Dott.Giovanni Meloncelli

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Dott.Giovanni Meloncelli Psicologo scolastico e Educatore professionale. Seguo bambini e ragazzi con le loro famiglie

Ciao Prof, ho letto il tuo sfogo sul carlino e mi sembra giusto, in un primo momento, questa reazione. Non ho letto prop...
10/10/2026

Ciao Prof, ho letto il tuo sfogo sul carlino e mi sembra giusto, in un primo momento, questa reazione. Non ho letto proposte “fattibili”: solo un elenco di cose già lette e poco praticabili. Mi dispiace aver letto NON CO SONO STRUMENTI perché significa che, quando abbiamo lavorato insieme, non sono riuscito a farmi individuare come tale. Gli strumenti ci sono ma credo siano da trovare nella PREVENZIONE (parola che purtroppo non leggo nella tua intervista). Io resto a disposizione
e possibile “strumento”!

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/francesca-scuola-sicurezza-upsbrak4?utm_source=facebook&utm_medium=social_amplix&utm_campaign=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2F136869409689477%2Fposts%2F1747719847362097&utm_content=comment_link&fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAcGRvZgNzcnRjBmFwcF9pZA80MDk5NjI2MjMwODU2MDkAAR7SG--DTWXdBNH00dLa18L_yw2WApiMaZkmM046ZmfyNgXhYWqk_k99xMKWGw_aem_nBrDpadPFxA4ngkNQFF9mQ

Francesca Calorenne, 49 anni: “Al suono della campanella può entrare chiunque come è successo all’Ariosto. E noi abbiamo paura, in classe senza avere gli strumenti per difenderci. E rischi anche una denuncia”

09/10/2026
Primo incontro del ciclo degli appuntamenti nella biblioteca di Occhiobello con il comune e la coop Cidas
09/10/2026

Primo incontro del ciclo degli appuntamenti nella biblioteca di Occhiobello con il comune e la coop Cidas

Vietare i telefoni agli adolescenti? Vietare no, educare sì.Quando togli uno strumento senza spiegare nulla, non insegne...
30/09/2026

Vietare i telefoni agli adolescenti? Vietare no, educare sì.

Quando togli uno strumento senza spiegare nulla, non insegne a usarlo: rimandi il problema. Il giorno in cui il divieto cade (e cade sempre), ti ritrovi con lo stesso strumento, zero competenze e in più il fascino del proibito.

La vera prevenzione è la CONSAPEVOLEZZA: capire come le app catturano l’attenzione, riconoscere i propri segnali (noia, ansia, bisogno di conferma) e scegliere quando e perché aprire un’app.

Uno strumento utile? Il telefono minimo . I launcher minimalisti non vietano niente, ti danno gli strumenti per decidere tu:

📱 Home essenziale: ti fa notare quante volte apri il telefono in automatico
⏱️ Limiti e blocchi scelti da te: regole che ti dai, non che subisci
⚫ Scala di grigi: riduce lo stimolo visivo
🌙 Fasce orarie senza scroll: a studio, a cena, la sera.
Una regola imposta genera resistenza. Una regola che scegli tu genera responsabilità. Immaginate per gli adolescenti come sarebbe bello condividere con loro questo percorso!

👨‍👩‍👧 Genitori ed educatori: non servire controllare, servire accompagnare. Configurare il telefono insieme, parlare di come ci si sente dopo un’ora di scroll, data l’esempio.

🚀 Per chi vuole cambiare: puoi iniziare oggi. Il launcher è uno strumento, non una cura: il cambiamento nasce dalla consapevolezza.

Non è essere contro la tecnologia, è essere a favore della libertà di scelta. E la libertà, per essere vera, va allenata.

💬 Vietare o educare? Dimmelo nei commenti.
🔖 Salva e condividi con chi ne ha bisogno.

Torno sul dibattito: vietare i telefoni e/o i social agli adolescenti?Quando togli uno strumento senza spiegare nulla, n...
30/09/2026

Torno sul dibattito: vietare i telefoni e/o i social agli adolescenti?

