Priorità alla Scuola - Cremona

Priorità alla Scuola - Cremona Perché senza scuola non c’è futuro.

Questa pagina nasce dalla volontà di un gruppo di genitori e insegnanti cremonesi per cercare di riportare la scuola pubblica italiana al posto che merita: tra i primi.

09/09/2021
28/08/2021

LUNEDÌ 20 SETTEMBRE 2021

MOBILITAZIONE NAZIONALE DI PRIORITÀ ALLA SCUOLA: “LE CARENZE STRUTTURALI NON SI VACCINANO”

PRIORITÀ ALLA SCUOLA TORNA A PROTESTARE IN TUTTA ITALIA. NEMMENO QUEST’ESTATE IL GOVERNO E LA POLITICA ITALIANA HANNO FATTO I COMPITI PER LE VACANZE, NESSUNA SOLUZIONE CONCRETA AI PROBLEMI STRUTTURALI DELLA SCUOLA PUBBLICA. PER QUESTO PRIORITÀ ALLA SCUOLA CHIEDE A TUTTE LE REALTÀ POLITICHE, SOCIALI, SINDACALI, GRUPPI E ASSOCIAZIONI CHE RITENGONO FONDAMENTALE LA DIFESA DEL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE DI ADERIRE ALLA MOBILITAZIONE DEL 20.09.

Priorità alla Scuola (movimento composto da insegnanti, genitori, educator* e student* della scuola e dell’università) torna a mobilitarsi. Il 20 settembre 2021 manifesterà nelle città di tutta Italia perché il diritto all’istruzione sia garantito pienamente e in presenza al 100%, attraverso l’eliminazione delle “classi pollaio”, l’assegnazione di più spazi alla scuola, la stabilizzazione dei e delle precarie, il potenziamento del trasporto pubblico, un protocollo di sicurezza unitario e non discriminatorio e tamponi gratuiti per la comunità scolastica su tutto il territorio italiano.

Priorità alla Scuola chiede di nuovo che il governo adotti una politica adeguata, invertendo la rotta rispetto alle risibili misure prese negli ultimi due anni, per garantire e potenziare il diritto all’istruzione, mettendo fine anche alle profonde e scandalose differenze tra Regione e Regione a cui abbiamo assistito nel 2020/21 e che torneranno a verificarsi nel prossimo a causa della pericolosa discrezionalità lasciata a Comuni e Regioni in nome di una autonomia che penalizza il diritto all’istruzione che invece deve essere garantito uniformemente su tutto il territorio.

Un’altra estate è trascorsa tra tentennamenti e tergiversazioni, affermando che tre mesi per sistemare i problemi della scuola sono pochi: ma i mesi trascorsi da quando l’epidemia ha reso evidente la situazione sono almeno diciotto ormai, e un intero anno scolastico dopo quello dimezzato dal lockdown. Il governo ha puntato unicamente sulla campagna di vaccinazione di massa, per di più gestendola con maldestrezza, introducendo ulteriori fonti di tensione in una società già provata da 18 mesi di restrizioni. La scuola subisce l’ennesima stigmatizzazione, quale luogo del contagio per eccellenza, condizione smentita dai dati (sulla base dei quali, anzi, la scorsa primavera numerosi comitati hanno vinto ricorsi contro il buon fondamento delle chiusure). Il personale scolastico si trova a sperimentare obblighi inesistenti in altri luoghi di lavoro, e su di esso si scaricano le responsabilità del malfunzionamento del sistema scolastico.

Le responsabilità vanno attribuite a un altro livello. Il piano scuola 2021/22 presentato ai primi di agosto non ha proposto nessuna soluzione concreta a problematiche che affliggono la scuola da decenni, ma che – ce lo ha dimostrato l’andamento dell’anno scorso – sono state le principali responsabili nell’impedire una adeguata gestione dell’emergenza sanitaria, con il risultato di comprimere il diritto all’istruzione in tutta Italia. Ora, il nuovo anno scolastico si avvia in modo ancora più confuso e precario del precedente.

