Dott.ssa Anay Anselmi educatrice & pedagogista

Dott.ssa Anay Anselmi educatrice & pedagogista 🧑‍🏫 Pedagogista | Bisogni Speciali & Inclusione
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Forse è da qui che voglio ripartire.In questi anni ho incontrato tante volte una cosa che mi fa riflettere: parliamo mol...
07/09/2026

Forse è da qui che voglio ripartire.

In questi anni ho incontrato tante volte una cosa che mi fa riflettere: parliamo moltissimo di bambini e ragazzi. Dei loro comportamenti. Delle loro difficoltà. Di ciò che dovrebbero fare. Di ciò che sarebbe meglio per loro.

Ma quanto spazio lasciamo davvero alla loro voce?

Per me la pedagogia parte anche da questa domanda.

Non significa lasciare che bambini e ragazzi decidano tutto.
Non significa giustificare ogni comportamento.
E non significa trasformare l'educazione in un “fai quello che vuoi”.

Significa considerare la persona che abbiamo davanti come parte attiva del processo educativo.

È da qui che voglio costruire questo spazio.

Parleremo di accessibilità, inclusione, scuola, relazioni, partecipazione e di bambini e ragazzi.

Con competenza, ma senza pedagogese. Con serietà, ma senza prenderci troppo sul serio.

E con qualche domanda scomoda, quando serve. 🙂

Adesso tocca a voi:
👉 Qual è una cosa che secondo voi gli adulti decidono troppo spesso al posto di bambini e ragazzi?
Vi leggo.

Guardo con tutto quello che so.Ma anche con tutto quello che ancora mi manca.Perché una delle cose che sto imparando nel...
04/09/2026

Guardo con tutto quello che so.
Ma anche con tutto quello che ancora mi manca.

Perché una delle cose che sto imparando nel lavoro educativo è che la competenza non significa avere già una risposta per ogni situazione.
Significa anche sapere quando fermarsi.
Osservare.
Fare una domanda in più.
Mettere in discussione una strategia che sembrava funzionare.
E soprattutto ricordarsi che conoscere una difficoltà non significa conoscere automaticamente la persona che la vive.

Ogni bambino è un mondo.
E ogni mondo merita una mappa nuova.

Non una mappa improvvisata.
Non una mappa senza strumenti.
Una mappa costruita insieme a ciò che osserviamo, ascoltiamo e impariamo.

E forse è proprio questo che significa essere professionisti dell'educazione: non sapere tutto, ma sapere come continuare a cercare.

👇 Ti è mai capitato di pensare di aver trovato “la strategia giusta” e poi scoprire che con quel bambino non funzionava?

“Ma allora cosa fai, se non dai consigli?”È una domanda che, in forme diverse, accompagna spesso chi si occupa di educaz...
31/08/2026

“Ma allora cosa fai, se non dai consigli?”

È una domanda che, in forme diverse, accompagna spesso chi si occupa di educazione.

E no, non credo di avere la risposta giusta per ogni bambino, ogni ragazzo, ogni famiglia o ogni classe.
Anzi.

Diffido un po' di chi ce l'ha pronta prima ancora di conoscere la situazione. 🙂

Per me educare significa anche imparare a leggere ciò che succede.
Osservare.
Fare domande.
Provare a comprendere prima di intervenire.
E accettare che la stessa strategia non funzioni allo stesso modo per tutte le persone e in tutti i contesti.

Qui parleremo di accessibilità, inclusione, partecipazione, scuola e relazioni educative.
Senza ricette magiche.
Ma con competenza, concretezza e, quando serve, anche qualche domanda scomoda.

Perché l'inclusione è complessa. Ma questo non significa che dobbiamo smettere di provare a renderla possibile.

👇 Ora sono curiosa:
qual è la “ricetta educativa” che ti è stata data e che ti convince meno?

D’estate leggo tantissimo e, per "deformazione professionale", non riesco a non analizzare pedagogicamente ogni libro ch...
17/08/2026

D’estate leggo tantissimo e, per "deformazione professionale", non riesco a non analizzare pedagogicamente ogni libro che finisco! 📖☀️
L'ultima lettura è stata Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman. Eleanor ha 30 anni, un lavoro stabile, una casa e una routine impeccabile. Apparentemente "sta benissimo", ma la sua è solo un'armatura per proteggersi dal dolore. 🛡️
Dietro la routine perfetta e la rigidità di Eleanor si nasconde un'anestesia emotiva: la paura che far entrare qualcuno significi esporsi a un nuovo dolore.
La storia di Gail Honeyman ci ricorda un grande principio educativo e umano: nessuno si salva da solo. La vera trasformazione di Eleanor non nasce da un grande atto di forza, ma dalla gentilezza ordinaria di chi sceglie di "vederla" davvero, senza giudicarla.
La resilienza non è un muro che ci isola dal mondo, ma la capacità di rimettersi in gioco attraverso le relazioni giuste. ❤️

📚 Un libro delicato e profondo sulla solitudine e sulla forza della gentilezza. 📚

💬 L'avete letto? Che impressione vi ha lasciato Eleanor?

