15/06/2026
In occasione del World Elder Abuse Awareness Day, vi presentiamo P.Enteux. 25, un papiro datato al 21 novembre 222 a.C. e contenente una petizione indirizzata al re Tolemeo III. Il documento conserva la denuncia di Pappo, un padre anziano, contro il figlio Strutho, accusato di violenze, insulti e sottrazione di beni.
Fin dalle prime righe, Pappo descrive la propria condizione, facendo riferimento ai disagi connessi alla vecchiaia e presentandosi come “anziano e con gli occhi indeboliti”. Il suo racconto si sviluppa attorno alla progressiva dissoluzione del legame con il figlio, da lui stesso educato e formato, secondo un modello di reciprocità generazionale che qui appare irrimediabilmente spezzato. La rottura non è soltanto affettiva, ma anche economica e sociale. Strutho viene meno agli obblighi di sostentamento e agli accordi stabiliti per il mantenimento del padre. A questo si aggiungono insulti, aggressioni verbali e comportamenti coercitivi che culminano nell’ingresso nella casa paterna e nella sottrazione di beni “a portata di mano”.
Come spesso nelle petizioni tolemaiche, la sofferenza si traduce in una richiesta di intervento istituzionale. Pappo si rivolge direttamente al re, concepito come garante ultimo di giustizia, chiedendo che il figlio venga sottoposto al controllo degli ufficiali locali e vincolato a un comportamento corretto attraverso misure di sorveglianza e garanzia.
A più di duemila anni di distanza, questo documento colpisce non solo perché racconta un conflitto familiare, ma perché testimonia una forma di abuso nelle sue dimensioni economiche e psico-fisiche. La fragilità della vecchiaia, qui, non è un tema astratto, ma una realtà storica che le fonti documentarie ci trasmettono con grande chiarezza, inserita nel quadro concreto delle relazioni familiari e della giustizia amministrativa, permettendoci di verificare una volta di più la continuità dei costrutti sociali e della sensibilità umana attraverso i secoli e i millenni.
Sorbonne Université, Institut de papyrologie (2025) P.Enteuxeis. NAKALA - https://nakala.fr (Huma-Num - CNRS). Disponibile su: https://doi.org/10.34847/NKL.4EF8419T. Pubblicato con licenza CC BY-NC 4.0.
10/06/2026
Oggi, ultimo giorno di scuola per tanti ragazzi delle scuole superiori, ci fa piacere ricordare quanti nel 2025-2026 hanno partecipato con attenzione e curiosità ai laboratori svolti qui da noi all’Istituto Papirologico, con la possibilità di vedere, leggere e tradurre i papiri direttamente sugli originali. Quest’anno gli istituti partecipanti sono stati il Liceo Marsilio Ficino di Figline e Incisa Valdarno (FI), il Liceo Cicognini - Rodari di Prato, il Liceo Petrarca di Arezzo, il Liceo Alighieri di Ravenna e il Liceo Torricelli - Ballardini di Faenza.
Grazie a tutti e appuntamento al prossimo anno: trovate nel post la locandina con tutte le informazioni sulle nostre attività per le scuole (e, se volete salvarlo, questo è il link: https://www.istitutopapirologico.unifi.it/vp-165...). Buona estate e a presto!
25/05/2026
È aperto il bando per la partecipazione al XXIII Seminario Papirologico Fiorentino, che si terrà dal 7 al 15 settembre presso il nostro Istituto. Il Seminario è rivolto prioritariamente agli studenti in possesso del titolo di Laurea magistrale (LM-15) e prevede lezioni frontali, lavoro diretto sui papiri documentari inediti della nostra collezione e alcune sessioni di restauro. Sarà possibile presentare domanda fino al 15 giugno. Il bando completo è disponibile al link:https://www.istitutopapirologico.unifi.it/upload/sub/bando_XXIII_seminario_Istituto_Papirologico_2026_fto_signed_PROT.pdf
20/05/2026
In occasione della giornata mondiale delle api, istituita per promuovere la tutela degli insetti impollinatori, custodi della biodiversità, vi presentiamo un esempio di difficoltà che gli apicoltori erano costretti ad affrontare nella vita quotidiana dell’Egitto romano.
