31/08/2026
La crema solare, la merenda, il detersivo, il materasso. 👇
In tre minuti di scroll un genitore scopre di aver sbagliato tutto. Non entro nel merito di quelle notizie, non è il mio campo ma uno scroll fatto di allarmi ti mette costantemente in “modalità allerta”.
Vivere in allarme costante però ha due conseguenze.
La prima è che smetti di distinguere. Se tutto è pericoloso, niente è prioritario. E il giorno in cui compare un segnale che riguarda davvero tuo figlio, quel segnale è molto meno spettacolare di una crema cancerogena. Che dopo dieci minuti di compiti si stanchi, che salti il rigo, che rilegga la stessa parola, che si metta storto sul quaderno: roba che non fa notizia. Quindi finisce in fondo alla fila.
La seconda è che tuo figlio se ne accorge. I bambini leggono il nostro stato molto prima delle nostre parole. Uno che percepisce allarme si mette in protezione pure lui. Il problema è che in modalità sopravvivenza i canali dell’apprendimento si chiudono: restano aperti quelli che servono a scappare, non quelli che servono a imparare. È lo stesso identico motivo per cui a scuola, quando va in ansia, un bambino smette di capire quello che sta leggendo.
Allora come si riconosce un segnale vero. Te lo dico come faccio io con la mia bambina.
Un allarme parla di tutti e non è verificabile: non lo puoi guardare, lo puoi solo temere.
Un segnale parla di tuo figlio ed è osservabile stasera: come tiene la penna, quanto regge prima di stancarsi, cosa fa quando copia dalla lavagna, se avvicina la faccia al foglio, se dopo un po’ chiude un occhio.
Il primo ti toglie il sonno. Il secondo ti dà una cosa da fare.
Non ti sto dicendo di non informarti. Ti sto dicendo di guardare tuo figlio più di quanto guardi lo schermo, perché le cose che riguardano lui non le trovi in un video virale: le trovi addosso a lui, ogni pomeriggio. Sono molto più noiose e molto più utili.
E vale anche per i miei, di contenuti. Se un giorno leggi una mia cosa che ti lascia solo la paura addosso, scrivimelo, perché vuol dire che l’ho scritta male.