19/09/2026
La scuola che non dimentica: l’Aula Magna del Barlacchi-Lucifero intitolata a Dodò Gabriele
Oggi è un giorno da ricordare. Di quelli che per sempre hanno lasciato e lasceranno un segno indelebile.
È il giorno della memoria e della commozione, dei sogni infranti e del dolore più profondo, ma anche quello della giustizia e della verità. Il 20 settembre del 2009 una giovanissima vita è stata spezzata e oggi, a 17 anni dalla sua scomparsa, il Polo Barlacchi-Lucifero di Crotone ha voluto ricordarla.
Ma non solo con un evento che ha coinvolto e commosso le classi presenti, bensì attraverso un segno tangibile e permanente: l’intitolazione dell’Aula Magna all’indimenticabile Dodò Gabriele. Fortemente voluto dal DS Dott. Girolamo Arcuri, promotore instancabile di azioni didattiche ed eventi dal forte impatto territoriale, l’incontro di oggi si è contraddistinto per un'intensità rara di emozioni e profondità di contenuti.
Dodò Gabriele è un nome che risuona come un monito e una carezza nel cuore di Crotone, perché ricorda un ragazzino brillante, pieno di vita, a cui sono state spezzate le ali troppo presto; non c’era dunque luogo migliore di una scuola, tempio del sapere e della crescita civile, per custodirne la memoria in eterno.
Toccante e solenne il taglio del nastro e la scoperta della targa da parte del padre, il signor Giovanni Gabriele, e del Vice Prefetto Dott.ssa Ester Libertini.
L’apertura e i saluti istituzionali sono stati affidati alla Vice Preside Prof.ssa Simona Proietto che, con eleganza e autentico senso di accoglienza, ha introdotto i presenti al valore della mattinata. A seguire, l’intervento del Dott. Franco Rizzuti, Presidente dell’Associazione Dodò Gabriele, che con garbo e profonda sensibilità ha voluto ricordare la compianta Francesca Anastasio, madre di Dodò, scomparsa pochi mesi fa ma rimasta faro luminoso di questa lotta di dignità.
In un abbraccio ideale di dolore e resistenza, la memoria si è estesa anche a Denise Cosco, giovane vita segnata dal dolore e recentemente scomparsa, il cui ricordo ha pervaso l'aula magna in un silenzio carico di rispetto e commozione.
Fortemente evocativo è stato l’intervento del Signor Gabriele, che ha riabbracciato idealmente figlio e moglie uniti nella luce, ringraziando di cuore tutti coloro che lo hanno accompagnato in questo cammino infinito, sostenendolo nel coraggio di andare avanti. La mattinata, condotta e moderata magistralmente dalla giornalista Francesca Travierso, ha visto la partecipazione di importanti autorità territoriali e professionali, tra cui la Dott.ssa Silvana Barbieri dell’USP Crotone, la cui presenza ha impreziosito il senso istituzionale e formativo dell’evento.
Il cuore pulsante della manifestazione è stato la premiazione pubblica di quattro avvocati, insigniti di un riconoscimento per il loro impegno professionale e civile nella ricerca della verità e della giustizia: professionisti che hanno scelto di stare costantemente accanto ai familiari delle vittime di mafia e di violenza, ai vulnerabili e ai dimenticati, difendendo i diritti costituzionali dei più deboli. Alla cerimonia hanno preso parte attiva due dei legali premiati, l'Avv. Fabio Repici e l'Avv. Giuseppe Napoli, presenti in aula. Gli altri due avvocati insigniti del premio, la Sen. Vincenza Rando e l’Avv. Nicodemo Gentile (Presidente dell’Associazione Penelope), pur non potendo intervenire di persona, hanno fatto pervenire intensi messaggi video di ringraziamento e vicinanza, ribadendo l’importanza imprescindibile dell’assistenza legale e umana alle famiglie colpite da tragedie analoghe. I riconoscimenti per i professionisti assenti sono stati ritirati dal Coordinatore regionale di Libera Associazione, Dott. Giuseppe Borrello, insieme al Dott. Massimiliano Gallo e alla Dott.ssa Francesca Pellegrino. Le targhe d'autore sono state realizzate dal maestro orafo Michele Affidato, mentre omaggi floreali sono stati tributati all'Avv. Floriana Coppola e al Vice Prefetto, Dott.ssa Ester Libertini.
Di eccezionale valore formativo è stato il dibattito scaturito in aula, alimentato dalle domande attente, critiche e puntuali dei ragazzi, veri protagonisti del confronto insieme ai relatori: gli avvocati presenti, la giornalista Francesca Travierso e il signor Giovanni Gabriele. Gli studenti hanno interrogato gli ospiti sul senso della legalità quotidiana, sul peso del silenzio e sulla responsabilità collettiva di fronte alle ingiustizie.
A queste istanze ha risposto l'Avv. Fabio Repici, concentrandosi sull’imprescindibile diritto alla verità e sulla certezza della pena, e ribadendo con forza come l'impunità non sia una semplice lacuna burocratica, ma un veleno che corrode le fondamenta della democrazia e sgretola la fiducia dei giovani nelle istituzioni. Sulla stessa lunghezza d'onda l’Avv. Giuseppe Napoli, che ha seguito da vicino l'intera e complessa vicenda giudiziaria legata alla morte di Dodò: egli ha ricordato ai ragazzi il dovere morale della memoria, spiegando come ciascuno di noi lasci ogni giorno delle tracce indelebili attraverso le proprie scelte, e invitando gli studenti a diventare testimoni attivi di giustizia nei loro contesti di vita, rifiutando l'indifferenza e l'omertà.
Il cerchio della giornata si è chiuso lasciando in ognuno dei presenti una consapevolezza rinnovata. Un ringraziamento speciale va al Dirigente Scolastico, il Dott. Girolamo Arcuri, la cui sensibilità e visione pedagogica hanno reso possibile un evento capace di travalicare i confini didattici per farsi comunità educante. La targa svelata, i nomi pronunciati — da Dodò a Denise —, le lacrime asciugate dai sorrisi e le domande coraggiose dei ragazzi non sono rimasti frammenti isolati di una commemorazione formale, ma si sono trasformati in un testamento civile consegnato alle nuove generazioni.
Intitolare l'Aula Magna a Dodò Gabriele significa fare in modo che ogni lezione, ogni dibattito e ogni discorso che si terranno in quella stanza avvengano sotto lo sguardo vigile di un bambino che amava la vita e lo studio. Significa ricordare ai nostri studenti che la scuola non è solo un luogo di trasmissione di saperi, ma l'avamposto più alto in cui si forgia la coscienza critica del Paese. E mentre il volto di Dodò sorride dai muri di quella scuola, Crotone sceglie di non piegare la testa, stringendosi attorno a un padre coraggioso e affidando ai suoi giovani la promessa più solenne: che nessuna vita spezzata venga mai dimenticata, e che ogni seme di giustizia possa, finalmente, germogliare.
Prof.ssa Carmen Sergi