Si tratta di una disputa tra apicoltori (melissourgoi) e pastori (poimenes), menzionata in una petizione: P.Dubl. 11 (Pap Gr 110a-c; ©️ Board of Trinity College).
Dal fr. 1 sembra si possa ricostruire, seppur con cautela a causa delle lacune, che alcune pecore erano state portate a pascolare in un terreno che, invece, era stato riservato alle api (dietro pagamento di concessione o di affitto), perché la varietà di fiori che vi cresceva era ottima per la produzione di miele. Gli apicoltori si erano, così, rivolti allo stratego dell’Ossirinchite, Atenodoro, affinché intervenisse contro i pastori, forse con riferimento alla normativa esistente, di cui siamo, però, solo in minima parte a conoscenza. Tali situazioni dovevano essere frequenti e una generale preoccupazione per i danni che le greggi potevano causare ai fiori e dunque alle api traspare anche dalle parole di Aristotele, che le definisce nemiche delle api (HA 627b4). Nelle Georgiche di Virgilio (IV, 11-36) viene descritto, invece, il luogo perfetto per la produzione di miele, dono divino: un luogo in cui non batta il vento, in cui pecore e capretti non calpestino i fiori né le giovenche schiaccino l’erba appena nata; dove lucertole e uccelli non possano arrivare, ma ci siano sorgenti limpide e alberi frondosi in cui le api possano ripararsi.
Anche se le minacce per l’ecosistema delle api e degli insetti impollinatori sono in parte cambiate nel corso dei secoli, gli antichi erano consapevoli dell’importanza economica del miele, utilizzato nei più vari ambiti (alimentare, medico, religioso). Questo aspetto doveva essere probabilmente sufficiente per l’adozione di misure di tutela, ma soprattutto per l’esercizio di un controllo diretto sulla produzione e sulla vendita del prodotto. Prova ne sono, ad esempio, l’imposizione di una tassa sul miele e sulla cera e la distinzione tra apicoltori ‘pubblici’ e privati.
14/05/2026
Martedì 19 maggio, alle ore 15, in Via della Pergola 60 (sala Orbatello) si terrà il secondo appuntamento nell’ambito dei nostri Incontri Papirologici 2026. Interverrà Andrea Jördens (Universität Heidelberg), con una lezione dal titolo: “Vite e vicende di Giudei nell’Egitto ellenistico e romano”. Sarà possibile seguire anche da remoto al link: https://meet.google.com/bht-immk-quu. Non mancate!
30/04/2026
Martedì 5 maggio, alle ore 15.00, in Via della Pergola 60 (sala Orbatello), si terrà il primo dei nostri Incontri Papirologici del 2026. Interverrà Amin Benaissa (University of Oxford) con una lezione dal titolo: “An Anomaly No More: Dionysius Periegetes in the Papyri”. Sarà possibile seguire anche online al link https://meet.google.com/mbs-vgeb-jou. Non mancate!
27/04/2026
Due appuntamenti da non perdere nell’ambito degli Incontri Papirologici del 2026: interverranno Amin Benaissa (Christ Church, University of Oxford) e Andrea Jördens (Universität Heidelberg). Vi aspettiamo martedì 5 e martedì 19 maggio in Via della Pergola 60, Sala Orbatello, alle ore 15.00. Sarà possibile seguire anche online. Non mancate!
23/04/2026
Oggi si celebra la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Tali aspetti avevano nel mondo antico caratteristiche molto diverse da quelle attuali: la forma standard del libro fu, almeno fino al II sec. d.C., quella del rotolo di papiro; d’altra parte, il concetto di autorialità era assai meno rigido di come lo intendiamo oggi. Basti pensare che la pubblicazione dei testi teatrali finiva per coincidere con la prima messa in scena.
Nei rotoli di papiro, il nome dell’autore era registrato insieme al titolo dell’opera e trovava posto all’inizio, alla fine e/o sull’esterno del rotolo. In alcuni casi, scoperte papirologiche in più fasi hanno consentito di recuperare larghe porzioni di un’opera prima perduta e, infine, il nome del suo autore.
