Achille Astolfi formatore Java

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Sir Clive Sinclair aveva messo sul mercato un PC con un linguaggio multitasking su architettura a 16 bit già negli anni ...
16/09/2021

Sir Clive Sinclair aveva messo sul mercato un PC con un linguaggio multitasking su architettura a 16 bit già negli anni 1980.

Si è spento a 81 anni Clive Sinclair, geniale imprenditore e inventore inglese noto soprattutto perché agli inizi degli anni '80 rivoluzionò la storia dell'home-computing con "home computer" quali: ZX80, ZX81, ZX Spectrum e Sinclair QL.

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29/07/2021

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05/04/2021
01/04/2021

LE LETTURE DELLA GIOVANE SOPHIE 📚

«Il tempo non conserva che quelle opere che sanno difendersi da lui»
(Sophie Germain, da “Pensées diverses”)

Il 1° aprile del 1776 nasceva a Parigi la matematica francese Sophie Germain, una figura fondamentale nella lotta per permettere alle donne l’ingresso nel mondo della scienza e una pioniera nella teoria dei numeri e nella teoria matematica dell’elasticità.

I suoi principali contributi si trovano nell’opera “Récherches sur la théorie des surfaces élastiques” (Ricerche sulla teoria delle superfici elastiche, 1821), dove introduce il concetto di curvatura media, la quale fornisce una sintesi nella rappresentazione della forma di una superficie dal punto di vista meccanico, e nel carteggio con Carl Friedrich Gauss dove espone un piano per dimostrare l’ultimo teorema di Fermat per un caso generale e non solo per casi particolari (è in una di queste lettere che si trova il teorema di Sophie Germain).

Sophie Germain pubblicò anche opere filosofiche, come “Considérations générales sur l’état des sciences et des lettres” (Considerazioni generali sullo stato delle scienze e delle lettere) dove sviluppa la tesi secondo la quale le opere scientifiche e letterarie, benché sembrino molto lontane tra loro, sono frutto di processi mentali molto simili.

La famiglia di Sophie Germain apparteneva alla borghesia benestante e colta. I Germain erano mercanti di tessuti e gioielli e disponevano di cospicui mezzi finanziari. Inoltre il padre Ambroise-François, come molti altri membri della sua classe sociale, nutriva una grande passione per la cultura e disponeva di un ricca biblioteca.

La ragione di tale fascino va probabilmente ricercata nella pubblicazione dell’Encyclopédie da parte di Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert e Denis Diderot, un’opera fondamentale dell’Illuminismo francese volta a realizzare una sintesi del sapere universale.

Nonostante l’aria di cambiamento e la diffusione del pensiero innovativo dell’Illuminismo la sola condizione di essere donna impediva a Sophie Germain di accedere alle scuole superiori e all’università e la sua formazione fu completamente autodidatta.

Mentre per le vie di Parigi imperversava la Rivoluzione, culminata il 14 di luglio del 1789 con la Presa della Bastiglia e si passava, secondo la più comune periodizzazione della storia occidentale, dall’età moderna all’età contemporanea, una tredicenne timida e goffa ma con un talento eccezionale per la matematica si rifugiava nella biblioteca paterna dedicandosi alla lettura di testi come “Cours de mathématiques” di Étienne Bézout e “Histoire des mathématiques” di Jean-Étienne Montucla.

Fu proprio nel libro di Montucla che Sophie lesse una storia che la segnò profondamente, quella della morte di Archimede per mano di un soldato romano. Pare infatti che il sapiente siracusano fosse talmente assorto nei suoi ragionamenti da non accorgersi del soldato che gli intimava di seguirlo fino a quando quest’ultimo lo trafisse con una lancia.

Sophie ritenne che una disciplina così interessante da assorbire Archimede fino al punto di non accorgersi della sua morte imminente meritava tutta la sua attenzione.

Tuttavia la famiglia di Sophie non approvava, almeno in un primo momento, l’interesse della ragazza verso la matematica, probabilmente ritenendola sconveniente per il suo sesso. Il matematico italiano Guglielmo Libri (1803-1869), amico e corrispondente di Sophie, ha raccontato che la giovane “si alzava di notte in una stanza così fredda che spesso l’inchiostro si congelava nel calamaio, lavorando sotto le coperte alla luce di una lampada, perfino quando, per costringerla a riposare, i suoi genitori avevano spento il fuoco e avevano tolto i suoi vestiti e le candele dalla stanza.”

Alla fine la sua determinazione ebbe il sopravvento sulle resistenze dei genitori, i quali, nonostante giudicassero quantomeno “strani” gli interessi della ragazza, la sostennero economicamente per tutta la vita permettendole di dedicarsi ai suoi studi e di acquisire una formazione da autodidatta.

Nonostante lo studio della scienze nel Settecento fosse considerato “roba da uomini” non era raro che donne dell’aristocrazia ricevessero una preparazione di base attraverso opere divulgative scritte appositamente allo scopo di consentire loro di intrattenere conversazioni da salotto su questi argomenti.

Una delle opere di questo tipo che ha avuto maggiore successo è “Newtonianismo per le dame” di Francesco Algarotti (1712-1764). Il libro ha la struttura di un dialogo tra una marchesa e un suo interlocutore, il quale, senza far uso di alcuna formula matematica, espone alla nobildonna i principali risultati ottenuti da Sir Isaac Newton.

Ritenendo che gli interessi delle donne ruotassero esclusivamente attorno alla galanteria e all’amore, Algarotti cercò di impartire i suoi insegnamenti di fisica appoggiandosi a tali argomenti e, per spiegare la legge dell’inverso del quadrato della distanza, secondo la quale due corpi si attraggono in maniera inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa, utilizza la metafora del sentimento tra due innamorati che si farebbe via via più debole col passare dei giorni di assenza.

Sophie Germain non tollerava questo genere di letteratura frivola e quando seppe che il famoso astronomo Jérôme Lalande aveva detto che lei non sarebbe stata in grado di comprendere l’opera di Pierre-Simon Laplace “Exposition du système du Monde” senza aver prima letto il suo volume “L’Astronomie des Dames” andò su tutte le furie e dichiarò pubblicamente che non avrebbe più rivolto la parola a Lalande.

Il rapporto con altri grandi scienziati dell’epoca fu invece molto proficuo e caratterizzato da profonda stima reciproca. Tra questi è opportuno citare Gauss, Legendre, Lagrange e Fourier. Tuttavia i pregiudizi verso le donne che si occupavano di scienza erano così radicati che, quando Sophie decise di scrivere a Gauss dopo aver letto le sue “Disquisitiones Arithmeticae”, lo fece utilizzando uno pseudonimo maschile… ma questa è un’altra storia (ne parlo qui: https://www.facebook.com/65529103190/posts/10158385725518191/).

Bibliografia:
Clara I. Grima, Alberto Márquez, Sophie Germain: una pioniera nella teoria dei numeri, RBA, 2019;
Amy Dahan Dalmédico, Sophie Germain, Le Scienze n. 282, febbraio 1992;
Amy Dahan Dalmédico, Mécanhique et théorie des surfaces: les travaux de Sophie Germain, Historia Mathematica, 1987.

Immagine: Disegno basato su un ritratto di Sophie Germain a quattordici anni.

17/01/2021

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25/11/2020

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