La Bussola

La Bussola Un'equipe di professionisti vicentini nel campo dell'educazione a disposizione di studenti, famiglie e insegnanti.

La Bussola è un gruppo di lavoro della Cooperativa San Marco che progetta e realizza servizi destinati agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, ai loro genitori ed ai loro insegnanti. Lo scopo della Bussola e dei suoi operatori è trovare, insieme ai ragazzi e ai loro genitori, la strada giusta per affrontare le sfide scolastiche nel migliore dei modi. La natura del progetto L

a Bussola è riassunta nella sua stessa definizione: si tratta di un insieme di percorsi di stampo educativo e didattico che consentono il potenziamento dell'allievo sia nelle materie in cui presenta delle difficoltà sia nelle materie in cui eccelle; percorsi che consentono la crescita personale su più livelli, attraverso laboratori e proposte tematiche da affrontare in classe; percorsi, infine, che affrontano le criticità di allievi, genitori e docenti da ogni punto di vista, siano queste motivazionali, relazionali o didattiche.

15/09/2021



Questo render di una cellula eucariote è modellato utilizzando dati provenienti da raggi X, risonanza magnetica nucleare e microscopia crioelettronica. Sebbene i ricercatori non siano stati in grado di catturare tutta la complessità della cellula, è forse il miglior tentativo ad oggi di mostrare la miriade di sistemi coinvolti nella vita cellulare. Gli strumenti utilizzati dai ricercatori Evan Ingersoll e Gael McGill: Molecular Maya di Digizyme, Autodesk Maya e Foundry Modo.

09/09/2021



Online il di concorso borse di studio "SuperMedia" 2020/2021 in favore dei figli o orfani ed equiparati degli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, dei pensionati utenti della Gestione dipendenti pubblici, degli iscritti alla Gestione assistenza magistrale, dei dipendenti del Gruppo Poste Italiane S.p.A. e dei dipendenti ex Ipost, nonché dei pensionati già dipendenti ex Ipost.

La domanda deve essere trasmessa a decorrere dalle ore 12,00 del 21 settembre 2021 e non oltre le ore 12,00 del giorno 14 ottobre 2021.

Il bando: https://bit.ly/3yVFVzr

20/03/2021
01/01/2021

:)

#2021 è il numero più piccolo che può essere espresso come il prodotto di due numeri primi consecutivi, che produce un palindromo quando è moltiplicato per il suo inverso e si trova all'interno di π, e e φ

AS

26/12/2020

VI PRESENTO BRUCE McCANDLESS, IL PRIMO ASTRONAUTA A VOLARE NELLO SPAZIO SENZA CAVI DI SICUREZZA

Un essere umano sospeso in un nero surreale al di sopra della curvatura terrestre: ecco una delle foto più incredibile nella storia dell'umanità!

Era il 7 febbraio 1984, durante la missione STS-41-B, la decima del programma Shuttle e il quarto volo dell’indimenticabile Challenger: l’allora 47enne McCandless uscì dal payload dell’orbiter assieme a Robert Stewart, per un’EVA che poi durò in totale 5 ore e 55 minuti. Tra gli obiettivi c’era proprio quello di testare la Manned Maneuvering Unit (MMU), una sorta di poltrona dotata di 24 piccoli propulsori dai quali veniva espulso azoto gassoso, capaci di far raggiungere all’astronauta una velocità teorica fino a 25 metri al secondo (90 km/h!): venne progettata con lo scopo di recuperare satelliti malfunzionanti, mantenendosi a distanza di sicurezza dagli Shuttle, ma dopo la terza missione venne ritirata e mai più usata.

Ne vennero costruite 3: la prima, non andata nello spazio, è ora esposta al Johnson Space Center di Houston; la seconda e la terza, quelle usate nelle 3 missioni, sono esposte rispettivamente allo U.S. Space & Rocket Center di Huntsville, Alabama, e al National Air and Space Museum di Washington. Oggi gli astronauti sulla ISS hanno nel loro “zaino” una versione più piccola, chiamata SAFER (Simplified Aid For EVA Rescue), ma che viene utilizzata solo in caso di emergenze: tutte le EVA effettuate sulla Stazione Spaziale Internazionale sono, per sicurezza, effettuate ancorati per mezzo di un cavo.

Comunicando con la Terra durante il suo volo solitario, Bruce disse "Forse potrebbe essere stato un piccolo passo per Neil, ma questo per me è stato un grande salto."

Quando qualcuno mi chiede quanto debba essere grande il coraggio e l'avventatezza di un uomo dello spazio, ecco, credo che questa immagine abbia una forza incredibile nel descrivere che cosa sia un astronauta.