Buio, rumori improvvisi, tanta gente, luci dei telefoni che si accendono e spengono. Per un bambino con ipersensibilità ...
12/08/2026

Buio, rumori improvvisi, tanta gente, luci dei telefoni che si accendono e spengono. Per un bambino con ipersensibilità sensoriale o neurodivergenza, la notte delle stelle cadenti può diventare sovraccarico invece che meraviglia.

Non significa rinunciare. Significa prepararsi diversamente. Come? Te lo racconto nelle slide 👉

Accessibile non vuol dire solo rampe e segnaletica. Vuol dire pensare in anticipo a chi vive le esperienze in modo diverso, senza farlo sentire un peso.

💬 Salva questo post per stanotte, e condividilo con chi potrebbe averne bisogno.

Hai altri accorgimenti che funzionano nella tua famiglia? Raccontameli nei commenti

“Calmati.” È la frase che diciamo più spesso a un bambino in crisi. Ed è anche quella che funziona meno.Non perché il ba...
11/08/2026

“Calmati.” È la frase che diciamo più spesso a un bambino in crisi.

Ed è anche quella che funziona meno.

Non perché il bambino non voglia calmarsi. Perché in quel momento, semplicemente, non può non da solo.

L’autoregolazione emotiva non è un interruttore che si accende con l’età o con la buona volontà. È una competenza che si costruisce, incontro dopo incontro, prima con l’aiuto di un adulto e solo dopo in autonomia.

In questo carosello trovi cosa significa davvero, cosa NON aiuta (anche se sembra la cosa giusta da dire), e tre strategie concrete da provare da subito.

Salvalo: è il tipo di contenuto a cui si torna nei momenti difficili, non solo oggi mentre scorri e scrivimi le tue domande nei commenti.

Ho visto passare decine di reel sul nuovo Ulisse di Nolan in questi giorni. Quasi tutti si fermano sul canto delle siren...
10/08/2026

Ho visto passare decine di reel sul nuovo Ulisse di Nolan in questi giorni. Quasi tutti si fermano sul canto delle sirene.
Io continuo a pensare a chi lo lega al palo.
Perché nel mio lavoro, quella figura lì — quella che resta, che non si spaventa, che tiene il limite senza mollarlo — è spesso la parte più invisibile e più decisiva. Non è mai nei reel. Non fa scena.
Ma è quello che permette a un bambino di sentire tutto senza esserne travolto.
Ispirata a una riflessione di Federica Valle 🙏 (vai a leggere il suo post originale, vale la pena)

Perché i bambini passano un'ora a raccogliere sassi, conchiglie e a rincorrere le onde?Noi adulti andiamo al mare per ri...
07/08/2026

Perché i bambini passano un'ora a raccogliere sassi, conchiglie e a rincorrere le onde?

Noi adulti andiamo al mare per rilassarci.

I bambini ci vanno per scoprire.
Ogni conchiglia è un tesoro.
Ogni onda è un esperimento.
Ogni buca scavata nella sabbia è un progetto.

Noi vediamo gesti semplici.
Loro stanno facendo domande al mondo.

E ogni volta che li sollecitiamo con un "Dai, basta, andiamo", interrompiamo un processo di scoperta che per loro è profondamente significativo.

A volte il regalo più bello che possiamo fare a ai bambini è lasciare loro il tempo di meravigliarsi.

05/08/2026

Il mare è meraviglioso. 🌊

Ma non è una piscina più grande.

Ha onde, correnti, vento, profondità che cambiano.

Per questo educare unə bambinə al mare non significa dire di non avere paura.

Significa insegnare a osservare.

A capire quando entrare e quando aspettare.

A riconoscere che la sicurezza nasce dalla conoscenza, non dall'incoscienza.

Un bambino che impara a leggere il mare non diventa solo un nuotatore più sicuro.

Diventa una persona che sa rispettare ciò che è più grande di lui.

Il mare non va sfidato.
Va conosciuto.
E il rispetto è la prima lezione che possiamo insegnare.

03/08/2026

«Dobbiamo imparare a navigare di bolina, sfruttando il vento contrario per andare nella direzione che vogliamo.»

La bolina è una delle più grandi lezioni che il mare possa offrire. Quando il vento è contrario, non ci si arrende e non si aspetta che cambi: si impara a leggerlo, a rispettarlo e a trasformarlo in una risorsa.

È una potente metafora dell'educazione e della pedagogia.

Educare non significa eliminare gli ostacoli, ma accompagnare le persone nello sviluppo delle competenze, della fiducia e della resilienza necessarie per affrontarli. La crescita non è quasi mai un percorso lineare: richiede cambi di rotta, adattamento, pazienza e la capacità di vedere nelle difficoltà un'opportunità di apprendimento.

Come in mare, anche nella vita e nell'educazione, non sempre possiamo scegliere il vento. Possiamo però scegliere come orientare le nostre vele.

Indirizzo

Via Liberazione
Fiorenzuola D'Arda
29017

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 13:00

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