04/08/2026
Barbiana 2040 diventa sperimentazione nazionale
È con grande soddisfazione che annunciamo l'ammissione del progetto Barbiana 2040 alla sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive e trasversali della Legge 22/2025.
Per tutti noi questo passo rappresenta un traguardo e un'occasione preziosa per un riconoscimento del lavoro di questi otto anni di spwerimentazione, cinque dei quali in rete, e per il rafforzamento della nostra proposta.
Con il titolo " Barbiana 2040: pratiche di pensiero critico per lo sviluppo delle competenze del vivere " 14 scuole della nostra Rete, rappresentative delle aree nazionali Nord Centro Sud , e di tutti gli ordini di scuola, dall'infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, e CPIA, avranno modo di consolidare e corroborare la pratica dei laboratori di scrittura collettiva nelle classi, attraverso la formazione sul campo dei docenti e la supervisione qualificata di partner di progetto rappresentati da università, centri di ricerca e di formazione.
L'umile tecnica del fogliolino, ideata da don Lorenzo Milani per dare voce e parola ai figli di contadini e operai del Mugello di settant'anni fa, praticata con spirito di infedeltà, si è dimostrata strumento efficace per affrontare le sfide che la scuola e le istituzioni educative sono chiamate ad affrontare quotidianamente in classe nell'era dell'intelligenza artificiale.
Infatti la questione della lingua, e della padronanza della parola, mantiene oggi come allora la stessa carica sovversiva.
Se negli anni '50 si trattava di rendere effettivo il suffragio universale, offrendo a tutti i cittadini gli strumenti per sviluppare il pensiero critico e il diritto di parola, oggi di fronte al sempre crescente impoverimento e svilimento del linguaggio, appare altrettanto fondamentale recuperare il valore della parola come espressione di pensiero, come strumento di riconoscimento e di confronto, come mezzo per costruire l'identità della persona nel rapporto con gli altri, per riagganciare alla realtà e alla vita i nativi digitali.
La povertà di parola infatti genera isolamento e povertà di pensiero, riduce le relazioni e acuisce i conflitti e il rancore sociale. Genera abbrutimento.
Ciò vale per i nativi digitali quanto, per i numerosi italiani senza cittadinanza.
Attraverso il laboratorio si dà voce al singolo e al gruppo, si fa emergere il contesto di realtà e si costruisce insieme un pensiero collettivo che si fa parola, aprendo la strada alla ricerca, alla soluzione dei problemi e alla condivisione della conoscenza. Si recupera la dimensione umana del vivere, e si vive l'accrescimento della persona attraverso le relazioni.
Con questo spirito, a breve verrà siglato l'accordo di Rete tra le sedici scuole, con la collaborazione dei partner che già stanno lavorando con noi sui territori, e potremo lanciarci in un'ulteriore entusiasmante avventura educativa, per un nuovo umanesimo nell'era dell'intelligenza artificiale.
Il nostro grazie a tutti per avere creduto in questa nuova sfida, che diventerà patrimonio comune della nostra Rete.
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