19/04/2026
EUROPEAN UNIVERSITY GAMES: COME L'UNIVERSITA' DI SALERNO (UNISA) SLOGGIA GLI STUDENTI CALPESTANDO IL DIRITTO ALLO STUDIO E ALLA CASA - PARTE 1
(di Arturo Serra, militante di "Noi Comunisti")
“ Panem et Circenses” dicevano gli antichi Latini, indicando con tale espressione, un sistema di governo mirante al soddisfacimento dei bisogni più elementari del popolo, assicurando loro facili distrazioni, ed è ciò che sta accadendo all’ Università degli Studi di Salerno, dove l’ amministrazione dell’ ateneo preferisce anteporre il godimento derivante da facili distrazioni, al diritto allo studio ed al diritto alla casa.
Questi sono i fatti : dal 18 Luglio al 1 Agosto 2026, si svolgeranno gli European University Games, una competizione sportiva multidisciplinare, che porterà a Salerno 4500 tra atleti e staff sportivo, in ragione di ciò, l’ateneo Salernitano, nella persona del precedente Rettore Vincenzo Loia, attraverso l’ ADISURC, che è l’ ente regionale responsabile per l’erogazione dei servizi relativi al diritto allo studio degli studenti universitari ( borse di studio,residenze, mensa), HA PRESO LA DECISIONE DI SFRATTARE GLI STUDENTI UNIVERSITARI ITALIANI E INTERNAZIONALI DALLE LORO LEGITTIME RESIDENZE UNIVERSITARIE PER FAR POSTO AGLI ATLETI DAL 30 GIUGNO AL 1° SETTEMBRE!
Un decisione che viola , con un palese un vulnus giuridico, la Costituzione Italiana all’ articolo 33, che sancisce e garantisce il libero accesso al sapere e alla formazione culturale, e all’ articolo 3 , poiché, si rischia di stabilire un accesso esclusivo ed escludente, a dei diritti che gli studenti non avranno per alcuni mesi, cioè, il diritto allo studio e il diritto alla casa.
La suddetta decisione, ha spinto alcuni studenti, coscienti dei loro diritti, ad unirsi in una piattaforma di lotta, allo scopo di rivendicare il rispetto e il godimento dei loro diritti, questa piattaforma si è data il nome di: PIATTAFORMA NO SFRATTI DSU; in un documento di introduzione ad una loro recente assemblea, i membri della piattaforma dicono le seguenti parole:
“ Quello che sta accadendo con gli sfratti delle residenze universitarie non è un errore amministrativo, né una svista; è il risultato di scelte politiche precise e ripetute nel tempo."
Per capire perché centinaia di studenti rischiano di perdere il proprio alloggio nel pieno della sessione d’ esame, bisogna allargare lo sguardo: LE UNIVERSITA' PUBBLICHE ITALIANE RICEVONO, dallo Stato, MENO DELLA META' DI QUANTO GLI ALTRI PAESI EUROPEI INVESTONO PER STUDENTE.
Il principale strumento di finanziamento degli atenei statali, il Fondo di Finanziamento Ordinario ( FFO), è tornato in termini reali ai livelli del 2000, azzerando di fatto un quarto di secolo di crescita: tra il 2014 e il 2025, il finanziamento pro capite per studente e per docente ha subito una contrazione reale stimabile intorno al 20 % e la situazione peggiora per via della LEGGE DI BILANCIO 2026 CHE PREVEDE UN AUMENTO DELLO 0,3% DEL FINANZIAMENTO ORDINARIO AGLI ATENEI; a ciò si aggiunge il progressivo esaurimento dei fondi PNRR, che avevano temporaneamente tamponato questa crisi, dal 2026 anche questa risorsa straordinaria verrà meno, con conseguenze prevedibili sull’ intera struttura del sistema universitario pubblico.
Ecco cosa singificano le parole "questo impoverimento non è accidentale, riflette una visione politica che tratta l’ istruzione come un servizio di mercato anziché come un diritto”.
A queste parole più che condivisibili, noi aggiungiamo una valutazione di tale vertenza da un punto di vista marxista, questo grave episodio, si inscrive in una più generale, nazionale ed internazionale tendenza all’ aziendalizzazione delle università e del sistema scolastico nel suo complesso, è la manifestazione evidente della fase attuale del capitalismo, che è contraddistinta dall’ imperialismo e dal neo – liberismo, in cui diritti sacrosanti e legittimi, come il diritto allo studio e il diritto alla casa vengono trasformati in merce vendibile sul mercato, tutto questo, conduce ad una crescente privatizzazione dei diritti, che possono essere goduti solo da una parte della società, quella più ricca, la classe borghese, mentre al restante 99 % , composto dalla classe lavoratrice, non resta che accontentarsi delle briciole, rassegnandosi a godere la visione di spettacoli sportivi a detrimento dell’ istruzione collettiva, ma questa situazione può essere cambiata e rovesciata, solo con la lotta e la mobilitazione collettiva.