03/08/2026
🕷️ Quello che Spider-Man mi ha insegnato.
Come forse si può capire dalla foto, sono andato a vedere Spiderman
C’è una scena, anzi più di una, che si ripete nell’ultimo film di Spider-Man: Peter Parker seduto sul letto con zia May, a parlare. Non di superpoteri, non di missioni. Parlare di cosa vuol dire sentirsi diversi. Di cosa vuol dire essere visti, davvero, da qualcuno che non giudica ma resta lì, accanto a te.
E poi, verso la fine (niente spoiler, promesso), succede qualcosa di bellissimo: i ruoli si invertono. Peter, che ha imparato la lezione, che è cresciuto, diventa lui il punto d’appoggio per una ragazza che si sente esattamente come si sentiva lui all’inizio: diversa, sola, invisibile.
Ed è lì che ho pensato: questa è una bellissima metafora sul supporto psicologico, sul potere di essere la “zia May” di qualcun altro.
Quante persone, oggi, si sentono diverse e sole e non hanno nessuno accanto che le ascolti senza giudicare?
Se lo avete visto, guardatelo di nuovo con questi occhi. Se non lo avete visto, andateci — vale la pena.
E se in questo momento vi manca la vostra “zia May”... sapete dove trovarmi. Lo studio è aperto, e ascoltare senza giudicare è il mio lavoro.