Matteo

Credits: NASA

12/12/2020

A 15 anni ha inventato un dispositivo per testare l'inquinamento da piombo nell'acqua da bere e una per individuare atti di .
“In tv si vedono solo maschi bianchi fare ricerca. Ma ascoltate: se io lo posso fare, voi lo potete fare". Gitanjali Rao, ragazza dell’anno. E noi siamo tutti con lei e con le ragazze che stanno cambiando il mondo.

06/12/2020

LA PIÙ DETTAGLIATA FOTO DI UNA MACCHIA SOLARE MAI OTTENUTA DA TERRA! 😍

Dettagli incredibili di soli 20 km, una risoluzione due volte e mezzo più alta di qualsiasi precedente immagine ottenuta prima da Terra: questi sono solo alcuni degli eccezionali risultati raggiunti dall'Inouye Solar Telescope, un bestione di 4 metri situato a oltre 3000 metri sul vulcano Haleakalā, isola di Maui, Hawai'i.

Il nuovo telescopio solare non è nemmeno del tutto opertivo, cosa che avverrà tra qualche mese: immaginate cosa ci potrà regalare con il nuovo ciclo solare che ormai è ai nastri di partenza e il cui massimo è previsto attorno al 2025. Sappiamo che il ciclo solare tradisce la sua forza dal numero di macchie solari presenti sulla superficie del Sole. Le macchie solari sono regioni di convergenza delle linee del campo magnetico solare che bucano letteralmente la superficie. Tale concentrazione delle linee del campo magnetico "sopprime" in qualche modo il plasma caldo dal rggiungere la superficie: appaiono così più fredde e quindi più scure rispetto al resto della superficie solare. Ciò nonostante la temperatura nella parte scura della macchia supera ancora i 4000°C. Guardate poi come si distingue la granulazione solare, che ricorda quasi un melograno: quei granuli dalla forma squadrata sono "bolle" di plasma in risalita da sotto la superficie (il Sole non ha una vera superficie in realtà), proprio come le bolle di acqua calda in una pentola per la pasta. La parte centrale dei granuli, più luminosa, è quindi quella più calda mentre i bordi più scuri sono causati dal plasma raffreddato (e quindi più scuro) che scende di nuovo in profondità. Insomma, il classico meccanismo della convezione ma applicato al Sole.

Questa immagine misura circa 16.000 km da parte a parte: significa che il nostro pianeta entrerebbe tutto comodamente all'interno di questa enorme macchia solare, che fu immortalata dal telescopio durante i suoi test dello scorso Gennaio.

I dati dal telescopio, oltre ad essere pazzescamente belli, saranno di fondamentale importanza per comprendere in maniera più approfondita i meccanismi che si celano dietro all'attività solare, ancora non del tutto compresi e importanti anche per il "meteo spaziale", ovvero le interazioni tra l'attività del Sole e il nostro pianeta.

Matteo

Credits: NSO/AURA/NSF

04/12/2020

Non so se vi rendete conto di quanto tutto quello che conoscete sia incredibilmente strano.

Questa è una simulazione del nostro universo effettuata a computer. Si chiama Millennium, e anche se ce ne sono di più recenti a questa sono affezionato. Rappresenta una fetta di universo di circa 5 miliardi di anni luce x 3 miliardi di anni luce. Una porzione molto piccola del nostro universo osservabile, ma abbastanza grande per essere rappresentativa dell'universo nel suo insieme.

Il 70% del contenuto di questo piccolo universo simulato non si vede nemmeno, in questa immagine. Non è nemmeno materia, è energia. Energia oscura, la chiamiamo. Non sappiamo di cosa è fatta, sappiamo solo che accelera l’espansione dell’universo. Noi pensiamo che la materia sia quasi tutto nell’universo, ma è solo il 30%.

Siamo noi, fatti di materia, quelli strani.

E la materia di cosa è fatta? I pallini gialli che vedete sono ammassi di galassie: sostanzialmente è la roba fatta di protoni, neutroni ed elettroni. Tutto il viola è invece materia oscura, che non possiamo vedere e che è fatta d’altro. Vedete quanto viola c’è rispetto al giallo? L’85% della materia nell’universo è oscura e si ostina a non parlarci se non con il linguaggio della gravità. Tanto che non abbiamo la minima idea di cosa sia. Per noi è materia “aliena”, ma siamo noi la minoranza. Noi fatti di protoni, neutroni ed elettroni.

Siamo noi, fatti di materia ordinaria, quelli strani.

Poi c’è il fatto che il 90% della materia ordinaria è ionizzato o sotto forma di plasma. Le stelle sono fatte di plasma, e l’energia che liberano ha ionizzato quasi tutto il resto. Gli astronomi l’hanno chiamata “reionizzazione”: protoni ed elettroni si sono sposati, hanno dato vita alle stelle, e le stelle li hanno fatti separare di nuovo. Storia triste, ma vera. Noi pensiamo che protoni ed elettroni abbiano famiglie da Mulino Bianco ovunque nel cosmo, ma gli atomi in realtà sono rari. Siamo noi la minoranza.

