Voice Art Academy - School of Modern Music

Voice Art Academy - School of Modern Music Un ambiente moderno, giovanile ed elegante dove poter sviluppare e accrescere il vostro talento!!

Formazione vocale | Cuneo |Torino
Percorsi individuali sulla voce
Tecnica e neuroscienze applicate alla voce
Studio di registrazione interno - produzioni musicali Ecco a CUNEO una vera e propria scuola di musica con studio di registrazione interno!!Si trova all' interno di un palazzo modernissimo nel centro cittadino senza barriere architettoniche e problemi di parcheggio grazie ad un parking sotterraneo.

Nulla è tanto intimamente affine alla mente quanto il ritmo e la voce.Vi sono intuizioni antiche che il tempo non consum...
13/08/2026

Nulla è tanto intimamente affine alla mente quanto il ritmo e la voce.

Vi sono intuizioni antiche che il tempo non consuma: le consegna ai secoli, perché possano essere comprese con strumenti nuovi.

Cicerone non disponeva del lessico delle neuroscienze; eppure intravedeva qualcosa di essenziale: la musica non ci raggiunge soltanto dall’esterno. Ci attraversa, ci organizza, talvolta ci restituisce a noi stessi.

Ascoltare non significa ricevere suoni. Significa anticipare, riconoscere, attendere, ricordare.

La musica vive anche di ciò che ancora non è accaduto: ogni cadenza promette un approdo, ogni sospensione lo differisce, ogni variazione ricompone un’attesa.
Dispone il tempo prima ancora di colmarlo.

Il ritmo viene udito, ma anche interiorizzato e tradotto in gesto. La voce, poi, non è soltanto suono: è identità, intenzione, memoria, relazione.

Per questo educare la voce non può ridursi alla correzione di un meccanismo.

Significa costruire consapevolezza senza irrigidire, precisione senza sottrarre libertà, tecnica senza separarla dalla persona che deve incarnarla.

È qui che pedagogia musicale e neuroscienze possono davvero incontrarsi.

Apprendere significa modificare progressivamente il proprio modo di percepire, prevedere, organizzare e agire.

Un gesto raffinato non è soltanto un gesto meglio eseguito.
È una possibilità che prima non esisteva.

E anche l’errore, allora, cessa di essere semplice difetto: diventa informazione.

Un insegnante competente corregge l’esito.
Un insegnante autenticamente capace comprende l’organizzazione che lo ha generato.

Forse è questo il privilegio più alto dell’educazione musicale: non uniformare, ma affinare; non imporre una forma, ma rendere possibile una forma più consapevole.

Non soltanto formare una voce.
VocalCoach VoiceArt
Formare un ascolto.

E, attraverso quell’ascolto, rendere l’essere umano più capace di riconoscere il mondo, gli altri e persino se stesso.

𝑰𝒎𝒑𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒊𝒃𝒊 𝒎𝒂𝒙𝒊𝒎𝒖𝒎 𝒊𝒎𝒑𝒆𝒓𝒊𝒖𝒎 𝒆𝒔𝒕.— 𝘚𝘦𝘯𝘦𝘤𝘢, 𝘌𝘱𝘪𝘴𝘵𝘶𝘭𝘢𝘦 𝘮𝘰𝘳𝘢𝘭𝘦𝘴 𝘢𝘥 𝘓𝘶𝘤𝘪𝘭𝘪𝘶𝘮, 113, 30Governare se stessi è il più grande d...
05/08/2026

𝑰𝒎𝒑𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒊𝒃𝒊 𝒎𝒂𝒙𝒊𝒎𝒖𝒎 𝒊𝒎𝒑𝒆𝒓𝒊𝒖𝒎 𝒆𝒔𝒕.
— 𝘚𝘦𝘯𝘦𝘤𝘢, 𝘌𝘱𝘪𝘴𝘵𝘶𝘭𝘢𝘦 𝘮𝘰𝘳𝘢𝘭𝘦𝘴 𝘢𝘥 𝘓𝘶𝘤𝘪𝘭𝘪𝘶𝘮, 113, 30

Governare se stessi è il più grande degli imperi.

Il 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 non è soltanto la facoltà di decidere. È la prerogativa di stabilire che cosa debba essere ascoltato, visto, nominato e riconosciuto.

Nella 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚, questo potere appartiene alle case discografiche, alle radio, alle piattaforme e agli algoritmi: non perché possano determinare il valore di un’opera, ma perché possono determinarne l’accesso allo spazio pubblico.

Possono trasformare una voce in presenza e un’altra in silenzio.