Quando togli uno strumento senza spiegare nulla, non insegni a usarlo: rimandi il problema. Il giorno in cui il divieto cade (e cade sempre), la persona si trova davanti allo stesso strumento senza alcuna competenza per gestirlo, spesso con in più il fascino del proibito.

La vera prevenzione è l'educazione. Come ho sempre sostenuto: vietare no, educare sì.

Come si impara a usare bene il cibo, i soldi o la strada, si può imparare a usare bene la tecnologia. Serve CONSAPEVOLEZZA: capire come le app catturano l'attenzione, riconoscere i propri segnali (noia, ansia, bisogno di conferma) e scegliere quando e perché aprire un'app.

Si passa così dalla consapevolezza alla prevenzione, attraverso la conoscenza di sé e del mezzo (telefonino, internet, social).

Per questo ho studiato uno STRUMENTO già disponibile in rete, che può diventare ottimo per questa necessità: il minimal phone.

I launcher minimalisti non vietano niente: semplificano la schermata e ti danno gli strumenti per decidere tu. Usati bene, diventano un piccolo laboratorio di autoeducazione:

▫️ Home essenziale: ti fa notare quante volte apri il telefono in modo automatico
▫️ Limiti di tempo e blocchi scelti da te: sono regole che ti dai, non che subisci
▫️ Scala di grigi: riduce lo stimolo visivo e ti fa vedere quanto pesa il colore sulla tua attenzione
▫️ Fasce orarie senza scroll: allenano l'abitudine a staccare, per esempio a studio, a cena, la sera

La differenza è tutta qui: una regola imposta dall'esterno genera resistenza, una regola che scegli tu genera responsabilità.

Conoscendo me stesso e il famoso circuito della dopamina che regola anche i social, uso consapevolmente il minimal phone per regolare il mio accesso a qualsiasi app o social, e anche al telefono stesso.

👨‍👩‍👧 Per genitori ed educatori:
Non serve controllare, serve accompagnare. Provate a configurare insieme il telefono, a parlare di come ci si sente dopo un'ora di scroll, a dare l'esempio usando per primi questi strumenti. Il dialogo vale più di qualsiasi blocco.

🙋 Per chi vuole cambiare le proprie abitudini:
Puoi iniziare oggi, senza bisogno del permesso di nessuno. Un launcher minimale è un ottimo primo passo, ma ricorda che è uno strumento, non una cura: il cambiamento vero nasce dalla consapevolezza.

Non si tratta di essere contro la tecnologia, ma di essere a favore della libertà di scelta. E la libertà, per essere vera, va allenata.

💬 Tu cosa ne pensi? Vietare o educare? Scrivilo nei commenti.

📌 Salva il post e condividilo con un genitore, un insegnante o un amico che ne ha bisogno.

Un pedagogista molto noto, favorevole al divieto dei social, ha dichiarato:“I video, specialmente sui social, stanno cre...
29/09/2026

Un pedagogista molto noto, favorevole al divieto dei social, ha dichiarato:

“I video, specialmente sui social, stanno creando uno spettacolo che spinge questi ragazzi e ragazze a fare cose insensate che servono solo per acquisire like, per muovere i social e quindi creano un effetto distorsivo sul piano neuromentale e quindi si perde ancora di più il senso della realtà, diventa spettacolo”.

Rileggendo questa frase, mi colpisce il presupposto che c’è dietro: come se tutti i ragazzi che usano i social facessero cose insensate, come se fossero indotti a sbagliare e non avessero né la capacità di pensare né il potere di decidere se compiere un’azione oppure no.

Io non sono d’accordo con questo presupposto.

Credo che alcuni ragazzi commettano azioni sbagliate e le mettano sui social, ma che dietro ci sia sempre un motivo: un disagio, una rabbia, il bisogno di essere visti e riconosciuti. I social non creano questi vissuti, spesso li rendono solo visibili.

Ecco perché gli “assunti di base innegabili” mi fanno un po’ paura: quando una premessa viene data per scontata, smettiamo di farci domande. E se smettiamo di chiederci cosa c’è dietro il gesto, rischiamo di curare il sintomo e ignorare la causa.

Di questo (e di molto altro) parleremo nelle nostre formazioni

Indirizzo

Ferrara
44124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

3471042391

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