Siamo noi, fatta di materia ordinaria non ionizzata, quelli strani.

Da quando apriamo gli occhi al mattino a quando li chiudiamo la sera non vediamo altro che atomi. Tutto è fatto delle stesse tre cose: quark up, quark down ed elettroni felicemente organizzati insieme. La vostra macchina, il vostro computer, gli alberi del parco, il gatto del vicino, la crema pasticcera, il vostro anello di fidanzamento. Siamo così piccoli e la nostra vista è così limitata che pensiamo che ciò che non è fatto di atomi sia strano. E invece siamo noi quelli strani. E tutto ciò che ci circonda è incredibilmente strano.

Siamo fatti dello 0,3% dell’universo. Significa che siamo scarti? Che siamo speciali? Decidetelo voi. Però guardate ancora una volta questa immagine, e ditemi se non vi vengono le vertigini mentre tentate inutilmente di mettervi in prospettiva...

-Filippo

Credits: Millennium Simulation Project

27/11/2020

L'ALBERO DEL TEMPO

Nelle alture remote delle White Mountains, in California, si trova un gruppo di alberi contorti e nodosi, appartenenti ad una delle specie più longeve conosciute: i pini dai coni setosi (Balfourianae Engelmann). Alcuni esemplari superano i 4000 anni di età ed un albero in particolare, noto come Matusalemme, ha circa 4851 anni. Giusto per capirci, quando nacque Matusalemme non esisteva ancora la piramide di Keope, che sarebbe stata costruita quasi 300 anni dopo, e sull'Isola di Wrangler camminavano gli ultimi mammut che si sarebbero estinti 1000 anni dopo.

La longevità di queste piante è dovuta al clima rigido nel quale crescono e al legno denso e resinoso, che è estremamente resistente agli attacchi di muffe e insetti.
La loro crescita è estremamente lenta, parliamo di pochissimi millimetri al decennio.

[Mario🌰]
grafica di [Narmo]

15/11/2020

Se voglio sapere quanto peso, salgo sulla bilancia.
Semplice, lineare, preciso.
Eppure una affermazione così quotidiana nasconde molte più insidie di quanto si possa pensare.

Lo strumento su cui salgo è davvero una bilancia?
Il numero che vedo come risultato rappresenta davvero dei kg?

La risposta a questi e altri dubbi che non sapevate di avere la trovate nel nostro nuovo articolo ->
https://www.missionescienza.it/massa-e-peso-distinguerli-e-misurarli/

Dopo averlo letto, controllare se la palestra sta funzionando non sarà più lo stesso.

[Fabrizio]

13/11/2020

Non si dà scienza del particolare.
Avete mai guardato un girasole? Probabilmente, sì. Lo avete mai osservato? Probabilmente, no.
Se il vostro tenero partner vi regala una margherita e vi chiede di giocare a “m’ama – non m’ama”, penserete di tenere in mano un fiore. Del resto, ha l’aspetto di un fiore, odora come un fiore, ergo è un fiore. Il sillogismo socratico è quasi perfetto. Peccato che vi siano dei veri e propri trompe-l'œil evolutivi che funzionano talmente bene da vincere anche i nostri tanto raffinati sensi.
La margherita non è un fiore, né lo è il girasole. Entrambi questi nomi comuni si ricollegano a una delle famiglie botaniche di più grande e straordinario successo: le asteracee. Incredibilmente biodiverse e presenti praticamente ovunque nel mondo, queste piante sono spesso assai dissimili, ma hanno alcuni caratteri comuni che ci permettono di tenerle unite. Tra questi caratteri, c’è una infiorescenza chiamata capolino. Il capolino è formato da tante, singole entità (i veri fiori) che nel complesso assumono l’aspetto di un singolo fiore.
Il “super-organismo capolino” segue rigide regole matematiche, è complesso e la sua complessità non può essere spiegata dalle sue singole parti in modo semplice. Fiori tubulosi e fiori ligulati ne formano l’aspetto complessivo, e il numero e l’organizzazione di queste due tipologie di fiori caratterizzano le diverse “sottocategorie” di asteracee.
In questo mare paglierino che vedete in foto, emergono come isole le parti terminali di fiori ligulati di uno di quei “fiori gialli” che vedete per strada, anche a novembre. Nell’umiltà e nell’anonimato vicino all’asfalto, sono protese le braccia dell’evoluzione, innumerevoli stigmi in cerca di polline.
Il particolare, a volte, rivela molto più che scienza: svela oceani di colore e bramosie d’amore che l’evoluzione sussurra quando ci soffermiamo ad osservare.

Indirizzo

Dueville
36031

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 18:00
Martedì 15:00 - 18:00
Mercoledì 15:00 - 18:00
Giovedì 15:00 - 18:00
Venerdì 15:00 - 18:00

Telefono

+393428481606

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