13/01/2025
🏓🔴🟡🟢 Quanto è importante la lateralità e il processo di lateralizzazione nello sviluppo di un bambino?
Per lateralità si intende l’insieme delle predominanze particolari dell’una o dell’altra parte simmetrica del corpo, a livello di mano, piede, occhio, orecchio; per lateralizzazione si intende il processo attraverso il quale si sviluppa la lateralità. Tale processo è connesso con l’organizzazione, da un lato dello schema corporeo, dall’altro dello spazio e del tempo. Riguardo l’epoca in cui si stabilisce la lateralità vi è disaccordo; alcuni studiosi dicono che è già stabilita a quattro mesi, altri non la pongono prima dei quattro-cinque anni. Vi sono periodi, anche lunghi, durante i quali il bambino utilizza la mano non dominante, oppure utilizza indifferentemente le due mani (soprattutto verso i 18-36 mesi). In ogni caso la dominanza è fissata quando il bambino (a 6-7 anni) entra nella scuola dell’obbligo: è perciò un grave errore intervenire prima di tale età per modificarla. Il processo di lateralizzazione, favorisce la reversibilità spaziale caratteristica anch’essa del pensiero operatorio concreto. Il processo di lateralizzazione è fondamento dello stabilirsi della scrittura, del suo organizzarsi nello spazio del foglio: tutti elementi che il bambino non possiede prima dei 5-6 anni. La scoperta di un asse corporeo, di due parti simmetriche del corpo e del vissuto di come queste due parti si integrano, è influenzata da un «equilibrio interiore ed emotivo» che viene scoperto, a sua volta, come esperienza propriocettiva. Lo stabilizzarsi della preferenza laterale esprime un piano di perfetta organizzazione della dominanza emisferica cerebrale, la quale si realizza tanto con la preferenza destra quanto con la preferenza sinistra. La dominanza emisferica è una importante condizione funzionale del cervello per cui, nella maggior parte delle persone, nell’emisfero sinistro si organizzano i centri delle funzioni gnosiche, prassiche e fasiche cioè le elaborazioni percettive, le programmazioni motorie finalizzate e il linguaggio. Esiste una minoranza di soggetti in cui tale dominanza si manifesta spontaneamente per la mano sinistra perché i centri delle funzioni gnosiche, prassiche e del linguaggio si organizzano in prevalenza nell’emisfero destro. In questi casi i soggetti saranno mancini ed il loro mancinismo non è da considerare una condizione patologica, ma una condizione fisiologica, e cioè normale, anche se comporta qualche difficoltà di adattamento perché gli strumenti espressivi e motori che si sono organizzati nella nostra società riflettono in prevalenza le esigenze dei destrimani. I mancini contrastati sono dei soggetti lateralizzati in origine a sinistra e che per pregiudizi sociali ed errori educativi vengono costretti o stimolati ad utilizzare la mano destra. Questi interventi possono essere responsabili dell’insorgere di conflitti neurofisiologici nell’ambito delle molteplici e complesse funzioni emisferiche e determinare disturbi del linguaggio (spesso balbuzie), errori di lettura e scrittura, disturbi a carico della sfera affettiva e comportamentale come: timidezza, insicurezza, instabilità o irrequietezza psicomotoria, iperemotività, enuresi, onicofagia, tics, aggressività e talora veri e propri stati ansiosi. Disturbi simili, sia a carico delle funzioni motorio-prassiche sia sul piano comportamentale, si manifestano, inoltre, in bambini dalla lateralità incerta, espressione di una non ben definita dominanza cerebrale. Una lateralità indecisa pone il bambino di fronte a molte difficoltà, le quali (soprattutto in età scolare) si ripercuotono nel campo degli apprendimenti e della vita relazionale. Il bambino ben lateralizzato presenta nel suo destrismo, o nel suo mancinismo, punti di riferimento direzionale precisi; quello che è mal lateralizzato, o contrastato, perde dei punti di riferimento, importanti per i suoi comportamenti costruttivi ed organizzativi.