La data che Priorità alla scuola ha scelto per riprendere la mobilitazione coincide con il primo giorno di scuola in Puglia – una delle Regioni dove il diritto all’istruzione è stato più penalizzato l’anno scorso –, quando l’anno scolastico sarà ormai avviato in tutta Italia. Saremo nelle piazze, davanti agli uffici scolastici regionali, davanti alle scuole di ogni ordine e grado per ribadire che non è accettabile che la scuola sia continuamente sacrificata e subordinata ad altre attività, economiche e sociali, che studenti e studentesse siano penalizzat* e privat* di una scuola pubblica, laica, inclusiva, solidale e di qualità. Non sono più accettabili le classi troppo numerose, la mancanza di spazi, i e le docenti in larga parte precari, le nomine tardive che impediscono un inizio regolare dell’attività scolastica e del raggiungimento del tempo scuola, il sistema di trasporti insufficiente, infine, i pochi investimenti nella prevenzione e nella medicina scolastica. I problemi strutturali non si vaccinano. Andavano risolti, come rivendicato dal movimento nelle manifestazioni e con gli appelli degli ultimi mesi, investendo in modo mirato i fondi del Recovery Plan: un’altra occasione persa e l’ennesima vergogna per una classe dirigente che p***egue obiettivi diversi da quelli che sbandiera con la sua retorica. Ora, il nostro obiettivo è un maggiore stanziamento di risorse dalla legge di bilancio dello Stato da destinarsi alla scuola e una riforma della scuola che vada in direzione contraria alla legislazione in vigore dal 2009.
Insieme alle realtà sindacali, politiche, sociali e associative che aderiranno a questo appello poniamo le seguenti richieste:

1) Il diritto all’istruzione torni a essere garantito pienamente e in presenza al 100%.

Che tutte le scuole di ogni ordine e grado abbiano il 100% dell’orario curricolare in presenza e in continuità, in tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra Regioni. Per due anni il Governo ha evitato un conflitto con le Regioni, che invece sarebbe stato doveroso; il risultato è stato l’ulteriore aumento delle già drammatiche disparità territoriali: le chiusure abusive in cui a turno varie Regioni si sono distinte, lo scempio della scuola «à la carte» pugliese non devono mai più ripetersi.

2) La riduzione del numero di studenti per classe a partire dall’anno scolastico 2022/23, per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Nessun calo demografico può essere usato come giustificazione. Si torni a piccoli numeri, a una scuola che non deve avere un bilancio in attivo ma assolvere al suo compito, quello di formare e istruire. L’accoglienza e la crescita, ovvero quell’«affetto» che il ministro ha più volte invocato, passano per rapporti faccia a faccia in gruppi di dimensioni ragionevoli (tetto massimo di 20 alunne-i per classe).

3) La riduzione drastica della percentuale di precarietà che caratterizza il lavoro nella scuola italiana (30%, più alta d’Europa), con l’assunzione dei docenti che hanno superato le tre annualità di servizio su materia e sostegno. L’istituzione sfrutta questo escamotage per funzionare a basso costo. Questo è un problema che tocca i diritti di lavoratori e lavoratrici della scuola, ma è anche un problema di rilevanti porzioni dell’anno scolastico p***e a causa di nomine tardive nelle supplenze, di coperture segmentate, e in generale di continuità didattica per gli e le studentesse. Per ragazzi-e e genitori diventa fonte di stress nonché di spese per recuperi extrascolastici (secondo la lunga tradizione di economia sommersa nel settore scuola e di ulteriore divario tra chi può permettersi sostegni extra e chi no).

4) L’aumento del tempo scuola uniforme in tutto il territorio italiano. Le scuole aperte più a lungo, non come parcheggi (è questa l’idea che il governo ha veicolato nel momento in cui ha tenuto aperte solo le scuole dei più piccoli), ma come potenziamento dell’offerta formativa. Il tempo pieno alla scuola primaria deve essere garantito in tutta Italia: per rimediare a quanto perso sinora; per favorire una crescita generale e una migliore integrazione sociale; per intervenire su un’altra delle più gravi arretratezze del Paese: l’impossibilità per le madri di accedere al lavoro e di scegliere se e come farlo.