È qui che il potere culturale diventa anche potere pedagogico.

Ciò che viene reiterato diventa familiare; ciò che diventa familiare appare necessario; ciò che appare necessario viene spesso scambiato per bello, vero, inevitabile.

I ragazzi rischiano così di apprendere che essere visibili significhi avere 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞, che essere ascoltati significhi avere qualcosa da dire, che il consenso sia una forma di verità.

Ma chi educa dovrebbe insegnare il contrario.

Che il valore non coincide con la circolazione.
Che la competenza non coincide con la notorietà.
Che il successo non coincide con la sostanza.

Una società composta soltanto da persone di potere non sarebbe una società di individui liberi.

Sarebbe una folla di monologhi.

Il potere autentico non si misura dallo spazio che sottrae, ma da quello che sa restituire.

Non rende gli altri dipendenti: li rende più capaci.
Non esige obbedienza: genera coscienza.
Non occupa la scena per sempre: insegna anche a 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐥𝐚.

L’Arte, tuttavia, conserva una propria irriducibilità.

Può nascere senza un contratto, senza una playlist, senza una strategia, senza il beneplacito di chi distribuisce visibilità.

𝑳𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀, 𝒇𝒐𝒓𝒔𝒆, 𝒉𝒂 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆.

𝑳’𝑨𝒓𝒕𝒆 𝒏𝒐.

𝑬 𝒂𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂, 𝒄𝒐𝒏 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒔𝒕𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒗𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒆 𝒔𝒆𝒓𝒊𝒆:

𝒗𝒂𝒇𝒇𝒂𝒏𝒄𝒖𝒍𝒐 𝒂𝒍 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆,
𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒑𝒓𝒆𝒕𝒆𝒏𝒅𝒆 𝒅𝒊 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒅𝒆𝒓𝒆
𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒊𝒂 𝑨𝒓𝒕𝒆.

04/08/2026

LULLABY OF BIRDLAND
George Shearing – George David Weiss, 1952

Una registrazione realizzata in presa diretta, nata quasi incidentalmente tra una lezione e l’altra, senza sovrastrutture né artifici correttivi…

Ho sempre ritenuto che il lavoro sulla voce trovi la propria verifica più autentica nell’esecuzione reale: …nell’ascolto reciproco, nella gestione del respiro, del tempo e dell’intenzione musicale.
La presa diretta non concede ripari, ma restituisce ciò che più mi interessa preservare nella musica: presenza, verità interpretativa e relazione.

Voce: Silvia Elena Violino
Pianoforte e virtual bass: Massimo Celsi
Registrato presso VOICE ART®. MusicEducation JazzVoice LiveRecording ArtisticResearch MusicAndNeuroscience

𝑫𝙚𝒍𝙡’𝙞𝒏𝙩𝒆𝙧𝒓𝙪𝒛𝙞𝒐𝙣𝒆 𝒄𝙤𝒎𝙚 𝙛𝒐𝙧𝒎𝙖 𝙙𝒆𝙡𝒍𝙖 𝙙𝒊𝙨𝒄𝙞𝒑𝙡𝒊𝙣𝒂Nel canto, come in ogni pratica fondata su un sapere corporeo altamente spe...
04/08/2026

𝑫𝙚𝒍𝙡’𝙞𝒏𝙩𝒆𝙧𝒓𝙪𝒛𝙞𝒐𝙣𝒆 𝒄𝙤𝒎𝙚 𝙛𝒐𝙧𝒎𝙖 𝙙𝒆𝙡𝒍𝙖 𝙙𝒊𝙨𝒄𝙞𝒑𝙡𝒊𝙣𝒂

Nel canto, come in ogni pratica fondata su un sapere corporeo altamente specializzato, la sospensione suscita un timore quasi rituale:

«Quanto tempo occorre per perdere ciò che si è costruito?»

La domanda, tuttavia, contiene un equivoco.

Una competenza vocale realmente assimilata non si dissolve nell’arco di poche settimane. Può attenuarsi la prontezza neuromotoria, diminuire la resistenza, farsi meno immediata la disponibilità del gesto; ma ciò che è stato appreso in profondità permane come memoria, organizzazione e architettura del corpo.

Non si perde la voce: se ne attenua, semmai, l’atletismo immediato.

L’interruzione, inoltre, non coincide necessariamente con la regressione. Il cervello continua a consolidare l’apprendimento anche nel riposo, nel sonno e nella distanza dalla pratica intenzionale.

Ciò che è stato studiato con profondità non scompare: si sedimenta, si riorganizza e, talvolta, persino si chiarifica.

