02/06/2022
Discorso introduttivo alla mostra collettiva
classe V D ind. plastico-scultoreo
“L’opera deve creare forme, non imitarle. E questo, lo scultore africano l’ha sempre saputo”
Pablo Picasso
Nulla di più veritiero se osserviamo, con occhio critico, i lavori della nostra classe V D del liceo artistico “Carlo Levi” di Eboli. La nostra classe infatti in data 03/06/2022 ha ufficialmente calendarizzato la mostra collettiva conclusiva del percorso artistico ispirato alle maschere africane, esponendo nella galleria d’arte del nostro stesso liceo, i lavori di ognuno. Il percorso narrato dalle opere è profondo ed intellettualmente complesso nella sua unicità, infatti il tema principale, su cui ognuno di noi ha sviluppato questo complicato e lungo progetto, sono alcune delle maschere africane e delle culture ad esse connesse.
La maschera, nella cultura africana, riveste una funzione propiziatoria dei popoli dell’Africa Sub-Sahariana, essa è fin dalle antichità utilizzata dalle varie tribù per diversi scopi antropologici durante cerimonie quali, matrimoni e funerali, riti di iniziazione o feste di raccolto, con annessi strumenti musicali e ritmiche, definiti a seconda della cultura.
Colui che indossa la maschera perde la propria essenza umana trasformandosi nello spirito della maschera stessa, risulta, quindi essere un tramite tra il mondo spirituale e quello terreno. Le maschere africane assumono una miriade di significati ed a volte, ad esempio risultano spaventose, poiché, con lo scopo di allontanare spiriti maligni. La rappresentazione estetica di ogni maschera è il risultato di una precisa riproduzione dei valori simbolici e psicologici. Fra i soggetti più comuni, delle maschere africane ci sono sicuramente gli animali, per richiamare le virtù e le qualità che vengono attribuite ad ogni specie; un altro soggetto, è la donna, rappresentazione volta ad evidenziare e celebrare, la bellezza e la fertilità femminile. Nel nostro percorso di realizzazione ognuno ha selezionata e studiato attentamente una maschera africana di una determinata popolazione, e si è giunti, successivamente all’ elaborazione grafica, partendo dall’ immagine della maschera originale, per poi modificarla, seguendo un lungo percorso che poi si è rivelato essere, non solo artistico, ma anche un processo interiore, che ha scatenato in ognuno di noi, una crescita intellettuale. Questo processo di metamorfosi è, come ogni qualvolta ci si presenta dinanzi alla vita, qualcosa di nuovo, sembrato per molti improponibile e faticoso. Inizialmente, chi con più difficoltà e chi meno, abbiamo reagito istintivamente, iniziando a cercare di semplificare la maschera a seconda delle forme, successivamente le rappresentazioni iniziavano ad essere ripetitive, ci si ostinava a soffermarsi principalmente sul significato che ci fosse dietro a questo processo grafico, risultando bloccati.
La visione schematica e regolare delle cose portava a disorientarci, poiché richiedevamo, inconsciamente una risposta che fosse significativa per ciò che avremmo realizzato, e che avesse esaudito il nostro modo di osservare le cose, era subentrato in noi un meccanismo razionale che non lasciava libertà di espressione. Ognuno di noi è riuscito poi, combattendo con le proprie paure e insicurezze nell’ esprimersi liberamente e ad emergere, sia nella veste intellettuale che quella grafica, riuscendosi a concentrare sull’essenza della maschera, lasciandosi andare impulsivamente, distruggendo quella che era fisicamente la maschera e ricavandone una vera e propria metamorfosi. Tale cambiamento non è stato del tutto individuale, in quanto, ad ogni incomprensione si è sempre cercato di confrontarsi, un atteggiamento che non faceva altro che accrescere ed ampliare il viaggio intellettuale. Dopo una serie di sintesi grafico-pittoriche, evoluzioni, cancellazioni e ripensamenti, a volte ritorni agli schemi che molti non riuscivano ad abbondonare, siamo giunti ad una selezione di quella che sarebbe stata la realizzazione dell’opera plastica- scultorea finale. Questo percorso di metamorfosi grafica, si è quindi rivelato fin da subito, una metamorfosi intellettuale, che ha scaturito in noi, un cambiamento radicale, rispetto alle concezioni a cui eravamo ancorati. È stato dunque, un vero e proprio viaggio di crescita interiore, che ci ha condotti, sicuramente al divenire coscienti di quanto sia importante riuscire ad adattarsi alle situazioni, non ricercando, costantemente una risposta, a ciò che si viene posto, senza fossilizzarsi soltanto su quelle idee, che crediamo nostre ed immutabili unicamente solo perché si è reduci di una mentalità chiusa, influenzata da canoni che ci vengono imposti e che cerchiamo costantemente di perseguire.
Possiamo concludere quindi paragonando il nostro percorso, al più piccolo dettaglio di una delle nostre opere: piccolo e sfuggevole ai disattenti, ma immensamente interessante per i buoni osservatori.