Questo è il caso del papiro della Sorbona che vi presentiamo oggi (Inv.Sorb. 72 + 2272 + 2273). Nel 1901, in un cimitero nei pressi del villaggio di Médinet-Ghôran, nell’Arsinoite, Pierre Jouguet rinvenne centinaia di mummie ancora coperte di cartonnages (una sorta di cartapesta, ottenuta da strati di papiro riciclato e lino, usata per realizzare sarcofagi e maschere funerarie). Dallo smontaggio di tali cartonnages emersero numerosi testimoni letterari, tra i quali sette frammenti di una commedia della quale, tuttavia, autore e titolo rimanevano ignoti. Per oltre cinquant’anni il contenuto di tali frammenti fu oggetto delle più diverse ipotesi, fino a quando, nel 1962, da uno dei cartonnages provenienti dal medesimo scavo, emersero altri frammenti dello stesso rotolo, uno dei quali contenente titolo e nome dell’autore: Μενάνδρου Ϲικυώνιοι, i Sicioni di Menandro. Segue l’indicazione del numero dei versi copiati: 1000 e più (le cifre di centinaia, decine e unità sono perdute in lacuna) e una sottoscrizione, elemento rarissimo in età di rotolo. In essa lo scriba invita i lettori a non ridere della sua scrittura.
Nella prima immagine Inv.Sorb. 2272b, frammento di pettorale; nella seconda, Inv.Sorb. 2272e, con i versi finali della commedia e il colofone ©️ Sorbonne Université – Institut de papyrologie.
La trascrizione è riprodotta da R. Kassel, S. Schröder, PCG VI.1, Menander, Berlin-Boston 2022.
15/04/2026
Si parlerà anche di Arsinoe, e del nostro progetto "Arsinoe3D", venerdì 17 aprile 2026, presso l’Accademia d’Egitto di Roma (), alla serata celebrativa in occasione dei 40 anni dalla fondazione dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia, introdotta da una presentazione delle attività e della storia dell'IICE a cura della Presidente Gloria Rosati (), a cui seguiranno le conferenze:
Ilaria Cariddi (, ): Arsinoe ritrovata: dall’archivio all’esplorazione 3D di una città dell’Egitto greco-romano.
Francesca Iannarilli (): Dai due Nili al Mediterraneo: percorsi di archeologia e fumetto.
Seguirà un documentario sul Grand Egyptian Museum, commentato dal Vicepresidente IICE Emanuele M. Ciampini (), e sarà inaugurata la mostra d'arte "Companionship" di .rabe342. L'ingresso è libero (fino a esaurimento posti.
03/04/2026
Oggi è il giorno in cui la liturgia cristiana ricorda la passione e la morte di Gesù, un tema che è stato ampiamente affrontato negli scritti dei primi Padri della Chiesa.
PSI inv. 535, un frammento di papiro della collezione fiorentina scritto nella seconda metà del V secolo d.C., riporta un passo, lacunoso, di un autore sconosciuto proprio su questo tema. Non è possibile seguire il filo del discorso, ma nella prima parte il soggetto sono probabilmente i Giudei: è scritto «sono ora diventati assassini … gridando contro il Salvatore: “Toglilo di mezzo, toglilo di mezzo, crocifiggilo…”». Poco dopo si accenna a “scettri della regalità” e il soggetto è un “re sofferente”. L’antitesi fra l’umiliazione dei persecutori e la regalità di Gesù, racchiusa anche nella frase “essendo condotto alla croce è stato glorificato (?)”, è evidenziata nel commento del primo editore, Mario Naldini, in Aegyptus 38 (1958), pp. 144-146.
Il passo non risulta essere noto da altre fonti e non è possibile proporre per esso un’attribuzione precisa a causa dell’esiguità del testo superstite e dell’amplissima diffusione di commenti sulla passione. In generale, lo stile sembra prediligere contrapposizioni elaborate e frasi brevi, come si riscontra già in uno dei testi più antichi composti per la celebrazione della Pasqua, l’omelia di Melitone di Sardi (fine del II secolo d.C.), conservata anch’essa solo da testimonianze papiracee.
Per la scheda completa sul papiro: https://psi-online.it/documents/m-naldini-aegyptus-38-1958-pp-144-146