17/07/2025
Riteniamo sia il caso di ricordare Silvio Caroli, un figlio di Crispiano deceduto prematuramente il 16 giugno di quest’anno a causa di un malore.
A questo ricordo hanno partecipato mettendo a disposizione il loro tempo nel racconto e ciò che di Silvio possedevano come opere, i signori:
Massimo Ruvio
Francesco Cervellera
Loredana Perrini
Francesco Delia
Renata Semeraro
SILVIO CAROLI: UN ARTISTA INSOLITO
Silvio Caroli nasce a Crispiano il primo novembre del 1959.
Il padre esercitava il mestiere di maniscalco, forse l’ultimo del paese, la madre e la sorella a cui Silvio era legatissimo, erano sarte entrambe; aveva anche un fratello venuto a mancare prematuramente.
Dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo, si iscrive a Taranto alla scuola di Arte e mestieri completandola nei tre anni. Non possiamo dire se quell'esperienza scolastica sia stata il lancio verso l’arte, ma vero è che in lui covava già un talento innato, una capacità creativa che lo portava “oltre”: le sue mani, il suo cervello, il suo cuore, erano pronti a realizzare opere artistiche uniche ed esclusive e, come fa un genio, vedeva già in un oggetto qualsiasi la trasformazione in qualcos’altro, i suoi occhi vedevano già il prodotto ultimo, concretizzato!
Così una semplice poltroncina diventava un pezzo artistico se rivestita di un vecchio jeans, un anonimo specchio o una applique si animavano nella caduta sbilenca, appesi sul muro…e quanti oggetti ancora, di vita quotidiana che cambiavano aspetto e prendevano forme inconsuete nelle sue mani.
Un artista geniale: non conosciamo il numero delle sue opere ma di quelle esposte durante le mostre d’arte, personali o collettive, ne abbiamo apprezzato l’estrosità e la bellezza. La ricerca continua del “bello”, Silvio continuava a sperimentarla nelle varie tecniche, nelle forme e nei colori. Passava dal carboncino alla tecnica mista, dalla gouache all’olio, dal polimaterismo al bassorilievo, dalla tela all’affresco, dalla tecnica usata da Andy Warhol al patchwork, per non parlare della sua capacità di trasformare in maniera artistica e creativa i vecchi mobili e le suppellettili.
Era privilegio di pochi intimi entrare nella sua casa e meravigliarsi dell’arredamento, di quanto era riuscito a realizzare e degli oggetti che lui stesso amava collezionare.
Silvio era un artista a tutto tondo: creativo nelle opere ed estroso nella personalità: quando era con il gruppo degli amici, passava da momenti di gioiosa euforia a momenti di insofferenza, da gesti estemporanei di teatralità, a momenti di muto egocentrismo; ore trascorse in compagnia fino a tarda notte dove si sentiva uno showman, a momenti di solitudine.
Eccentrico nel vestire, si presentava (nelle occasioni) con qualcosa di particolare: una sciarpa al collo, un gilet, una sahariana, recuperati tra le robe del mercatino americano…un cache-col che poteva annodarla al collo sotto la camicia o al polso, dando vita negli anni Ottanta alla moda tra i giovani del paese.
Ogni giorno, per più di venti anni ho incontrato il suo sguardo all’uscita da scuola. Lo trovavo là sulla porta, con la sigaretta tra le dita. Il suo saluto era un cenno, quasi una smorfia, un movimento delle labbra che accompagnavano un sorriso. Mai una parola!
Sapevo che era un artista e dell’artista aveva tutte le caratteristiche!
Anna Leo
Le notizie sono state raccolte dopo una chiacchierata con la sorella Maria e il suo amico di sempre, artista anch’egli, Francesco Delia.
A SILVIO CAROLI
All’improvviso
All’improvviso Silvio hai preso il volo per l’Infinito.
Da quell’artista che eri, ora potrai dipingere per le Creature Celesti.
Forse il tuo spessore, la tua sensibilità, la tua profondità non sono stati abbastanza apprezzati e soprattutto “capiti”.
Purtroppo, i tuoi meriti non sono stati divulgati a causa del tuo temperamento schivo e, aggiungerei, umile, che non esaltavano la tua creatività.
Ma il tempo è galantuomo, giacché “nessuno è profeta al proprio paese.”
Renata Semeraro