15/07/2026
🔴TRA SFRATTI, CHIUSURE E DISAGI: UNISA SE NE FREGA DELLX STUDENTX
La questione sfratti si è conclusa con l’assegnazione di sistemazioni alternative per lx studentx che hanno fatto richiesta, e il conseguente abbandono delle residenze di UniSa, che verranno occupate dallx atletx degli EUG 2026.
Non era il risultato che speravamo, ma arginare il problema costringendo l’università a far fronte al disagio causato dalle loro scelte per nulla a misura di studentx, è stato sicuramente un passo in avanti.
Ciò è stato possibile grazie alla mobilitazione dellx studentx riunitx nella piattaforma No Sfratti - DSU: seppure la partecipazione non ha visto coinvolta l’intera comunità studentesca, ma solo una piccola parte di essa, le continue mobilitazioni sono state fondamentali per ottenere questo risultato. Ogni passo che è stato fatto ha contribuito all’esito raggiunto, che ha definito più nettamente come la mobilitazione attiva e fisica possa portare a delle vittorie significative.
Per quanto il percorso sia stato fruttuoso non possiamo non segnalare delle criticità emerse durante questa esperienza, che hanno fortemente limitato la buona riuscita della vertenza, ed evitare effettivamente gli sfratti: l’adesione di una serie di associazioni e realtà è stata solo una promessa vuota, che non si è mai tradotta in partecipazione attiva al processo, alle assemblee e ai presidi. Anzi, alcune di queste hanno addirittura promosso le iniziative legate agli EUG, dimostrandosi disinteressate alla conflittualità della vertenza: promuovere l’evento che ha portato centinaia di studentx a lasciare anticipatamente le residenze, durante la sessione estiva, vuol dire esserne complici.
Soprattutto se consideriamo che il disagio portato dagli EUG non si è limitato alle residenze, ma sta colpendo fortemente tutta l’università. Terminal chiuso, sale della mensa ridotte, le piazze e i luoghi del campus occupate per l’organizzazione dei giochi, presenza anomala delle forze dell’ordine, addirittura l’apertura serale per ospitare gli eventi, negata però alla comunità studentesca che ne ha fatto più volte richiesta negli ultimi anni.
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