Lo aveva già compreso Orazio:

«Neque semper arcum tendit Apollo».

Neppure Apollo tiene sempre l’arco teso.

La citazione è tanto più pertinente perché Apollo è il dio della musica, della misura e dell’armonia.

Persino l’eccellenza, dunque, contempla l’intervallo. Una tensione ininterrotta non perfeziona necessariamente il gesto: può, al contrario, irrigidirlo.

Per questo la pausa, quando è consapevole, non interrompe il processo formativo: lo integra.

Ascoltare, leggere, respirare, osservare il corpo, sottrarsi temporaneamente all’obbligo della prestazione e restituire silenzio alla mente possono diventare forme alte di studio.

Anche il non fare, quando è pedagogicamente pensato, possiede una propria funzione.

La vera didattica non insegna soltanto a esercitarsi.

Insegna a discernere quando insistere, quando sospendere e con quale intelligenza ricominciare.

Perché la pausa non è la negazione della disciplina.

È la sua forma più sapiente.

Ergo: tranquilli, cantanti. ♥️

Canto Voce Apprendimento MemoriaCorporea ConsapevolezzaCorporea Educazione Performance Benessere

25/07/2026

Continua la rassegna organistica "Organi Vespera" con tre appuntamenti al santuario di Vicoforte

⸻«𝑵𝒊𝒉𝒊𝒍 𝒆𝒔𝒕 𝒊𝒏 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒍𝒍𝒆𝒄𝒕𝒖 𝒒𝒖𝒐𝒅 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒓𝒊𝒖𝒔 𝒇𝒖𝒆𝒓𝒊𝒕 𝒊𝒏 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒖.»La tradizione aristotelica ci consegna un’intuizione di sorpre...
01/07/2026



«𝑵𝒊𝒉𝒊𝒍 𝒆𝒔𝒕 𝒊𝒏 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒍𝒍𝒆𝒄𝒕𝒖 𝒒𝒖𝒐𝒅 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒓𝒊𝒖𝒔 𝒇𝒖𝒆𝒓𝒊𝒕 𝒊𝒏 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒖.»

La tradizione aristotelica ci consegna un’intuizione di sorprendente attualità: nessuna conoscenza diventa davvero nostra se prima non attraversa l’esperienza dei sensi.

Per chi si occupa di voce, questa non è soltanto una riflessione filosofica.

È un principio pedagogico.

La voce si forma attraverso ciò che il corpo sperimenta.

Prima ancora di essere un fenomeno acustico, la voce è un’esperienza biologica, percettiva e relazionale. Ogni suono nasce dall’incontro tra fisiologia, respiro, movimento, memoria, intenzione ed esperienza.

Educare la voce significa educare la persona nella sua interezza, non soltanto il suo apparato vocale.

Per questo il movimento non è un elemento accessorio della didattica del canto.

Ne è una condizione essenziale.

Una diversa postura modifica il respiro.

Il respiro modifica la fonazione.

La fonazione modifica il colore della voce.

Le neuroscienze descrivono oggi ciò che la pratica artistica aveva intuito da secoli: l’apprendimento passa anche attraverso il corpo, l’osservazione e l’esperienza. Le reti coinvolte nell’apprendimento motorio, tra cui il sistema dei neuroni specchio, contribuiscono a trasformare ciò che osserviamo in ciò che impariamo.

La voce non è soltanto ciò che ascoltiamo.

È il risultato di ciò che il corpo ha imparato a percepire, organizzare e trasformare nel tempo.

Forse la domanda decisiva non è come si costruisca una voce.

Ma di quali colori potrebbe essere capace, se imparassimo ad ascoltare, prima del suono, il corpo che la rende possibile?

«𝑺𝒊𝒄 𝒏𝒐𝒔 𝒊𝒏 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒕𝒊𝒎𝒆𝒎𝒖𝒔.»Così anche noi abbiamo paura nella luce.Nel 𝐷𝘦 𝘳𝑒𝘳𝑢𝘮 𝘯𝑎𝘵𝑢𝘳𝑎, Lucrezio paragona le paure degli ...
26/06/2026

«𝑺𝒊𝒄 𝒏𝒐𝒔 𝒊𝒏 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒕𝒊𝒎𝒆𝒎𝒖𝒔.»
Così anche noi abbiamo paura nella luce.

Nel 𝐷𝘦 𝘳𝑒𝘳𝑢𝘮 𝘯𝑎𝘵𝑢𝘳𝑎, Lucrezio paragona le paure degli adulti a quelle dei bambini nel buio.

