09/05/2024
Pittura
Usiamo la pittura come strumento di approfondimento, il colore come elemento per contermare un concetto, lo strumento insieme al colore per fissare nella memoria una trama.
La pittura nutre la sedimentazione di ogni racconto, e la arricchisce.
Ma la pittura è anche un gioco esperienziale che viene prima del suo essere legato ad altro. La pittura (come la manipolazione degli impasti) con le sue molteplici combinazioni di materia, strumenti, postura, dimensioni, è terapeutica.
Durante la pittura i bambini si adattano ad un preciso setting, affrontano sostanze diverse, maneggiano strumenti diversi. Possono rifiutare tutto questo o una parte. Possono buttarsi o procedere un passo alla volta trovando la maniera per loro più adeguata. Per questo, l'obbiettivo ufficiale ("usiamo il viola ... come il glicine che abbiamo incontrato" per fissare bene questa scoperta) è sempre l'obiettivo secondario. Prima viene il vissuto, l'elaborazione, la scoperta, il piacere, il non piacere, l'imparare modi e tecniche, il regolarsi attraverso le regole.
Il nostro primario compito di adulti, dopo quello (comprimario) di sostenere il gioco con una predispozione e una regia adeguata, è quello di trarre indicazioni dall'osservazione delle azioni, dei comportamenti, dei pensieri espressi attraverso il corpo, per fare conoscenza con l'intimità di ciascun* bambin* nelle loro diverse sfumature. Sfumature che possono essere lievi in temperamenti fortemente marcati con altri giochi a disposizione o con altri strumenti nelle mani, o viceversa.
Da noi la pittura ogni settimana torna per essere ri-vissuta, ri-sentita, ri-provata, ri-trovata e ogni foglio porta molto più che un colore