01/09/2024
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
“ GAETANO GUARINO”
IPSSEOA “ GASPARE AMBROSINI”
FAVARA
A tutto il personale della Scuola
Agli studenti
Alle famiglie
Al territorio
Loro sedi
Carissimi,
oggi, con grande turbamento, ho varcato la soglia dei nostri istituti, per l’ultima volta, come
Dirigente Scolastica. Nei miei passi il tremore di un momento esistenziale irripetibile, la
consapevolezza forte di una esperienza che si è compiuta. Una vita a scuola, mai di solitudine,
accompagnata da tutti voi, con la fecondità della vostra collaborazione preziosa, credendo nella
forza liberante e creativa della cultura, per una istituzione scolastica all’altezza delle inderogabili
sfide sociali ed educative.
Insieme abbiamo lottato ogni giorno, nella specificità dei nostri ruoli e delle nostre funzioni, per
fare della scuola la grande equalizzatrice, un luogo di pari opportunità e di bellezza, per far
diventare la scuola ciò che deve essere: una comunità di pensiero, di idee, di progetti, di azioni, che
persegue all’unisono il Bene dei ragazzi e delle ragazze, il loro successo formativo, la
valorizzazione della professionalità di tutti e di ciascuno, nel rispetto della grande tradizione
pedagogica italiana ed internazionale, ma con una apertura costante alla ricerca delle nuove
modalità dell’apprendere e dell’insegnare. La scuola come pathos, ethos, logos, eros: non si può
essere senza amare e senza la carica emotiva dell’amore rischiamo la costruzione di una comunità
senza slanci ed emozioni. Senza Noità, direbbe Lévinas.
Come dirigente scolastica, ho cercato ogni giorno, non senza fatica, di ascoltare, di intelligere, di
leggere dentro, di interrogare e di interrogarmi, per condividere dubbi e certezze, per portare il
respiro del mondo a scuola e nel mondo la bellezza della scuola con i suoi infiniti universi. per
vedere nell’albero secco la primavera che verrà. Per sperare nell’insperato.
Quanta fatica, quanta bellezza, quanto dolore e stupore nell’incanto delle vite che ho attraversato:
quarantadue anni al cubo, in un soffio …adesso prendo respiro e mi inondano i ricordi, gli
abbracci, gli sguardi liquidi che si sciolgono in lacrime, i vostri doni, le vostre parole, il dolore
vissuto, condiviso e narrato, gli errori, l’allegria dei volti dei bambini, l’entusiasmo delle grida dei
giovani studenti, le città scoperte insieme, la gioia di vivere, i fallimenti, la luce aurorale di una
intuizione , la consapevolezza di avere aiutato qualcuno e di credere in qualcosa contro ogni
ragione, contro le etichette, solo per amore della vita e della conoscenza. Insieme a voi.
Non rimpiango nulla: sono felice di quello che ho realizzato con voi, appassionati di scuola come
me, come me sempre pronti a credere che “un’ora di lezione salva la vita”.
Ho tanto combattuto per i diritti dei bambini e dei ragazzi, tanti gli obiettivi raggiunti, i sogni
ancora da realizzare, le esperienze da vivere insieme, nel nostro territorio per l’affermazione della
legalità. Ma, intanto, un capitolo importante della mia vita si chiude ed è arrivato il tempo della
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gratitudine: a Dio, un Dio presente e vitale che ho avuto accanto ogni giorno; ai docenti, autentici
promotori di sviluppo, capaci di superare la freddezza “ di un sillogismo senza fantasia, di un
calcolo senza passione, di un logos senza sophia”; a tutto il personale della scuola che ha saputo
coniugare il bisogno di efficienza con la ricerca autentica di relazioni profonde ed inclusive, per
riscoprire ogni giorno l’essenza di un lavoro finalizzato al servizio dei più piccoli. A tutte le
autorità civili, militari, religiose, alle associazioni, capaci di sperimentare ogni giorno la cura
educativa, superando le incomprensioni, sempre in agguato, del dialogo interistituzionale, in una
logica plurale di enfatizzazione del ruolo di tutti. Ai colleghi dirigenti scolastici, per la stima, la
fiducia, il conforto, il sostegno, lo sguardo senza tornaconto, la sincerità, la capacità di superare
gli ostacoli della burocrazia per essere uno per l’altro porta aperta ed aiuto costante per affrontare
le situazioni più complesse e difficili. Alle famiglie: grazie dei vostri segreti confidati, della vostra
capacità di ascolto, delle fragilità condivise in un percorso di alleanza, a volte costellato da
delusioni e dissapori, ma sempre proteso ad una tensione di ca**tà fraterna, per la crescita
autentica dei nostri ragazzi, in un periodo storico così difficile per essere figli e genitori. Grazie a
chi, con fiducia, mi ha affidato incarichi importanti, di coordinamento di progetti pilota regionali,
provinciali e nazionali: un abbraccio colmo di affetto a chi, nei tanti anni trascorsi insieme, ha
accompagnato la mia crescita professionale a livello ministeriale, regionale e provinciale.
Un ringraziamento specialissimo ai miei staff, alle tante meravigliose persone che hanno profuso
energie cognitive ed emotive accanto a me, e che ho cercato di valorizzare secondo una prospettiva
di leadership condivisa, orizzontale e plurale. Soprattutto adesso vorrei ringraziare i miei studenti
e le mie studentesse, dimensione fondativa e finale della mia vita professionale, e non solo. Grazie
per la vita che mi avete donato senza misura, grazie della vostra allegria e tenerezza, grazie per
essere stati ogni giorno orizzonti infiniti di impegno, di ricerca, di azione, di sperimentazione.
Grazie perché ogni giorno mi avete insegnato l’audacia della speranza, il coraggio, di percorrere
strade sconosciute, la perseveranza dell’innamorato, il dolore dell’incomprensione, la realtà delle
fragilità familiari, l’umiltà di mettersi in discussione. e di chiedere scusa. Grazie perché mi avete
fatto capire che l’amore, come spiega don Tonino Bello, deve essere il principio architettonico che
sostiene tutta la nostra vita. Grazie alla mia famiglia, sempre e ogni giorno.
L’ultima parola è perdono, per le tante volte in cui non vi ho fatto sentire la cosa più importante
per me in quel momento e per voi. Ma la parola finale è gioia, gioia di essere, di respirare un
tempo senza tempo “rara temporum felicitate ubi sentire quae velis et quae sentias dicere licet”
davvero preziosa la felicità del tempo presente in cui è lecito pensare ciò che si vuole e dire ciò che
si pensa (Tacito)
A me e a noi tutti proteggere questa felicità!
Perché stamattina varcando la soglia della scuola per l’ultima volta come dirigente scolastica, ho
capito ancora di più che ho amato la scuola da studentessa, l’ho amata da docente, e poi da
preside e continuerò ad amarla con voi, camminando insieme per le strade del mondo!
Grazie a tutti e a ciascuno.
Con affetto
Gabriella Bruccoleri