Sono trascorsi più di duemila anni. Eppure continuiamo a riconoscerci in quelle parole.

Pensiamo che la paura appartenga all’oscurità, all’ignoto, a ciò che non conosciamo. E invece temiamo proprio quando tutto è illuminato.

La voce è uno dei luoghi in cui questo paradosso si manifesta con maggiore evidenza.

Un allievo non teme il silenzio di un’aula vuota. Teme il palco. Il microfono acceso. Lo sguardo di chi ascolta.

Perché la voce non è uno strumento che impugniamo. È la parte più autentica di noi che diventa ascoltabile.

Per questo la tecnica, da sola, non basta.

Si possono studiare la biomeccanica della respirazione, la fisiologia della laringe, l’acustica delle risonanze. Si possono perfezionare esercizi, affinare l’emissione, controllare ogni dettaglio del gesto vocale. Ma esiste una soglia oltre la quale la conoscenza cede il passo alla fiducia.

È lì che nasce la didattica.

Non nel correggere una nota, ma nel restituire al corpo la possibilità di credere a ciò che la mente già sa.

La tecnica costruisce il suono. La libertà rivela la voce.

Forse è questo il compito più alto dell’educazione artistica: non aggiungere qualcosa alla voce, ma togliere ciò che le impedisce di manifestarsi.

Perché il talento raramente è nascosto dall’ignoranza. Più spesso è trattenuto dalla paura.

Quando la paura smette di vivere nel corpo, non nasce una voce nuova…

… si rivela la persona che quella voce aveva custodito in silenzio.



Educare non significa soltanto trasmettere competenze, ma insegnare il valore della restituzione.Per questo mercoledì sa...
09/06/2026

Educare non significa soltanto trasmettere competenze, ma insegnare il valore della restituzione.

Per questo mercoledì saremo nel reparto oncologico insieme ad alcuni dei nostri giovani artisti, in punta di piedi. Non per esibirci, ma per offrire ciò che la musica ci ha donato negli anni.

Credo sia importante che chi cresce attraverso l’arte impari anche questo: il talento non è soltanto qualcosa da coltivare, ma qualcosa da condividere.

La medicina cura con il rigore della scienza; l’arte, con discrezione, può accompagnare l’esperienza umana.

Perché il talento raggiunge la sua espressione più autentica quando smette di essere un privilegio e diventa un dono. ❤️🎶

L’eccellenza artistica non può prescindere dal dinamismo geografico: questi giovani talenti, muovendo dal Piemonte verso...
06/05/2026

L’eccellenza artistica non può prescindere dal dinamismo geografico: questi giovani talenti, muovendo dal Piemonte verso le latitudini calabresi, hanno compreso che il talento, se confinato nel perimetro del proprio raggio d’azione abituale, rischia l’atrofia del provincialismo.
Affrontare un concorso canoro in un contesto culturale e valutativo differente non è stata solo una prova tecnica, ma un atto di coraggio intellettuale.
È nell’alterità e nel confronto con il ‘diverso da sé’ che l’apprendimento si trasforma in vera evoluzione, poiché solo varcando i confini della propria comfort zone si acquisisce quella consapevolezza stilistica e umana che nessun isolamento, per quanto rassicurante, potrà mai conferire.”
I nostri artisti con Gianfranco Franco Fasano.
Voice Art Academy - School of Modern Music
Silvia Elena Violino

OltreICconfini CulturaDelleDifferenze MusicaEIdentità CrescitaUmana Interculturalità

🎙️Il TALENTO ha bisogno di nuovi orizzonti per respirare. Portare i nostri ragazzi a confrontarsi lontano da casa, dall’...
29/04/2026

🎙️Il TALENTO ha bisogno di nuovi orizzonti per respirare.

Portare i nostri ragazzi a confrontarsi lontano da casa, dall’altra parte d’Italia, non è solo una trasferta: è una lezione di vita.
Uscire dalla propria ‘comfort zone’ è l’unico modo per misurarsi davvero, crescere e capire che Il MONDO È GRANDE QUANTO I LORO SOGNI .

Orgogliosa di vederli volare lontano. ✈️🎤 .violino.vocalcoach .studio

Indirizzo

CORSO 4 NOVEMBRE 10
Cuneo
12100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:30
Martedì 09:00 - 21:30
Mercoledì 09:00 - 21:30
Giovedì 09:00 - 21:30
Venerdì 09:00 - 21:30
Sabato 09:00 - 21:30

Telefono

+393382243771

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