5) Un protocollo di sicurezza unitario e non discriminatorio su tutto il territorio, corrispondente al livello pandemico: pretendiamo che le misure di prevenzione contro la diffusione del Covid-19 adottate per la scuola siano analoghe a quelle adottate per gli altri luoghi di lavoro. Le scuole dovranno essere, qualora il livello pandemico lo richieda, sempre le ultime a chiudere e le prime a riaprire, sulla base della percentuale dei ricoveri e non dei contagi. Inoltre, chiediamo la reperibilità e gratuità di tamponi, preferibilmente distribuiti all’interno delle mura scolastiche, per tutta la comunità scolastica su tutto il territorio.

6) Dal maggio 2020 il movimento Priorità alla Scuola chiede che la spesa pubblica ordinaria per la scuola sia incrementata di un punto percentuale di PIL (portando finalmente questa voce di spesa almeno alla media europea). La scuola sia dotata delle risorse pubbliche per assolvere la sua funzione, lo Stato si faccia carico della scuola pubblica e del suo miglioramento, del benessere psicofisico ed economico di chi ci lavora e di chi la frequenta.

Il sistema scolastico è un perno della società e quindi i suoi problemi si ripercuotono su molti altri settori. Nei passati anni scolastici tale complessità è stata giocata contro gli interessi della scuola pubblica, della comunità educante e della cittadinanza, fornendo alibi alle istituzioni: non sarà più ammissibile che le carenze di un settore, come quello dei trasporti o della sanità, siano addebitate a un altro, non sarà più ammissibile assistere a quel rimpallo delle responsabilità tra ministeri, o tra governo e Regioni, che ha segnato il passato anno scolastico. Il governo intraprenda una decisa inversione di rotta: non è più rimandabile.

28/08/2021

Per chi vuole fare una buona lettura
«L'idea che la scuola possa essere incentrata sulla semplice acquisizione di “competenze” è profondamente sbagliata, sia perché applica a un ambito, quello scolastico, categorie nate in tutt'altro ambito, quello cioè dell'azienda e della produttività lavorativa, sia perché esclude appunto la dimensione integralmente umana, centrale nella scuola e nei processi lunghi e non lineari dell'apprendimento e della crescita»
Massimo Recalcati, insieme a Dacia Maraini, Luciano Canfora, Alessandro Barbero e ad altri esponenti del mondo della scuola e della cultura italiana, è promotore de "Il manifesto per la nuova Scuola".
M. Recalcati
È possibile leggere il Manifesto, al link che segue http://chng.it/pLRQ47qfX9

https://www.euro.who.int/en/media-centre/sections/press-releases/2021/largest-disruption-to-schooling-in-history-due-to-...
04/08/2021

https://www.euro.who.int/en/media-centre/sections/press-releases/2021/largest-disruption-to-schooling-in-history-due-to-covid-19-measures-must-not-rob-children-of-their-education-and-development

Schools should remain open for as long as possible with adequate public health and social measures in place, and governments should use the summer months to implement measures that protect in-person schooling in the next school year, an international group of experts established by the World Health....

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=189039073282328&id=115043730681863
03/08/2021

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=189039073282328&id=115043730681863

Qualche buona notizia per la scuola

Il 29 luglio è uscita la bozza del piano scuola in cui si spiega che "In vista della ripresa della frequenza scolastica, non appare necessario, secondo quanto evidenziato dal CTS effettuare test diagnostici o screening preliminari all’accesso a scuola ovvero in ambito scolastico. Rimangono, di converso, confermate le ordinarie procedure di trattamento di sospetti casi positivi a scuola da gestire, come di consueto, in collaborazione con le autorità sanitarie territorialmente competenti".

Il Piano scuola che dovrebbe essere discusso la prossima settimana in Consiglio dei Ministri. Niente screening dunque per i ragazzi in vista della riapertura delle scuole e del ripristino di quella didattica in presenza ritenuta dagli esperti "necessaria, non solo per la formazione degli studenti, ma anche come momento indispensabile nel loro percorso di sviluppo psicologico e di strutturazione della personalità, con gravi danni a lungo termine nell’eventualità contraria".

