29/07/2026
In “Ogni piccola cosa interrotta”, romanzo d’esordio di Silvia Celani, la protagonista Vittoria ha costruito la sua esistenza basandosi soprattutto sull’apparenza di una vita perfetta: una superficie lucida, impeccabile, pensata per proteggersi da una solitudine che fa male e da un passato che sembra svanito nel nulla. Nessun ricordo d'infanzia, nessuna traccia del padre scomparso. Solo il controllo delle proprie emozioni imparato nel corso degli anni e un rapporto conflittuale con la madre. Ma il passato non scompare davvero mai: resta in attesa fino a che non succede qualcosa. Per Vittoria, il punto di svolta ha la forma di un vecchio carillon di ceramica andato in frantumi che ritrova, per caso, nei cassetti della madre. Decidere di rimetterne insieme i pezzi non significa soltanto riparare un oggetto, ma iniziare un viaggio doloroso e bellissimo dentro i propri ricordi negati. Il filo conduttore del libro si sposa volutamente con la filosofia giapponese del kintsugi: l'arte di riparare quello che si è rotto evidenziando le crepe con l'oro, una tecnica che la protagonista impara dalla psicologa dalla quale, ad un certo punto, decide di consultare. L'insegnamento è potente: non dobbiamo nascondere le nostre ferite per sembrare forti. Sono proprio le nostre spaccature, i dolori che abbiamo attraversato e superato, a renderci unici, preziosi e autentici.
Vittoria, una giovane universitaria, ha una vita molto agiata: ambientato nella Roma bene contemporanea, racconta anche di abitudini di una parte della gioventù capitolina e delle amicizie adolescenziali (Carlotta, l’amica di infanzia, con la quale non si riesce più a relazionare). Ma racconta anche di differenze di classe, incontri inaspettati e relazioni che si sviluppano lentamente e danno fiducia nel futuro. Con una scrittura fluida, Celani ci regala una storia che parla al cuore di chiunque abbia mai temuto di rivelare la propria vulnerabilità. Penso sia un libro molto intimo e pieno di speranza, perfetto per chi cerca una lettura delicata ma profonda e una protagonista nella quale identificarsi. Un romanzo che ci dice che ripartire dai propri frammenti è sempre possibile.
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