30/11/2016
Entrare nel social per far rivivere le storie dell’alluvione; uscire dal social per riportare le storie nei luoghi in cui sono avvenute.
..una diavoleria cui mi sono sottoposto molto volentieri!
Un mese è passato; me ne torno in Accademia.
Il progetto Smart Place, però, va avanti.
Vi lascio in buona compagnia
www.csl.unifi.it
29/11/2016
Facebook, Instagram e ora Google Maps.
Gli aneddoti che vi abbiamo raccontato per tutto il mese di Novembre, sono stati disseminati e geolocalizzati in città.
Andate a visitarli e, già che ci siete, passate a salutarmi in Galleria!
Firenze Smart Place sulle Google Maps | Firenze SmartPlace
Percorsi narrativi geolocalizzati in città In questa mappa comparirà una selezione delle storie del progetto Firenze Smart Place, a mano a mano che saranno pubblicate sul sito. Scopri tutto il network Il progetto su Facebook Il progetto su Instagram Il progetto sulle Google Maps
28/11/2016
Paolo VI decise di dire la messa di Natale del 1966 proprio a Firenze. Un mese e mezzo dopo l'alluvione, il Papa volle visitare i luoghi danneggiati dalla forza dell'Arno e aiutare i fiorentini a rialzarsi.
26/11/2016
C'era un vecchio disperato che cercava nel groviglio delle auto in Sant’Ambrogio e dintorni il camioncino con cui portava frutta e verdura al mercato.
La corrente lo aveva trascinato Dio sa dove ed appunto a Dio si rivolse, coi pugni al cielo: «Io un so più icché dirti». La bestemmia in quello scenario apocalittico si trasformò in preghiera e pare che un raggio di sole si sia fatto strada tra le nuvole in segno di speranza.
"Io un so più icché dirti". Drammi, bestemmie e bestiario dell’alluvione | Firenze SmartPlace
25 aneddoti (+ 1) sui giorni dell'alluvione...
25/11/2016
35 vittime, 17 a Firenze e 18 in provincia: questo il tragico bilancio dell’alluvione che il 4 novembre 1966 colpì e devastò Firenze...
24/11/2016
Siamo anche su Instagram!
In occasione dei 50 anni dall'alluvione di Firenze, abbiamo disseminato storie sui social media e sul territorio cittadino attraverso la geolocalizzazione dei contenuti.
È online il secondo percorso
SGUARDI CINICI SULL'ALLUVIONE
Cinismo, acutezza e uno spiccato realismo.
Tre sguardi diversi sull'alluvione di Firenze: Indro Montanelli, Carlo Monni e Mario Monicelli con Amici miei.
Buona visione!
https://www.instagram.com/p/BNICTQpDka4/?taken-by=firenze.smartplace
Instagram video by Firenze Smart Place • Nov 22, 2016 at 8:18pm UTC
See this Instagram video by .smartplace • 8 likes
23/11/2016
L’impermeabile bianco di Ted Kennedy leggermente sporco di fango su una manica: un’altra immagine famosa quando si pensa all’alluvione.
Dietro quell’impermeabile si nasconde, però, un’altra grande storia di solidarietà. Ted Kennedy, infatti, per aiutare Firenze creò il CRIA, un comitato per il recupero delle opere d'arte danneggiate dall'alluvione che sostenne molte delle spese necessarie per i soccorsi e per i restauri.
[photo credit: Massimo Sestini]
21/11/2016
“L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili,
delle carte, dei quadri che stipavano
un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto.
Forse hanno ciecamente lottato i marocchini
rossi, le sterminate dediche di Du Bos,
il timbro a ceralacca con la faccia di Ezra,
il Valèry di Alain, l’originale
dei Canti Orfici – e poi qualche pennello
da barba, mille cianfrusaglie e tutte
le musiche di tuo fratello Silvio.”
20/11/2016
La vicenda degli angeli del fango è nota: in seguito all’alluvione di Firenze centinaia di ragazzi accorrono in città per darsi da fare. Ogni tanto salta fuori il nome di personaggi famosi, emerge qualche aneddoto, qualche curiosità. Uno di questi è legato al nome di Francesco De Gregori.
Diario di un angelo del fango | Firenze SmartPlace
De Gregori angelo del fango. Il senso di libertà, la fatica e il coraggio di dire no.
18/11/2016
Canzone popolare e fiorentinità per guardare l’alluvione attraverso uno sguardo comico e meno retorico.
O Rosa, ma che l'ha’ chiuso l'acquaio ieri sera? | Firenze SmartPlace
L’alluvione (di Firenze) cantata da Riccardo Marasco.
16/11/2016
Il 4 Novembre la piena dell’Arno sommerse anche l’ormai ex Istituto Penitenziario delle Murate. Alle 12:00 il primo piano era ormai del tutto allagato: la tensione tra i detenuti e le guardie era altissima. Il maresciallo infatti, nonostante la difficile e pericolosa situazione, non aveva ancora dato l’ordine di aprire le porte delle celle per permettere ai detenuti di mettersi in salvo.
Le urla, la ribellione dei carcerati e il buon senso dei secondini, però, fecero in modo che le celle venissero aperte. Come prevedibile, in molti evasero - anche se poi furono quasi tutti riconsegnati alla giustizia - mentre altri cercarono la salvezza rifugiandosi sulle mura del complesso penitenziario.
15/11/2016
L'alluvione aveva lasciato intatto solo il 30% della pittura del Crocifisso del Cimabue.
Come intervenire?
Si pensò subito a due soluzioni: relegarlo in un deposito, oppure farne una copia identica.
L'espressività e la potenza dei colori, però, aiutarono i restauratori a trovarne una terza. Si decise, infatti, di intervenire facendo una “astrazione cromatica': utilizzare brevi pennellate che ricostruirono l’opera intera.
[photo credit: Opera di Santa Croce]