27/02/2026
Fuori campo
Ho scelto di non stare in prima fila.
Nel lavoro e nella vita.
Una scelta, mi dico - consapevole, controcorrente, mia.
In un’epoca in cui tutti si mettono in posa,
ho scelto di stare fuori campo.
Ciò che faccio esiste, pesa. Manca solo la firma.
Ogni tanto, però, osservo chi il primo piano lo abita
come se gli fosse stato assegnato alla nascita,
insieme al gruppo sanguigno.
E lì, con la discrezione che mi contraddistingue,
realizzo che stare fuori campo è una scelta
bellissima - tranne nei giorni in cui non lo è affatto.
E quei giorni, va detto, hanno una loro puntualità.
Nei giorni in cui non lo è, faccio una cosa semplice:
aspetto il giorno dopo. Di solito basta.
E quando non basta, faccio finta che basti.
Sono fuori campo da abbastanza tempo
da essere diventato bravo anche in questo.
p.s.. Oggi il giorno dopo non è ancora arrivato. Domani confermo la scelta. Probabilmente.