Quanto ai comportamenti da tenere, nel Piano si spiega che, "laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico, resta fondamentale l’uso della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico o di comunità, per tutti gli studenti sopra i sei anni di età. Le mascherine in classe si dovranno tenere quando non sia possibile il distanziamento da seduti. Laddove per motivi straordinari questo tipo di misura non possa essere mantenuta, sapendo che è un livello più basso di sicurezza si può adottare almeno la mascherina chirurgica, non qualsiasi mascherina".

"Il Cts conferma poi la necessità di continuare ad assicurare il rispetto delle ordinarie misure di areazione dei locali e della pulizia quotidiana, “accurata e ripetuta”, di tutti gli ambienti. Dovrà pure proseguire la pratica dell’igiene delle mani e la messa a disposizione di erogatori di prodotti disinfettanti, già ordinariamente adottati dalle istituzioni scolastiche."

http://www.quotidianosanita.it/m/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=97772&fr=n

Senza pietà! Severo ma giusto. Ci aspetta un altro anno di lacrime e terrore. E quest’anno non varrà la scusa che i bamb...
03/08/2021

Senza pietà! Severo ma giusto. Ci aspetta un altro anno di lacrime e terrore. E quest’anno non varrà la scusa che i bambini non si ammalano.

https://www.euro.who.int/en/health-topics/health-determinants/behavioural-and-cultural-insights-for-health/news2/news/20...
21/07/2021

https://www.euro.who.int/en/health-topics/health-determinants/behavioural-and-cultural-insights-for-health/news2/news/2021/07/behavioural-and-cultural-insights-shed-light-on-how-the-pandemic-has-left-youth-behind

The pandemic has profoundly affected young people, for whom lockdown measures have drastically reduced opportunities to learn, work and socialize. The toll it has taken on their mental health has been particularly heavy, compounded by a limited ability to make their voices heard. In addition, public...

20/07/2021

Vaccinazioni obbligatorie?

Giorno della marmotta, con di tutto un po': discoteche, stadi, scuole. Mancano i trasporti (problema vero, in capo alla regione e irrisolto nonostante una ventina di annunci trionfalistici da estate 2020) sostituiti oggi, al 19' del secondo tempo, dalla obbligatorietá vaccinale per andare oltre l'86% dei docenti vaccinati. Marmottosissimo.

Giorno della marmotta, con di tutto un po': discoteche, stadi, scuole. Mancano i trasporti (problema vero, in capo alla regione e irrisolto nonostante una ventina di annunci trionfalistici da estate 2020) sostituiti oggi, al 19' del secondo tempo, dalla obbligatorietá vaccinale per andare oltre l'86% dei docenti vaccinati. Marmottosissimo

19/7/21

Al netto della valutazione sui vaccini, il Comitato completamente estraneo ad ogni sciocca, fittizia e funzionale polarizzazione tra vax e novax: vaccinare o meglio dire di voler vaccinare come soluzione onnicomprensiva, permette: 1. di lasciar perdere spazi aggiuntivi; 2. di lasciar perdere personale aggiuntivo; 3. di lasciar stare i trasporti; 4. di mollare ogni responsabilitá alle singole scuole (distanziamento e/o mascherina ecc.); 5. di dare la colpa ai comportamenti individuali (cioè: a parte che si scopre vaccino per adolescenti come soluzione a fine maggio 2021... ma li vuoi vaccinare ad agosto!?! Siamo oltre il ridicolo); 6. di non avere nessuna responsabilitá politica a livello romano, regionale e comunale; 7. di poter concentrarsi su autonomia differenziata e sulla barca di soldi che arrivano per edilizia e per ... strutture informatiche.

https://www.orizzontescuola.it/obbligo-vaccino-docenti-e-ata-bianchi-se-ci-sara-o-meno-lo-stabilira-il-consiglio-dei-ministri/

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/politica/21_luglio_19/coronavirus-bonaccini-obbligo-vaccinale-anche-il-personale-scolastico-5f44f29c-e860-11eb-9b9b-b5492cefd425.shtml

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/07/19/news/bonaccini_-310847064/

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26100

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