della giornata mondiale delle api, istituita per promuovere la tutela degli insetti impollinatori, custodi ...
20/05/2026

In occasione della giornata mondiale delle api, istituita per promuovere la tutela degli insetti impollinatori, custodi della biodiversità, vi presentiamo un esempio di difficoltà che gli apicoltori erano costretti ad affrontare nella vita quotidiana dell’Egitto romano.
Si tratta di una disputa tra apicoltori (melissourgoi) e pastori (poimenes), menzionata in una petizione: P.Dubl. 11 (Pap Gr 110a-c; ©️ Board of Trinity College).
Dal fr. 1 sembra si possa ricostruire, seppur con cautela a causa delle lacune, che alcune pecore erano state portate a pascolare in un terreno che, invece, era stato riservato alle api (dietro pagamento di concessione o di affitto), perché la varietà di fiori che vi cresceva era ottima per la produzione di miele. Gli apicoltori si erano, così, rivolti allo stratego dell’Ossirinchite, Atenodoro, affinché intervenisse contro i pastori, forse con riferimento alla normativa esistente, di cui siamo, però, solo in minima parte a conoscenza. Tali situazioni dovevano essere frequenti e una generale preoccupazione per i danni che le greggi potevano causare ai fiori e dunque alle api traspare anche dalle parole di Aristotele, che le definisce nemiche delle api (HA 627b4). Nelle Georgiche di Virgilio (IV, 11-36) viene descritto, invece, il luogo perfetto per la produzione di miele, dono divino: un luogo in cui non batta il vento, in cui pecore e capretti non calpestino i fiori né le giovenche schiaccino l’erba appena nata; dove lucertole e uccelli non possano arrivare, ma ci siano sorgenti limpide e alberi frondosi in cui le api possano ripararsi.
Anche se le minacce per l’ecosistema delle api e degli insetti impollinatori sono in parte cambiate nel corso dei secoli, gli antichi erano consapevoli dell’importanza economica del miele, utilizzato nei più vari ambiti (alimentare, medico, religioso). Questo aspetto doveva essere probabilmente sufficiente per l’adozione di misure di tutela, ma soprattutto per l’esercizio di un controllo diretto sulla produzione e sulla vendita del prodotto. Prova ne sono, ad esempio, l’imposizione di una tassa sul miele e sulla cera e la distinzione tra apicoltori ‘pubblici’ e privati.

Indirizzo

Borgo Degli Albizi, 12
Florence
50122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 14:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 14:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 14:00

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